Maria Beatrice Toro

Psicologa Psicoterapeuta

La scuola è finita: cosa fare?

Posted by Maria Beatrice Toro su 21 giugno 2017

Ci siamo: la scuola è finita ed iniziano le vacanze. La prof.ssa Maria Beatrice Toro, autrice del libro “Crescere con la mindfulness. Una guida per bambini (e adulti) sotto pressione, ci offre dei suggerimenti per godere al meglio di questo break estivo in un’intervista su Radio Cusano.

Sarebbe opportuno lasciare ai nostri figli la possibilità di rilassarsi subito dopo la fine dell’impegnativo anno scolastico. L’ideale sarebbe lasciarli a casa qualche giorno per dare l’idea del cambiamento rispetto alla routine scolastica. Ma d’altra parte, questo non è sempre possibile, proprio perché molti genitori lavorano tutto il giorno: è necessario, però, interrompere la modalità multitasking perché questo deve essere un momento di relax. Un aiuto fondamentale potrebbe essere dato dai nonni, una risorsa importantissima per i nostri figli.

In questo periodo si sta affacciando l’idea di lasciare aperte le scuole anche durante l’estate. Questa proposta è rivoluzionaria ma offre molti spunti di apertura: la possibilità di trasformare le scuole in centri polifunzionali in cui si svolgono attività culturali ha dei benefici evidenti sui problemi concreti delle famiglie, dove ci sono genitori che lavorano tutto il giorno e non ci sono nonni che possono aiutare -ci spiega la prof.ssa Toro.

I centri estivi offrono ai bambini moltissime occasioni di crescita: la possibilità di cooperare con gli altri, di essere in un gruppo di coetanei e amici, la libertà di fare attività che siano meno strutturate di quelle proposte durante l’anno dalla scuola e il doversi mettere in gioco nella relazione con gli altri, senza che l’adulto agisca da mediatore o fornisca le regole. Molto spesso, infatti, i genitori tendono a “mettersi in mezzo” per tutelare il proprio figlio, sostituendosi a lui. Questo, seppur legittimo e comprensivo, non permette al bambino di imparare a trovare le soluzioni quando è in difficoltà, perché c’è sempre qualcuno che fa per lui o a tollerare le frustrazioni o i “no”.

I campi estivi hanno delle specificità: vengono proposte attività di apprendimento di una nuova lingua o sport differenti. Però è importante che,  nella scelta di quello più adatto per il proprio figlio, il genitore impari a conoscere la realtà del proprio bambino, i suoi interessi, le attitudini e le capacità.

Ma se si ha la fortuna di avere dei nonni attivi, che possono portare i nipoti al parco o al mare in questo periodo, creando un piccolo gruppo di altri nonni e bambini, sarebbe preferibile scegliere questa soluzione piuttosto che il campo estivo. L’importante è non sovraccaricare i nonni -conclude la prof.ssa Toro- perché hanno anche loro il diritto di rilassarsi in questo periodo di break.

Posted in scuola, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Guida alla scelta del centro estivo giusto

Posted by Maria Beatrice Toro su 13 giugno 2017

Fatto-Quotidiano_12.6.17-002        Fatto-Quotidiano_12.6.17-001

Con al chiusura delle scuole i genitori che lavorano tornano a fare i conti con la complessa gestione dei propri figli. Durante la ricerca della soluzione perfetta i genitori si avvalgono di tutti i volontari disposti a fornire un supporto, dalla mamma dell’amichetto che non lavora, alla zia che se ne occupa qualche giorno a settimana e… gli interrogativi che attanagliano le famiglie oscillano tutti attorno agli stessi temi: meglio la parrocchia o il centro estivo? Nonni o baby sitter? Lasciamo che si crogiolino tra videogiochi e tv oppure che siano intrattenuti da centri in cui sono possibili attività sportive e gite al mare?

