Maria Beatrice Toro

Psicologa Psicoterapeuta

Archive for the ‘Violenza sulle donne’ Category

Sara Di Pietrantonio: l’ennesimo caso di violenza di genere

Posted by Maria Beatrice Toro su 6 giugno 2016

“Un ragazzo come tanti altri che confonde l’amore con il possesso”: con questa frase la giornalista di TV2000 Lucia Ascione introduce l’intervista alla Prof.ssa Toro sul caso di Sara Di Pietrantonio, la giovane ragazza bruciata viva in una strada della Magliana dalla guardia giurata Vincenzo Paduano. Questa vicenda così drammatica e distruttiva non può essere spiegata con la teoria del raptus omicida, non si tratta del gesto di un folle nè della disperazione di un ragazzo disturbato – sostiene la Prof.ssa – a porre fine alla vita di Sara è stato il gesto di un criminale. In questi casi c’è la comune tendenza ad attribuire la colpa dell’atto omicida al disagio mentale operando anche una grave stigmatizzazione verso coloro che realmente soffrono di un disturbo e si ritrovano a non avere il coraggio di dirlo per paura di essere etichettati e, dunque, emarginati. Questo – continua Beatrice Toro – è l’ennesimo caso di violenza di genere ovvero di una violenza agita verso una donna in quanto donna!”

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Stalking e femminicidio – Teleroma 56

Posted by Maria Beatrice Toro su 5 novembre 2015

La Prof.ssa Maria Beatrice Toro, ospite di Marco Fabriani nelle trasmissioni Teleroma56 e Teleradiostereo, commenta il caso di Eligia Ardita, l’infermiera incinta di Siracusa uccisa dal marito all’età di 38 anni nel mese di gennaio 2015.

La Prof.ssa sostiene che le tragedie di cui le donne sono vittime, non sono il risultato di un raptus improvviso poichè, spesso, sono annunciate da alcuni segnali. L’aggressore violento vive uno squilibrio emotivo, un malessere interno che lo rende incapace di tollerare le frustrazioni scatenate dai limiti imposti al suo comportamento ed è proprio nel momento in cui l’aggressore si sente vincolato che non visualizza più le conseguenze che potrebbero scatenarsi in seguito a un suo gesto violento. Tale cecità emotiva genera come conseguenza un esplosione di rabbia motivata semplicemente dal limite imposto, dal no ricevuto.

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ORRORE A ROMA. DECAPITA LA COMPAGNA, LA POLIZIA LO UCCIDE. AGENTI INTERVENGONO IN UNA VILLA ALL’EUR. VIOLENZA SU DONNE, AGOSTO DI SANGUE

Posted by Maria Beatrice Toro su 24 agosto 2014

Vero, un agosto tragico e segnato da violenze così efferate che fanno pensare a un collasso della relazionalità umana, con l’incapacità di trattenere i propri impulsi più oscuri. Impulsi aggressivi che fanno parte del DNA umano, ma che la società deve saper temperare attraverso due strumenti complementari: giustizia e educazione alla non-violenza. Ora, spero di non vedere decine di foto orribili e inutili, facciamo che il rispetto per le vittime prevalga.

PARLAMENTONEWS

Scene da horror in una elegante villa dell’Eur, una ‘zona bene’ a Sud di Roma. Un uomo ha ucciso la compagna a colpi di mannaia, decapitandola. La polizia, chiamata dai vicini, è entrata nella casa di via Birmania e ha trovato la donna morta, in una pozza di sangue. Nella casa anche l’assassino che si è scagliato contro i poliziotti con la mannaia insanguinata. Gli agenti hanno sparato per fermarlo, colpendolo al cuore. L’uomo è morto poco dopo il trasporto all’ospedale Sant’Eugenio. Avrebbe 35-40 anni, era vestito da paramilitare. Biondo, occhi chiari, potrebbe essere slavo. Mentre la vittima è una donna di origini sudamericane.IMG_0792.JPG

Un’altra pagina di sangue, oggi a Roma, nella drammatica trama dei femminicidi in Italia. Nelle ultime settimane, cronache alla mano, sono state otto le donne uccise da un loro familiare o dal compagno di una vita. In media, perde la vita una donna ogni tre giorni…

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Chi è il mostro della porta accanto?

Posted by Maria Beatrice Toro su 18 giugno 2014

La Prof. Maria Beatrice Toro è ospite della giornalista Clara Iatosti con la quale passa in rassegna le notizie dei principali Tg che in questa giornata si tingono di nero. Le riflessioni della psicologa e psicoterapeuta si concentrano principalmente su due tragedie: una si riferisce al triste epilogo della piccola Yara Gambirasio che scuote i nostri animi ormai da qualche anno, l’altra riguarda la strage di Motta Visconti.

In entrambi i casi l’imprevedibile violenza agita da due padri di famiglia lascia tutti senza parole, nel paesino di Motta Visconti la tragedia si è consumata per la difficoltà di un uomo ad accettare un rifiuto che lo ha portato a vivere sua moglie e i suoi due figli come un ostacolo al raggiungimento del suo obiettivo, come un qualcosa che gli stavo impedendo di realizzare il suo sogno di vivere un’altra donna che forse aveva iniziato ad amare. “Il divorzio mi svincola da mia moglie ma i figli sono per sempre”, così ha esclamato davanti alle forze dell’ordine, ed è proprio questa frase così forte dal punto di vista emotivo, che cela il disagio di questo uomo.

