Maria Beatrice Toro

Psicologa Psicoterapeuta

Ora legale: gli effetti sulla mente e sul corpo

Posted by Maria Beatrice Toro su 21 marzo 2017

Cosa accade a mente corpo quando inizia la “bella stagione”? Per quali motivi sintomi di ansia, instabilità dell’umore, spossatezza, si presentano o si accentuano proprio con l’inizio della primavera?

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Secondo la psicoterapeuta Maria Beatrice Toro “A causa dell’allungamento delle giornate il corpo ha bisogno di tanta energia in più: adrenalina e cortisolo vengono rilasciati in misura maggiore nel circolo sanguigno e, oltre a una certa eccitazione, portano tensione e nervosismo. In questo periodo diventa importante sostenere l’umore e allentare la pressione dell’ansia con semplici comportamenti salutari: una maggiore assunzione di liquidi, più varietà e colori a tavola e indosso, tante passeggiate all’aria aperta, meglio se di primo mattino e con il cellulare spento. Gli effetti benefici ci accompagneranno per tutto il giorno – e concluce – non dimentichiamo, neppure, di prenderci cura della mente: io consiglio la meditazione mindfulness e, in questo periodo, la pratica della meditazione camminata, da fare scalzi, ascoltando tutte le sensazioni che provengono dalle piante dei piedi. Si può fare anche a casa e calma i pensieri negativi”.

Per approfondimenti visita i siti http://www.senzaeta.it/quotidiano-della-salute/primavera-occhio-agli-sbalzi-dumore e pianetasaluteonline.com

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Una legge a tutela dei bambini

Posted by Maria Beatrice Toro su 17 marzo 2017

La prof.ssa Maria Beatrice Toro, ospite di TV2000 ci sottolinea l’importanza di tutelare l’infanzia e lo fa partendo dal caso di una coppia di Mirabello Monferrato,  “i genitori-nonni” a cui è stata tolta la figlia nata dalla fecondazione assistita solo dopo un mese. Proprio nei giorni scorsi è stata completamente negata alla coppia qualsiasi possibilità di contatto con la piccola che ha passato i primi 7 anni della sua vita tra adozioni temporanee ed assistenti sociali. E ci si chiede quanto l’età dei genitori ( 63 e 75 anni) abbia influito sulla decisione dei giudici. D’altra parte viviamo in una società in cui sempre più spesso i bambini vengono cresciuti dai nonni, che aiutano i genitori costantemente fuori  per lavoro. I nonni rivestono un ruolo importantissimo nella crescita del bambino: non solo perchè  sono più liberi e meno stressati e pressanti, ma anche perchè  danno delle regole fondamentali per il bambino.  Per questi motivi, l’età dei “genitori-nonni” non può essere il solo motivo che ha portato i giudici ad allontanare la piccola.  Ciò che ci manca ma che è necessaria -ci spiega la prof.ssa Toro- è una cultura dell’infanzia. Questa bambina, completamente sradicata dalle sue radici, ha già una storia molto densa nonostante la sua tenerà età, deve essere tutelata ed ha il diritto di conoscere le sue origini quando sarà il momento.

 

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Il silenzio è sempre d’oro?

Posted by Maria Beatrice Toro su 2 marzo 2017

Di fronte alle situazioni più delicate siamo tentati di rimanere in silenzio e lasciar correre. Eppure, in alcuni casi, esporsi e dire ciò che si pensa può fare bene a noi stessi e agli altri.

Parlare è sempre più difficile che tacere – ci spiega la prof.ssa Maria Beatrice Toro in downloadun’intervista di Silvia Calvi sulla rivista Confidenze. Abbiamo spesso paura dei conflitti e facciamo di tutto per evitarli: per questo rimanere in silenzio sembra essere la soluzione più facile. Naturalmente, è importante il modo in cui ci si esprime- continua l’esperta- perchè bisognerebbe farlo a mente fredda per non rischiare di esplodere come una bomba e gettare accuse pesanti, difficilmente recuperabili.

Ma come comportarci nella vita di tutti i giorni? Meglio tacere o parlare in queste situazioni delicate?

Nei piccoli soprusi quotidiani (ad esempio per strada) è meglio parlare e prendere una posizione- ci spiega la prof.ssa Toro. L’importante è esprimersi con calma e senza aggredire l’altro. Restando in silenzio e girando la testa dall’altra parte, commetteremo un gesto di vigliaccheria che piano piano abbasserà la nostra autostima, facendo  crescere sensi di colpa e sensazioni di inadeguatezza.

E nella relazione di coppia? Molto spesso quando la donna ha dei sospetti che qualcosa non squillo_stanza_847710va preferisce tacere e confidarsi con le amiche. In questo modo, però, un fatto intimo e privato finisce per diventare un caso in cui ognuno deve dare il suo parere ed il suo consiglio. Sarebbe importante invece parlare- ci spiega l’esperta- ed approcciare il discorso con frasi che esprimano i propri sentimenti, in modo da permettere all’altro di fare lo stesso.