“Sicuramente – riferisce la Prof.ssa Maria Beatrice Toro al Fatto Quotidiano – nei primissimi giorni di vacanza i bambini hanno bisogno di qualche momento di tranquillità utile per rigenerarsi dagli stress causati dall’ultimo periodo dell’anno che richiede sempre una grande concentrazione e un elevato dispendio di energie; hanno bisogno di rallentare le attività, di annoiarsi un pò e di sperimentare il dolce far niente, magari in compagnia di un amichetto. E’ poi auspicabile, se si ha la possibilità di avvalersi dell’aiuto di nonni attivi e volenterosi, far in modo che i più piccoli trascorrano le proprie giornate all’aperto, magari facendo una gita la mare o in campagna purchè i super nonni in questione non concedano troppi vizi, soprattutto un abuso di cibi e bevande insane o videogame e, soprattutto, abbiano il piacere di portarli fuori e non si sentano sfruttati troppo”.

Fatto-Quotidiano_12.6.17-002

In assenza di nonni prodigio però è possibile comunque organizzarsi e scegliere, tra la vastissima gamma di offerte che i centri estivi propongono, quella che meglio si confà alle caratteristiche dei più piccoli quindi continua la Prof.ssa:

“Se il bambino durante l’anno non ha mostrato particolari segni di disagio o difficoltà emotive è possibile optare per un centro estivo generico, magari centrato su attività all’aperto in cui offrire al bambino l’occasione di sperimentare se stesso all’interno di un nuovo gruppo di pari, di fare nuove amicizie e vivere e gestire anche i conflitti in autonomia. D’estate, indipendentemente dalle attività ricreative che si selezionano per i bambini, il tempo è meno incalzante, la giornata è meno strutturata e questo permette di dare ampio spazio al confronto comunicativo e all’aspetto relazionale. Se, al contrario, il bambino è inibito, un pò timido, meglio optare per un luogo in cui le attività siano più strutturate e centrate anche su attività didattiche orientate allo studio di una lingua o a esperienze con la natura. Per un bambino agitato e irruento la scelta potrebbe invece ricadere su centri che vadano maggiormente incontro a questo temperamento, in cui si prediligano le attività sportive, in cui ci siano pochi momenti di pausa e scarse occasioni in cui annoiarsi, meglio ancora ma solo per i più grandini, se si presentano possibilità di dormire qualche notte fuori.”

 

Posted in Famiglia, Genitori, Infanzia, scuola, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Liberiamoci dallo stress con la mindfulness

Posted by Maria Beatrice Toro su 7 giugno 2017

logo-gazzetta-del-mezzogiorno

In una società come la nostra, dove si è costantemente in movimento, divisi tra mille impegni ed attività, è inevitabile sentirsi stressati. Abbiamo perso la capacità di godere di ogni momento e viviamo proiettati costantemente verso gli obiettivi futuri. Ma la mindfulness può aiutarci ad arrestare il “pilota automatico” e a vivere pienamente il presente. Ci spiega come la prof.ssa Maria Beatrice Toro, esperta di mindfulness ed autrice del libro “Crescere con la mindfulness. Una guida per bambini (e adulti) sotto pressione (Le Comete-FrancoAngeli), in questa intervista sulla Gazzetta del Mezzogiorno.

La mindfulness è una tecnica elaborata dal biologo Jon Kabat-Zinn che permette di imparare ad orientare l’attenzione con volontà di farlo, sospendendo il giudizio verso se stessi e gli altri. Si basa su una serie di esercizi che si concentrano sul corpo (o su una parte di esso) e sul respiro. Focalizzando l’attenzione su uno di questi aspetti, si distoglie la mente dal flusso di pensieri nel quale siamo costantemente immersi, in modo da potere vivere pienamente la realtà nel preciso momento in cui ci troviamo -ci spiega la prof.ssa Toro.

