Maria Beatrice Toro

Psicologa Psicoterapeuta

Due principi base del metodo Montessori

Posted by Maria Beatrice Toro su 5 gennaio 2017

1Due tra i  principi di base del metodo Montessori sono stati per me fonte di ispirazione fondamentale nel lavoro psicologico con il bambino.

Questi principi sono: 1. il rispetto per il bambino, 2. la mente assorbente,

Il rispetto per il bambino è la pietra angolare su cui poggia qualunque approccio valido a una persona e in particolare a un minore. Tutti gli strumenti e gli atteggiamenti pedagogici relativi al metodo montessoriano si basano anzitutto sull’assioma del rispetto. Secondo la pedagogista, non è scontato avere la giusta sensibilità per rispettare fino in fondo le caratteristiche psicoemotive di una mente-cuore-anima in formazione. A volte, ad esempio, possiamo addumenre un atteggiamento coercitivo: li costringiamo in modo diretto e indiretto a seguire i nostri ritmi,  senza riguardo verso le loro peculiari esigenze.

Siamo a volte sgarbati o prepotenti con loro, e ci aspettiamo che siano obbedienti, sfruttando il loro naturale istinto all’attaccamento, che poi è una forma di fiducia, affezione, ammirazione. Il paradosso è che ci imitano in ogni caso, non serve essere duri.

Cerchiamo, dunque, di trattarli con rispetto e anche con tutta la gentilezza che vorremmo contribuire a sviluppare in loro (Montessori, 1965). Gli insegnanti mostrano rispetto per i bambini quando li aiutano a  imparare le cose non per loro ma per se stessi.

Quando i bambini hanno la possibilità di effettuare autenticamente delle scelte,  naturalmente commisurate all’età,  possono sviluppare le competenze e le abilità necessarie per un efficace apprendimento di autonomia e autostima positiva. Maria Montessori credeva  che i bambini in qualche modo educassero  se stessi: “Il bambino assorbe conoscenze direttamente nella sua vita. Semplicemente vivendo, il bambino impara a parlare la sua lingua madre ” (Montessori, 1966). Questo è il concetto della mente assorbente.

Montessori ci ha voluto far capire con esempi concreti che i bambini  imparano dal loro ambiente. Sono “nati per imparare”, e imparano perché sono esseri pensanti. Ma ciò che apprendono dipende in gran parte dall’ambiente che gli adulti sanno creare per loro, con le giuste esperienze e sfide da superare.

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Mindful è il cane sopra ogni cosa

Posted by Maria Beatrice Toro su 31 dicembre 2016

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La presenza di un cane ha effetti benefici molto noti; forse è perché ci costringe a stare all’aria aperta, o perché ci toglie un po’ di stress, o, anche, perché può ispirarci e coinvolgerci. Il cane mostra una partecipazione assoluta  nell’apprezzare la vita, l’essere vivi, l’ essere qui, ora, mentre non si sta facendo nulla di speciale.

Il cane è sempre se stesso; anche se non ha doti particolari, non lo capisce e di sicuro non gli importa. Non si dà delle arie, né simula di essere ciò che non è. Di fronte a un pericolo, ha paura; se viene infastidito, si arrabbia. Riconosce le proprie emozioni e riconosce anche le nostre; la sua capacità empatica ha un che di soprannaturale. E ci prende per quello che siamo: non è in grado di criticare, né di giudicare, dunque non sa se siamo belli o brutti, magri o grassi…

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Pensionati italiani si trasferiscono all’estero

Posted by Maria Beatrice Toro su 27 dicembre 2016

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Clicca per vedere il video – Intervento Prof. Toro dal min. 53

Sono sempre di più i pensionati che si trasferiscono all’estero. In alcuni casi si può essere mossi dal desiderio di cambiare stile di vita, in altri, purtroppo, si è mossi principalmente da un discorso economico che può costringere le persone a emigrare per vivere dignitosamente.