Lo stesso vale per il nostro mondo lavorativo, come quando  abbiamo la sensazione che i nostri sforzi non vengono riconosciuti dal nostro capo. Anche in questo caso è meglio parlare piuttosto che tacere- conclude la prof.ssa Toro. Non affrontare la situazione potrebbe far nascere in noi rabbia e rancore che potrebbero far diminuire la motivazione al lavoro. In questo modo potremmo iniziare a trascurare gli incarichi assegnati o a fare dei piccoli dispetti e ciò non porterebbe a nulla di buono.

Pertanto, parlando ed esprimendoci (sempre con modo e maniere) avremmo sicuramente dei risultati migliori.

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Superare il confine della comfort zone

Posted by Maria Beatrice Toro su 23 febbraio 2017

Molte persone, istintivamente, tendono a vivere la propria vita e le proprie relazioni all’interno della comfort zone, ovvero in una situazione in cui si sentono a proprio agio, si sentono sicuri di sè e sperimentano una tranquillità che gli consente di evitare ogni forma di stress, ansia o paura. In realtà, spiega Beatrice Toro ai microfoni di Radio Capital, seppur naturale, non bisogna sostare troppo a lungo nella zona di comfort perchè potrebbe trasformarsi in una gabbia paralizzante che finirà per precludere ogni opportunità. Andando oltre le abitudini si dà voce alla creatività, si consente alle energie di mettersi in movimento nel corpo, di trasformare la paura e l’ansia, che si attivano di fronte a una “nuova situazione”, in motori che permettono di andare oltre i limiti e raggiungere, ove possibile, dei successi o scoprire nuove risorse di cui ancora non si è consapevoli.

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Precarietà: il dramma dei giovani senza futuro

Posted by Maria Beatrice Toro su 15 febbraio 2017

La prof.ssa Maria Beatrice Toro è ospite su TV2000 per affrontare il delicato tema della precarietà in cui si trovano i giovani di oggi, senza un lavoro e senza un futuro.

Ciò che più colpisce – ci spiega la prof.ssa Toro- è il declino della meritocrazia e di quella che è la normale aspettativa di collocazione lavorativa. Seguendo diversi adolescenti nel suo lavoro, l’esperta ci sottolinea come molto spesso essi vengano cresciuti nel mito di essere speciali ed unici. Fin da piccoli, i genitori, in una spinta narcisistica, cercano nel proprio bambino una diversità, un talento ( che può esserci realmente o anche essere visto solo dalla famiglia) che gli permetta di spiccare sugli altri. In questo modo, il ragazzo impara che se è speciale può farcela nella vita, altrimenti è solo normale, come se la normalità fosse qualcosa di svantaggioso.

Il bambino impara a non tollerare le frustrazioni perchè vive in un modo in cui non si dicono i no. I genitori, ma anche la società tende a perdonargli sempre tutto.

E molto spesso, quando questi bambini diventati adolescenti si trovano di fronte alle frustrazioni del mondo del lavoro rimangono spiazzati ed iniziano a sentirsi inadeguati, sviluppando in alcuni casi sintomi depressivi. Ma d’altra parte- conclude la prof.ssa Toro- i giovani hanno imparato che il loro processo di autonomizzazione è più complicato del passato e non coincide con lavoro-matrimonio. In virtù di questo, molti ragazzi hanno trovato dei nuovi modi eroici di reagire e diventare autonomi, andando ad esempio a vivere insieme ed aiutandosi l’uno con l’altro.

 

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Trappole tese in rete

Posted by Maria Beatrice Toro su 14 febbraio 2017

Nella società post moderna molti individui conducono una vita che si muove tra due mondi: il reale e il virtuale. Ciò comporta, nella maggior parte dei casi, la presenza di due identità, quella che si manifesta online e quella che si palesa offline, queste due identità non sempre coincidono. L’identità reale si costruisce attraverso il nostro modo di raccontarci, i ruoli che ricopriamo nei vari ambiti della nostra vita, il lavoro e le relazioni face to face che abbiamo. Una parte del nostro sè, però, si è spostata online pertanto, come esistiamo nel mondo reale, esistiamo anche nel mondo virtuale in cui ci esprimiamo, per esempio, attraverso i profili dei vari social. Proprio sui social postiamo informazioni che ci riguardano, condividiamo foto, esprimiamo stati d’animo, emozioni, pensieri, nella convinzione di esprimerci all’interno di un luogo sicuro, protetto, emotivamente caldo, senza renderci conto che si è, in realtà, in un luogo pubblico in cui tutti hanno libero accesso a quello che decidiamo di rendere noto. In questi scenari si stagliano sempre più frequentemente truffe e inganni finalizzati a estorcere denaro oppure, ancor peggio, dati sensibili o foto di minori.