2017-06-07 18.06.26.jpgLe ricerche scientifiche ci mostrano che, dopo un protocollo di 8 settimane (Mindfulness-Based Stress Reduction-MBSR), si verificano dei cambiamenti a livello cerebrale: l’ispessimento della corteccia celebrale che si traduce in effetti positivi a carico della memoria e della concentrazione ed inoltre, la riduzione dell’amidgala, ovvero la regione legata alle paure e alle tensioni. Inoltre, questa tecnica meditativa permette di abbassare i livelli di ansia ed insegna a sospendere il giudizio verso se stessi e gli altri, consentendo anche un miglioramento delle relazioni interpersonali. La mindfulness permette di vivere il momento presente che è la condizione indispensabile per essere felici-ci spiega la prof.ssa Toro. Quando non riusciamo a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati siamo insoddisfatti ed infelici; con la mindfulness possiamo imparare a concentrarci sul “qui ed ora” ed iniziare ad apprezzare ogni momento, riuscendo a disinnescare il “pilota automatico” che spesso ci fa prendere decisioni affrettate quando siamo sotto stress, costantemente proiettati nel futuro.

Lo stress è causa di infiammazione e indebolimento del sistema immunitario ed è per questo che un’esposizione prolungata può causare malattie. Ma  la mindfulness può essere di supporto nel rinforzare le difese naturali dell’organismo e di aiuto anche per i pazienti con malattie croniche, poichè insegna a vivere il momento di difficoltà con tranquillità ed accettazione. Immagine1
Ma la mindfulness non è rivolta solo agli adulti. Questa tecnica può essere adattata anche ai bambini, con degli esercizi pensati proprio per la fascia di età che va da 5 ai 12 anni, così come li descrive la prof.ssa Toro nel suo libro. I bambini sono portati a vivere nel presente ma, le pressioni dei genitori e della società in generale, li costringono ad essere continuamente attivati, pieni di impegni e di attività che, sovrapponendosi, non permettono ai più piccoli di concentrarsi e di godere realmente di ogni momento che vivono. Ma questa tecnica è utile anche per le persone anziane: in questa fase del ciclo di vita, infatti, alcune funzioni cognitive come la memoria e l’attenzione tendono a calare. Grazie alla pratica si può avere un effetto positivo su queste abilità cognitive e prevenire anche malattie come  l’ Alzheimer o altre forme di demenza senile. Ma la mindfulness si rivela utile anche in fasi della vita specifiche in cui avvengono cambiamenti profondi, come l’adolescenza o la menopausa o, in aggiunta, ne possono beneficiare anche gli sportivi per migliorare le proprie prestazioni.

La mindfulness, più in generale, è indicata per chi vive una situazione di disagio, frustrazione o precarietà, perchè aiuta la persona a ritrovare l’equilibrio per vivere serenamente-conclude la prof.ssa Toro.

Posted in mindfulness, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Finisce la scuola: istruzioni per bambini e genitori

Posted by Maria Beatrice Toro su 1 giugno 2017

coper

Ci troviamo in un periodo dell’anno molto importante per bambini e ragazzi: è il tanto desiderato momento della pausa estiva che giunge dopo un intero anno scolastico che ha richiesto impegno e sacrificio. Ed è così che, inevitabilmente, anche i più piccoli risentono della fatica anche in questa fase di stop e di vacanza. Come aiutarli?VERO_11.3.17-2-002Ce ne parla la prof.ssa Maria Beatrice Toro, autrice del libro “Crescere con la mindfulness. Una guida per bambini (e adulti) sotto pressione (FrancoAngeli) su Vero Salute, in un’intervista a cura di Francesca Solari.