E’ cambiato qualcosa nella percezione che gli individui hanno di se stessi – sostiene Beatrice Toro ospite della trasmissione “mi manda rai tre”. Assistiamo, oggi, a un mutamento generazionale, le età della vita non sono poi più così distinte. Un tempo il sessantenne era un uomo in pensione con una giornata occupata dai nipoti, dedito alla famiglia che si affacciava alla terza età con una vena nostalgica. Oggi le persone over 60 si affacciano alla vita con apertura e, soprattutto, se ne riappropriano facendo scelte anche atipiche rispetto alla fase di vita: alcuni si separano, altri si risposano, altri ancora lasciano il paese d’origine per intraprendere una nuova vita altrove, magari con possibilità maggiori di quelle avute fino ad ora. Il tutto avviene, probabilmente, nche grazie all’aiuto delle nuove tecnologie che consentono di abbattere i confini, di avere la sensazione che tutto sia rimpicciolito e meno distante, si possono portare con sè i propri cari mantenendo con loro un contatto diretto e costante.

 

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Test: è un tipo emotivo o razionale?

Posted by Maria Beatrice Toro su 14 dicembre 2016

 

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Su Donna Moderna un piccolo test ideato dalla professoressa Maria Beatrice Toro che ci permette di capire com’è il nostro Lui.

Abbiamo di fronte un tipo più razionale, che riflette molto e non ha difficoltà a prendere decisioni oppure un tipo più spontaneo che è diretto nelle scelte che fa?

Per scoprirlo potete consultare il test su Donna Moderna.

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Ordine e disordine

Posted by Maria Beatrice Toro su 7 dicembre 2016

 

La prof.ssa Maria Beatrice Toro è ospite della trasmissione “Dio li fa poi li accoppia” su TV2000 per parlarci di ordine e disordine.

Il disordine – ci spiega la prof.ssa- non è negativo di per sé poiché racchiude anche caratteristiche di creatività, di fantasia e di novità che si manifestano in un approccio alla vita più leggero, più dinamico. Ma quando quest’abitudine diventa più radicata e pervasiva allora si parla di trascuratezza.

Allo stesso modo, un eccesso di ordine non è così positivo come si pensa; diversi studi scientifici hanno dimostrato che le persone che non resistono all’impulso di riordinare continuamente hanno proprio differenze cerebrali rispetto alle altre persone e manifestano una sensibilità specifica che in psicologia viene denominata” la sensazione che le cose non sono dove dovrebbero essere”.

Le persone disordinate non hanno proprio questa sensibilità e, anche quando cominciano a mettere in ordine, non sentono il beneficio e sentono molto la fatica ma, anche il disordinato più incallito finisce per provare fastidio di fronte a questi cumuli di oggetti che danno una sensazione di soffocamento, impedendo di iniziare qualcosa di nuovo.

D’altra parte- continua la prof.ssa Toro- mettere in ordine permette di abbassare il livello d’ansia poiché, sistemando le cose al di fuori, è come se si mettesse a posto anche la tensione interiore. Per questa ragione, mettere in ordine consente di “pulire la mente” nei momenti più stressanti e si rispecchia spesso in quello che più ci appartiene. Ad esempio, le donne possono orientare la loro attenzione nel sistemare l’armadio: riprendere in mano i vecchi vestiti, sentirsi grati per quello che si ha e decidere anche da cosa separarsi è un un buon esercizio di gratificazione e permette di concedersi al futuro e al cambiamento.

L’ordine ed il disordine di per sé non sono così negativi- conclude la prof.ssa Toro- ma lo diventano quando sono spinti all’estremo: ad esempio un disordine eccessivo impedisce la manutenzione degli oggetti o, al contrario, l’eccessivo ordine ( soprattutto quando si combina con la mania per l’igiene ) può causare danni alla pelle, alle mucose portando ad una maggiore fragilità fisica.

Ciò di cui necessitiamo è il giusto equilibrio!

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Qual’è lo sport più adatto per mio figlio?