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Vuoi cambiare la tua vita? Esci dalla comfort zone

Posted by Maria Beatrice Toro su 11 febbraio 2017

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Sulla rivista Donna Moderna parliamo di comfort zone e di quanto possa essere positivo uscirne in un’intervista a cura di Giorgiana Scianca.

Per quanto possa sembrare difficile, abbandonare le proprie abitudine può consentirci di vivere esperienze inaspettate che possono attivare risorse personali che non pensavamo di avere – spiega la prof.ssa Maria Beatrice Toro. Iniziando a fare dei piccoli camdownloadbiamenti nella quotidianità possiamo sperimentare un senso di onnipotenza che ci porterà a fare cose più grandi.
Proprio perchè viviamo in una società caratterizzata da precarietà ed incertezza, se non riusciamo a prendere in mano la nostra vita finiremo per sentirci persi. D’altra parte ci vengono continuamente offerti stimoli e possibilità ed è necessario attivare le nostre risorse personali per coglierli.

E allora mettiamoci in gioco con il test ” Sei libera o prigioniera delle tue abitudini?” ideato dalla prof.ssa Maria Beatrice Toro che trovate su Donna Moderna!

Sei un vulcano di iniziative e per te uscire dalla comfort zone è un atteggiamento naturale? oppure temi il giudizio degli altri e ciò ti frena? o ancora non ti senti mai all’altezza e non pensi mai di cambiare?

Scoprilo facendo il test per capire meglio come sei e per ricevere i consigli dell’esperta!

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Vasto: la tragedia della disperazione

Posted by Maria Beatrice Toro su 8 febbraio 2017

La prof.ssa Maria Beatrice Toro è ospite della trasmissione “Bel tempo si spera” per parlare della tragedia di Vasto, dove la disperazione ha distrutto delle vite.

Fabio Di Lello, dopo la scomparsa della moglie, ha vissuto una dinamica di isolamento interiore che lo ha spinto a mettere in atto dei comportamenti patologici, come il recarsi continuamente sulla tomba della sua amata, anche di notte scavalcando il cancello. L’uomo,  non riuscendo ad  accettare la scomparsa della donna che amava, ha continuato in questo modo a cercare affetto e rassicurazione da lei.

In un continuo oscillare tra rabbia ed irrealtà, Fabio è stato assalito da questo sentimento che -come ci spiega la prof.ssa Toro- è  molto potente e ha permesso all’uomo dinon sentire dolore e poter continuare ad andare avanti. Ma quando Fabio ha dato la morte ad Italo, la rabbia si è sgretolata ed è stata forse la prima volta, dopo tanti mesi, che l’uomo ha visto la vera realtà: sua moglie era persa per sempre e anche lui, dopo quel gesto, si era perso.

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Genitori over 40…perchè no!

Posted by Maria Beatrice Toro su 7 febbraio 2017

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In un epoca in cui si ha la possibilità di diventare genitore anche oltre la soglia dei 40 anni  ci si chiede se questa possa essere una scelta corretta ed equilibrata, soprattutto per il benessere dei nascituri. La psicologa psicoterapeuta Maria Beatrice Toro sostiene che se l’età anagrafica non è un vincolo alla capacità genitoriale di un uomo allora non lo è nemmeno per una donna. Ciò che più conta, dunque, è la capacità di assumersi delle responsabilità e di fare una scelta in modo consapevole, indipendentemente dall’età. Le ultra-quarantenni – sostiene la Prof.ssa – sono giunte ad uno stadio della vita in cui tutto si affronta con minore stress, si ha un atteggiamento di maggiore apertura e le ambizioni, almeno lavorative, diminuiscono e lasciano lo spazio alla sfera affettiva e alla possibilità di potersi dedicare pienamente e attentamente a un bambino.

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Ironia:un’arma a doppio taglio?

Posted by Maria Beatrice Toro su 3 febbraio 2017

 

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Sulla rivista Confidenze Silvia Calvi ci parla di ironia, con la consulenza della prof.ssa Maria Beatrice Toro.

L’ironia è segno di intelligenza ed arguzia e può aiutare ad uscire da situazioni, per così dire, scomode. Ma è anche una difesa psicologica – come ci spiega la prof.ssa Toro-  e può mascherare insicurezza o  mancanza di assertività.  L’ironia non sempre fa bene:  può ferire la persona a cui è rivolta o può nascondere altro come sentimenti di invidia o gelosia, trasformandosi così in un atto aggressivo.

Quando l’ironia è rivolta verso di sé è indice di intelligenza e aiuta la persona a non drammatizzare errori o limiti personali. Ma quando l’autoironia diventa eccessiva può mascherare  sfiducia e frustrazione e diventare un vero e proprio atto di accusa verso di sé.

Quindi é meglio prendere coscienza delle proprie frustrazioni ed affrontarle, magari con l’aiuto di un professionista: è questo l’atteggiamento giusto per promuovere la crescita personale!

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