I bambini di oggi, proprio come noi adulti, sono sottoposti ad un vero e proprio “bombardamento di stimoli”: la scuola, le tante attività extrascolastiche, lo sport; vivono in un mondo in cui viene chiesto loro di essere sempre in movimento senza potersi fermare mai. Ma, il risultato è che diventa difficile riuscire a godere appieno di un momento di pace e serenità in cui poter semplicemente “stare” e godere di questo tempo con i propri genitori -ci spiega la prof.ssa Toro. D’altra parte, i bambini si trovano spesso di fronte a genitori che, piuttosto che imporsi come figure di riferimento solide, tendono ad essere loro coetanei nei giochi e nel divertimento, i cosiddetti “adultescenti” -continua la prof.ssa Toro. E molto spesso, essendo loro stessi presi dal controllare l’ultimo Whatsapp sullo smartphone, finiscono per essere fisicamente con i loro figli, ma con la testa altrove.

Dobbiamo imparare ad accorgerci dei segnali di stress che mostrano i nostri figli sia  fisici (mal di testa, mal di pancia…) oppure emotivi o relazionali (ansia, nervosismo al mattino, chiusura sociale…) o ancora comportamentali (difficoltà ad addormentarsi, scoppi d’ira…).  E la mindfulness può aiutarci ad intervenire e a promuovere la serenità ed il benessere anche dei più piccoli. Parliamo di una vera e propria educazione all’attenzione che ha dei benefici visibili: la riduzione del cortisolo (e quindi dello stress), la diminuzione dell’ansia e il miglioramento delle capacità cognitive e una più sviluppata intelligenza emotiva.

Bastano pochi minuti al giorno per avvicinare anche i più piccoli a questa pratica. copertina-crescere-mind-x-sito-ridimensionataAttraverso dei semplici giochi ed esercizi pensati proprio per i bambini dai 5 ai 12 anni che la prof.ssa Toro ci descrive nel suo libro. Per esempio, per aiutare i più piccoli a focalizzare l’attenzione sul respiro e sul corpo si può utilizzare il gioco  “Leggero come una nuvola”. Si chiede al bambino di sdraiarsi e di immaginare una nuvoletta gonfia e tesa prima di un acquazzone. Si porta l’attenzione sul corpo e sulle sensazioni prima e dopo l’acquazzone, così che il bambino riesca a sperimentare la tensione ed il rilassamento.  Inoltre,  per ogni bambino è importante che ogni cosa che sente e che prova venga rispettata e riconosciuta. Può essere di aiuto stimolare il bambino a disegnare le sue emozioni o utilizzare anche in questo caso dei giochi. Una delle emozioni che risulta più frequente nei bambini è quella della paura e la prof.ssa Toro ci spiega come aiutare i più piccoli a fronteggiarla. Chiediamo al bambino dove la sente nel corpo: quella sarà la stanzetta della paura, lui se ne dovrà prendere cura, pensare a come abbellirla e in questo modo la paura sarà ascoltata ed uscirà poco a poco.

E’ fondamentale fare anche un po’ di “decluttering” partendo dalle cose materiali: 2017-05-31 14.24.55_resizedsi può iniziare a togliere i giocattoli che non servono più, deponendoli in cantina e riordinare la stanza può essere fatto insieme, come un gioco o una piccola routine. Ma questa leggerezza deve essere anche applicata alla vita del bambino: lo sport e gli altri impegni vanno programmati ricavando sempre almeno 10 minuti di stacco e di pausa. Cerchiamo però di mantenere un equilibrio, evitando l’overdose di impegni: ciò che non è indispensabile (come la scuola, lo studio ma anche un’attività fisica o la compagnia di un amichetto) può e deve essere eliminato.

Attraverso semplici accorgimenti e piccole attività (da fare insieme) possiamo aiutare i più piccoli a gestire i tantissimi impegni e i molteplici stimoli a cui sono sottoposti, promuovendo il loro benessere e la loro tranquillità -conclude la prof.ssa Toro.