Posted by Maria Beatrice Toro su 2 dicembre 2016

Sulla rivista MaireClaire Vanessa Perilli ci aiuta a comprendere come muoverci rispetto al tema dello sport e dell’attività fisica per i più piccoli, intervistando la prof.ssa Maria Beatrice Toro.

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Quando iniziare ? Per quante ore a settimana? Che tipo di attività scegliere: uno sport di squadra o piuttosto un’attività individuale? Sono molte le domande che sorgono spontanee pensando a questo argomento e la prof.ssa Maria Beatrice Toro ci aiuta a comprendere meglio come districarci al meglio tra questi quesiti.

Si può iniziare molto presto ad avvicinare i bambini alle attività sportive, facendolo innanzitutto in maniera informale per poi passare a modalità più strutturate durante la crescita. Ciò che è importante è sempre mantenere l’attenzione su quelli che sono i tempi del bambino, non trascurando quelli che sono  gli altri impegni ( come naturalmente la scuola).

Lo sport- continua la prof.ssa Toro- ha delle potenzialità importantissime per i bambini: oltre agli aspetti salutari e alla dimensione dell’educazione alla competitività (sana, naturalmente), le attività possono permettere ai più piccoli di confrontarsi in un contesto differente da quello familiare o scolastico, con la possibile emergenza di ruoli e vissuti alternativi a quelli usuali.

Per approfondire l’articolo potete consultare il seguente link:

http://www.marieclaire.it/Lifestyle/bambini-scuola-giochi-viaggi/sport-e-bambini-quale-scegliere

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Il silenzio negli abusi sui minori

Posted by Maria Beatrice Toro su 2 dicembre 2016

 

La prof.ssa Maria Beatrice Toro, ospite della trasmissione “Bel tempo si spera” affronta il delicato tema degli abusi sui minori, ricollegandosi alla vicenda di Caivano e al caso della piccola Fortuna.

Ciò che colpisce in queste drammatiche vicende è il potente silenzio che le accompagna: molto spesso, i familiari tendono a tenere nell’ombra ciò che succede per vergogna, per non sentirsi essi stessi macchiati dall’orrore. Nella pedofilia-continua la prof.ssa Toro, troviamo sia la componente del reato sia quella del disturbo psichico quindi, in un male che ha un altissimo tasso di recidiva, sarebbe necessario un intervento a 360°.

Fortunatamente -conclude la prof.ssa Toro- attualmente c’è una cultura dell’infanzia che prima non esisteva e quindi anche una maggiore sensibilità a quelli che sono i temi caldi.

 

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Educare i bambini a gestire la rabbia con la mindfulness

Posted by Maria Beatrice Toro su 30 novembre 2016

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Su Nostrofiglio.It Luisa Perego affronta il tema della rabbia nei bambini prendendo spunto dal libro della profissa Maria Beatrice Toro ” Crescere con la mindfulness. Una guida per bambini (e adulti) sotto stress.
Nella quotidianità sono numerosi i momenti in cui i più piccoli vanno incontro ad episodi  di rabbia e molto spesso, essendo questa emozione etichettata come socialmente poco accettabile, sono proprio diseducati a riconoscerla e a sperimentare in modo funzionale.
D’altra parte, un bambino che esprime rabbia é un bambino che si apre al mondo e che va accompagnato nella corretta espressione di questa emozione.
La mindfulness può aiutare i più piccoli a ritrovare uno stato di calma attraverso gli esercizi della respirazione e l’angolo della riflessione dove il bambino può fermarsi un attimo ed osservare quello che sta succedendo.
Imparando ad ascoltarsi, i più piccoli potranno apprendere come non ignorare ma anche come non lasciarsi sopraffare dalla rabbia.
Per approfondire potete consultare l’articolo completo al link seguente:

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10 buoni motivi per trascorrere in famiglia e sulla neve le vacanze invernali

Posted by Maria Beatrice Toro su 29 novembre 2016

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Tra chat, social, mail e telefonate, gli adulti  subiscono molto la tecnologia e gli effetti che essa porta con sè al punto di rendere sempre più confusi i confini tra ambiente lavorativo, casa e vita social. Tutto ciò va, sicuramente, a scapito, prima di tutto, dell’equilibrio familiare tra genitori e figli, con il rischio di ridurre, se non eliminare, il piacere della condivisione, così come il dialogo e lo scambio.

