Il desiderio di distruggere ha guidato la mano dell’assassino

Nell’agghiacciante delitto della Magliana in cui la giovane Sara Di Pietrantonio è stata bruciata viva, nella notte di domenica, dall’ex fidanzato Vincenzo Paduano, sono due gli elementi che più sconvolgono gli animi: da una parte la crudeltà e l’efferatezza della modalità con cui è stato architettato ed effettuato il delitto, dall’altra la totale indifferenza di quegli automobilisti che hanno ignorato la disperata richiesta di aiuto della giovane donna. Quella dell’omicidio di Sara – commenta Beatrice Toro – è una storia di distruttività, ciò che maggiormente colpisce è il desiderio di distruzione che si cela dietro questo allucinante e crudele gesto; è come se l’omicidio, da solo, non sarebbe stato sufficiente a placare l’animo dell’assassino. La folle priorità di impedire a questa ragazza di vivere la sua vita, di creare il suo futuro, la difficoltà a tollerare e accettare il “no”, il rifiuto ricevuto, sono stati fatali per l’ex guardia giurata; in lui è prevalsa la distruttività che ha trovato il suo sfogo nell’azione di dare fuoco alla macchina di lei prima…e proprio a lei poi.

 

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