Posted in crescere con la mindfulness, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Attentato di Manchester: lotta contro un’ideologia

Posted by Maria Beatrice Toro su 24 maggio 2017

La prof.ssa Maria Beatrice Toro è ospite della trasmissione MimandaRai3 con altri esperti per parlare della tragedia che si è consumata nei giorni scorsi a Manchester durante il concerto di Ariana Grande, che ha causato la morte di 22 persone, per lo più adolescenti e bambini. Il presunto attentatore è Salman Abedi, un inglese di origini libiche. Ma quanto si può parlare del gesto di un “lupo solitario”?

In realtà ci troviamo nella lotta contro un’ideologia -ci spiega la prof.ssa Toro- e ciò che risulta fondamentale dal punto di vista psicologico  è capire come contrastare questi fenomeni. E’ importante vedere ciò che accade e non fingere di non vedere, perchè anche se è vero che in Inghilterra e in Francia la situazione è critica, anche nel nostro Paese è possibile osservare delle contraddizioni. Ad esempio, gli immigrati di seconda generazione che hanno degli insuccessi scolastici sono il doppio rispetto ai coetanei italiani -continua la prof.ssa Toro- e quindi nonostante il continuo parlare di integrazione, sembra emergere un profondo problema di comunicazione.

Ciò che più spaventa ora è l’effetto che tutto quello che è successo avrà sui bambini: inevitabilmente aumenteranno paure, preoccupazioni. Ma d’altra parte, tutto si ripercuoterà anche sui genitori, per i quali il tema della sicurezza dei propri figli è importantissimo. Si potrebbe verificare un eccesso di prudenza e di protezione che potrebbe non aiutare il bambino che ad oggi ha una paura, che però potrebbe trasformarsi nel futuro in rabbia- conclude la prof.ssa Toro.

Posted in Terrorismo | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

#Manchester: servirebbe un messaggio di speranza per i bambini

Posted by Maria Beatrice Toro su 24 maggio 2017

La prof.ssa Maria Beatrice Toro è ospite su Radio Popolare 107.6 per parlare nuovamente dell’attentato avvenuto a Manchester che ha causato 22 vittime, per lo più bambini ed adolescenti che si trovavano lì ad assistere al concerto di Ariana Grande.

Ed è proprio all’artista che si rivolge la prof.ssa Toro poichè la cantante, dopo quanto avvenuto, ha deciso di annullare i suoi prossimi concerti. Invece, sarebbe opportuno che proprio lei, che rappresenta l’idolo delle nuove generazioni e che ha una community numerosa che la segue, lanciasse un messaggio di speranza rassicurando i suoi fan e riprendendo i suoi impegni perchè la vita deve andare avanti.

Ciò sarebbe possibile attraverso l’uso dei social, che diventa importante poichè immediato e tanto usato dai preadolescenti e dagli adolescenti che si trovano nella fase di vita in cui cominciano a distanziarsi dalla famiglia. In questo caso, la parola o il messaggio del proprio idolo può infondere speranza e coraggio e dissimulare la paura oppure aiutare a vivere una paura che sia più razionale- ci spiega la prof.ssa Toro. Naturalmente, il ruolo chiave in queste situazioni tragiche è sempre affidato ai genitori   (soprattutto per  più piccoli) e anche alla scuola, che dovrebbero, prima dei social e del mondo virtuale, poter sostenere i bambini e gli adolescenti nel mondo reale.

Posted in Terrorismo | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Primavera tra ansie e sbalzi umorali

Posted by Maria Beatrice Toro su 11 aprile 2017

L’arrivo della bella stagione porta con sè numerosi mutamenti che si verificano sia a livello ambientale che a livello fisiologico. Da una parte l’organismo viene influenzato dall’incremento della luminosità, dalla repentine variazioni della temperatura e della pressione atmosferica, dall’altra il cervello, per reagire, rilascia ormoni che consentono di farci adattare a questa situazione. Tutto ciò potrebbe avere delle ripercussioni sull’umore e sulla capacità di concentrazione. E’ proprio per questi motivi che, con l’arrivo della primavera, sarebbe consigliabile allentare la morsa dell’ansia e provare a sostenere l’umore. Per farlo ci sono alcune attività che è possibile intraprendere e trasformare in buone abitudini…