La professoressa Maria Beatrice Toro, psicologa e autrice del libro Mindfulness per crescere. Guida per bambini (e adulti) sotto pressione (FrancoAngeli) spiega al Corriere.it, in dieci punti, come ritrovare il piacere della condivisione familiare partendo dalla prossima opportunità che si prospetta: le vacanze natalizie e invernali. Ritagliarsi qualche giorno in montagna con i propri cari ha effetti benefici sulle relazioni tra genitori e figli.

1. Il valore educativo della bellezza

2. Il rapporto “reale” con il paesaggio

3. Detox digitale

4. La presenza reciproca

5. I benefici dell’attività fisica

6. La dimensione ludica

7. Il piacere del relax

8. La scoperta dei nuovi sapori

9. Il valore del silenzio

10. Il rapporto con la paura e i propri limiti

Clicca il seguente link per leggere l’articolo completo sul sito Corriere.it http://www.corriere.it/native-adv/dolomiti-superski-longform02-vacanze-invernali-10-motivi-per-farle-in-famiglia-sulla-neve.shtml

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5 nuovi diritti per l’infanzia

Posted by Maria Beatrice Toro su 21 novembre 2016

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L’accelerazione estrema dei tempi del vivere, insieme al senso di precarietà indotto da un clima di crisi generale, sono oggi i maggiori nemici dell’equilibrio e dell’armonia personale. La loro forza si riversa indistintamente su tutte le età della vita, inducendo elevati livelli di stress su individui, famiglie, adolescenti e bambini. Viviamo vite sempre più insostenibili sia dal punto di vista mentale che emotivo.

La cultura della consapevolezza nasce come possibile risposta alle dolorose contraddizioni dell’attuale stile di vita, per celebrare

  • il rispetto di sé e degli altri
  • l’attenzione consapevole
  • la lentezza

come chiavi per riappropriarsi del presente.

La consapevolezza punta a umanizzare il cuore iperattivo della post modernità, quella ansiosa frenesia che sperimentiamo tutti i giorni, essendovi immersi anima e corpo, vagamente coscienti, in particolare, dei danni che lo stress può procurare allo sviluppo cognitivo e affettivo delle nuove generazioni. Il fine di questo manifesto è la promozione di una cultura dei diritti per l’infanzia all’altezza dei tempi. Si tratta di una nuova ecologia della mente, finalizzata a liberare i bambini dalla dittatura della prestazione ad ogni costo, dalla frammentazione delle esperienze e dalla mancanza di privacy, in direzione della sostenibilità, dell’autenticità, della condivisione.

La possiamo riassumere in alcuni diritti fondamentali:

1. Diritto alla presenza consapevole

Ogni bambino ha diritto alla presenza fisica e mentale dei genitori. Ovvero una presenza di qualità, piuttosto che una presenza distratta dalla connessione compulsiva alla sfera lavorativa e dei social media.

2. Diritto alla privacy digitale

Ogni bambino ha il diritto alla tutela della sua immagine. Evitiamo di esporli inutilmente pubblicando fotografie e fatti che li riguardano.

3. Diritto alla lentezza

Ogni bambino ha diritto ai suoi tempi e a fare una cosa per volta. Il monte ore degli impegni extra scolastici non dovrebbe superare le 8-10 ore settimanali. Tra un’attività e l’altra devono essere previsti momenti di pausa in cui “non fare niente di speciale”.

4. Diritto alla condivisione

I bambini devono potersi incontrare tra loro, in casa o fuori, scegliendosi per affinità e passare del tempo insieme condividendo giochi scelti da loro.

5. Diritto ai no

L’educazione è il presupposto dell’integrazione nella comunità. L’adulto ha il dovere di comportarsi in modo maturo piuttosto e insegnare a distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato anche attraverso i no.

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