In talune situazioni emerge un potente meccanismo di disumanizzazione, scompare l’affettività -sostiene la professoressa- per cui l’altro viene privato dei suoi connotati umani e si trasforma in un oggetto, in una cosa che non possiede nè anima nè emozioni.

Questo meccanismo di disumanizzazione della persona viene attuato in entrambe le tragedie: per dominare, come nel caso di Mapello o per distruggere un “qualcosa” di troppo scomodo, come è accaduto invece a Motta Visconti.

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I profili dello stalker

Posted by Maria Beatrice Toro su 2 giugno 2014

Si continua a parlare del dilagante fenomeno dello stalking

con la Prof.ssa Maria Beatrice Toro

ospite a Teleradiostereodue del direttore Marco Fabriani.

Sostanzialmente esistono due macro tipologie di stalker: alcuni sono principalmente animati dalla rabbia, altri invece dal bisogno ossessivo e malato di attenzioni. Quest’ultima categoria difficilmente agisce dei comportamenti così gravi da mettere in pericolo di vita la vittima; sono soggetti che corteggiano senza sosta. Spesso senza rendersene conto prestano un’attenzione esasperata alle vittime che hanno scelto e la traducono in continui e ripetuti sms, pedinamenti, ecc.

Gli stalker animati dalla rabbia invece non vanno mai sottovalutati anche quando, in una fase iniziale, si limitano a minacciare.

Possono diventare seriamente pericolosi; si fissano, infatti, di aver subito un torto e sono guidati da una potente sete di vendetta.

Pensano di essere stati ingiustamente danneggiati e si sentono autorizzati a rivalersi con la violenza.

Il rapporto tra stalker e stalkizzato – continua la Prof.ssa – esula dalla normalità e si connota di aspetti patologici innanzitutto perchè non sono assolutamente contemplati i concetti di limite e di libertà, di autonomia: lo stalker è abituato a dominare il proprio partner, ad ottenere molto e a dare poco pertanto, finchè la coppia è coesa e il tratto narcisista dello stalker è appagato, si mantiene tra i due una sorta di equilibrio ma il rischio di scadere nella violenza è sempre allerta e soprattutto compare per gradi….prima di assistere a un atto di violenza o addirittura a un omicidio lo stalker mette in atto una serie di comportamenti intermedi.

Due sono dunque i principali profili psicologici dello stalker: uno più inadeguato, l’altro più rabbioso e vendicativo.

 

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Amore e Paura: due sentimenti incompatibili nella relazione di coppia

Posted by Maria Beatrice Toro su 28 marzo 2014

Picchiata dal compagno 12 volte…eppure lei non lo denuncia e dichiara: “Io lo amo ancora!”

Donatello Vaccarelli e Maria Beatrice Toro commentano la notizia di studio aperto e si interrogano sul motivo per cui in amorele donne vengono picchiate e, spesso, tacciono questi maltrattamenti senza sporgere denuncia.

Prigionieri dell’amore?

“In realtà no perchè se realmente ami un uomo che ti picchia“, sostiene la professoressa,” il più grande gesto d’amore è proprio la denuncia non solo per tutelare se stessi ma, principalmente, per salvare il proprio compagno o marito da se stesso“. Il “non sono stata io” dichiarato dalla vittima cela una vena di paura, di timore della reazione….per cui, conclude Maria Beatrice Toro, dove c’è paura non c’è amore poichè, nella relazione di coppia, questi due sentimenti sono discordanti e incompatibili.

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Violenza agita sul web e violenza agita realmente, in entrambi i casi le vittime sono due donne

Posted by Maria Beatrice Toro su 20 febbraio 2014

“Fai schifo, falla finita!” E’ questa una delle tante frasi che, riecheggiando nell’orecchio della ragazzina di 14 anni di Cittadella di Padova, l’hanno portata ad un gesto estremo: un salto nel vuoto di 30 metri con cui si è tolta la vita. Un caso di cyberbullismo che ha  impattato sulla sfera emotiva di molti e, soprattutto, dei genitori di figli adolescenti.

La prof.ssa Maria Beatrice Toro, ospite del giornalista Donatello Vaccarelli, spiega che:” Internet e i vari Social Network in cui navigano i ragazzi creano un effetto disinibitorio fortissimo per cui si creano insulti, discussioni, frasi terrificanti che di persona non diresti mai o avresti difficoltà a dire poichè empatizzi con l’altro e ciò ti porta a non farcela ad offendere e insultare: invece dietro lo schermo si scatena una violenza istintiva, priva di ogni riflessione o preoccupazione rispetto alle conseguenze delle nostre frasi perciò si strutturano due ruoli. Il primo è quello dell’aggressore, che ha la mano facile, e l’altro è quello dell’aggredito, che è la vittima investita totalmente.

Come possono le famiglie tutelare i propri figli?Talvolta appaiono inermi e spaesati,  I GENITORI NON è CHE NON PROVVEDONO, ma appartengono di fatto a una generazione differente, cresciuta con logiche e linguaggi diversi, distanti…quanti conoscono ASK, il social dove gli insulti sono stati lanciati?

E poi, per quanto riguarda la violenza agita dagli uomini sulle donne, la televisione insiste a raccontare lo strazio dei corpi massacrati, ma del massacro dell’anima chi parla?

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