 10.GazzettaDelMezzogiorno_9.4.17-002

Posted in Depressione, Maria Beatrice Toro | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | Leave a Comment »

Padri che uccidono

Posted by Maria Beatrice Toro su 11 aprile 2017

Dopo le terribili vicende di cronaca cui abbiamo assistito nei giorni scorsi che hanno colpito Trento, Conegliano a Treviso e Volterra, la Prof.ssa Toro, ospite della trasmissione “Nel cuore dei giorni”, prova a spiegare insieme alla conduttrice Lucia Ascione, cosa porta alcuni padri a porre fine alla propria vita e, soprattutto, a quella dei propri figli.

Secondo la Prof.ssa, quando si parla di una violenza così efferata, sono da escludere il raptus o la follia omicida perché, qualunque sia il movente di queste tragedie, ci sarebbe sempre la possibilità di fare una scelta diversa o di tornare indietro e questi uomini, vinti dalla disperazione e dalla rabbia, lucida e distruttiva, non l’hanno fatto e hanno deciso di portarsi dietro le creature cui hanno dato la vita…i propri figli.

Le motivazioni che possono spingere i padri a compiere tali violenze possono essere, nei casi di separazioni estremamente conflittuali, l’idea che se ci si suicida ma si lasciano i figli in vita si fa “vincere” l’ex moglie dandogli una soddisfazione. Il suicidio, in questi casi, coinciderebbe con l’uscita di scena e ciò significherebbe lasciare l’ex moglie libera di agire e di vivere serenamente la propria vita. La morte del figlio, dunque, all’interno di questo scenario, viene a configurarsi come un terribile atto di aggressione prima contro la donna, ex moglie e madre disperata privata del proprio figlio, e poi contro il figlio stesso che viene vissuto solo come un mero strumento tramite cui far passare l’aggressività. Un altra motivazione potrebbe essere che la persona tende ad associare una difficoltà personale, un fallimento, alla morte:”Se fallisco allora muoio!”. La morte sembra essere l’unico modo per porre rimedio al dramma interiore che la persona sta vivendo. In questo tremendo scenario si fa strada l’idea che per sistemare le cose è opportuno uccidere anche i figli così da porre la parole definitivamente “fine” al disastro creato. Il fallimento, invece, fa parte della vita, non è necessario vivere la vita sempre sulla cresta dell’onda, fallire una volta non significa essere un fallito, non è un destino, si può sempre tornare indietro e recuperare un filo di speranza.

 

Posted in figlicidio, Omicidio, suicidio | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Genitori nonni: quali rischi per i bambini?

Posted by Maria Beatrice Toro su 29 marzo 2017

I cambiamenti che la società ha subito negli ultimi decenni hanno investito anche un momento della vita molto delicato: la maternità e la paternità. Viviamo in un epoca in cui le tecniche di procreazione  sono talmente evolute che consentono di diventare genitori anche in età molto avanzata.

Ma dal punto di vista psicologico, cosa comporta nei bambini crescere con dei “genitori nonni”?

Secondo la prof.ssa Maria Beatrice Toro, ospite della trasmissione “Torto o Ragione” in onda ogni giorno su Rai Uno, per i bambini non è rischioso avere dei “genitori nonni”, questo almeno finchè non si trovano a doversi affacciare alla fase adolescenziale. Un genitore adulto cresce il proprio figlio con una maggiore presenza, sia fisica che mentale, con dedizione, con attenzione poichè si trova in una fase della vita in cui è libero da una serie di incombenze e doveri lavorativi, si spende meno nella carriera dedicandosi maggiormente al proprio nucleo familiare. Il bambino, da piccolo, beneficia di questa esclusività e vive la situazione familiare con assoluta serenità, scevro da qualunque forma di pregiudizio perchè la famiglia in cui è cresciuto, indipendentemente dall’età dei genitori, è la sua normalità. Crescendo, però, si trova a dover fare i conti con una questione particolare che viene a presentarsi proprio quando arriva il momento di ribellarsi al proprio genitore. L’adolescente deve crescere anche prendendo le distanze dalla  figura che gli ha dedicato tutto il suo tempo, offerto una presenza autentica, che lo ha cresciuto con amore e devozione. Il ragazzo, infatti, potrebbe essere restio al conflitto poichè paralizzato dalla sua coscienza, bloccato dall’immagine che ha del suo genitore, dalla percezione che ha sviluppato. Potrebbe vederlo infatti come un anziano, come una figura troppo grande per lui, intuirne le debolezze, le fragilità e faticare dunque ad opporsi, ponendo così degli argini importanti a una fase della vita che in realtà è indispensabile per la crescita e per lo sviluppo dell’identità.

Stanno nascendo tante forme di famiglia, tante nuove normalità – continua la Prof.ssa Toro – ma questo non deve essere gravare sui figli. In questo momento di forti cambiamenti familiari ciò che dovrebbe rimanere immutato è l’idea di genitore inteso come figura necessaria a uno sviluppo sano ed equilibrato del bambino. Quando le famiglie sono capovolte e si vivono i ruoli genitoriali fuori tempo, perchè magari i genitori sono sempre fuori per lavoro e i figli vengono cresciuti dai nonni, ciò che sembra necessario fare è darsi una lista di priorità- continua la prof.ssa Toro.

E’ importante che il bambino riesca a percepire che il genitore ha una “bussola” che gli consenta di orientarsi e che sia in grado di spiegargli perchè è assente. In queste situazioni i nonni sono molto di aiuto, nel supportare sia i propri figli, che i propri nipoti. Tutto ciò rappresenta un patrimonio irrinunciabile, pertanto ben vengano tutti i “genitori sociali” tra cui nonni, zii, tate, anche se è importante che la presenza del genitore non venga meno per uno sviluppo armonico del bambino.

Posted in Famiglia | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

La ricetta della felicità

Posted by Maria Beatrice Toro su 27 marzo 2017

Spesso le persone pensano che per essere felici debbano necessariamente raggiungere un obiettivo, che sia una conquista personale, una promozione lavorativa o una realizzazione a livello familiare come il matrimonio o un figlio…in realtà – sostiene Beatrice Toro – non è importante ciò che si raggiunge quanto piuttosto riuscire portare avanti delle azioni valide e acquisire la consapevolezza che si può essere felici in ogni momento della vita indipendentemente dai traguardi e dagli obiettivi che sono stati raggiunti o si sono mancati.

A livello psicologico la felicità si compone di alcuni ingredienti quali per esempio il senso di sicurezza. Non si riesce a essere felici, lieti, produttivi o a desiderare di progettare se non ci si sente veramente al sicuro. La sensazione di essere al sicuro può derivare anche dalla consapevolezza di sentirsi parte integrante di un gruppo e di percepirsi come elementi importanti all’interno di questa piccola realtà sociale, che sia un gruppo reale o virtuale.

E’ sempre bene ricordarsi che la vita è adesso, non era ieri e non sarà domani ma è ora, e per godere delle bellezze che ha in serbo per ognuno, va vissuta momento per momento. Per essere felici è importante vivere il momento presente, così come è, assaporando l’unicità con cui si presenta, vivendone la vera essenza e provando, se possibile, a essere grati per quanto ci capita senza desiderare necessariamente altro…la mente infelice è una mente distratta che non coglie l’essenza dell’adesso perchè altrove, non è presente a se stessa, è una mente disconnessa dal cuore.

Posted in Psicologia, Relazioni | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: