L’ansia del dentista spegne i sorrisi

Odontofobia: paura di andare dal dentista, comune a molti. Basti pensare che meno di un italiano su tre programma controlli regolari ai denti

Secondo recenti sondaggi (Dica33.it per conto di Curasept) il 40,6% degli italiani si rivolge al dentista solo quando insorgono problematiche concrete, solo il 28,6% programma una visita di routine annuale. Una prevenzione sicuramente più bassa rispetto ad altri tipi di visite.

L’OMS riconosce uno stretto legame tra il benessere dei nostri denti con quello del corpo. Si pensi alla parodontite, malattia infiammatoria orale, la quale causa il circolo di batteri e sostanze infiammatorie che generano un minor controllo metabolico e malattie cardiocircolatorie. Altri studi riconoscono anche la correlazione tra infiammazione della parodontite e i problemi di tipo respiratorio, o addirittura il cancro dello stomaco.

Importante non dimenticare gli aspetti funzionali, estetici e psicologici.

A tal proposito Maria Beatrice Toro spiega che: “L’idea di esporre denti, gengive, lingua può suscitare un senso di vulnerabilità. Ancora oggi, inoltre, si associa l’andare dal dentista alla possibilità di provare dolore fisico”.

La paura maggiore sicuramente è quelle legata al dolore, anche soltanto l’idea rappresenta grande timore. A questo si aggiunge anche la postura, che obbliga a tenere la bocca aperta e costringe a un’immobilità prolungata, i suoni del trapano o dell’aspiratore, la strumentazione medica. A tutto ciò si aggiunge, sicuramente, il costo mediamente elevato della prestazione.

Per superare questa fobia, apparentemente innocua, ci sono diversi modi, spiega sempre l’esperta. Una buona pratica per gestire l’ansia è quella di modificare il dialogo interno provando a focalizzare l’attenzione sugli aspetti di fiducia nei confronti del medico, oppure sugli aspetti di soddisfazione legati alla bellezza del sorriso e al piacere di sentirsi belli e curati.

Un altro strumento che si rivela utile è quello della respirazione, mettendo in pratica l’esercizio della “respirazione quadrata”: inspirare dal naso fino a riempire i polmoni contando fino a quattro, trattenere il respiro contando fino a quattro, espirare dalla bocca contando fino a quattro e mantenere i polmoni vuoti contando fino a quattro.

Molto utili potrebbero essere anche le tecniche “fai da te” distogliendo semplicemente la concentrazione dalla sensazione sgradevole che crea fastidio.

Infine, anche gli studi dentistici dovrebbero essere pensati per rendere più serena la visita, magari introducendo ascolto di musica, proiettare video rilassanti, ricorrere a colori che si ispirano alla cromoterapia, utilizzare camici, mascherine e bandane personalizzare per creare una sorta di legame più amichevole con il paziente.

Rispondi

Scopri di più da Maria Beatrice Toro

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere