Maria Beatrice Toro

Psicologa Psicoterapeuta

Pronti per le vacanze? Alleggerite la valigia e la mente

Posted by Maria Beatrice Toro su 12 luglio 2016

Tutto l’anno si è confinati nei ruoli che quotidianamente si ricoprono, in una identità ordinaria e strutturata in modo rigido. La vacanza consente di staccare la spina, mollare la presa e sperimentare altre dimensioni dell’essere. Alleggerite la valigia, liberatela dagli oggetti di sempre e dalle preoccupazioni, lasciatevi trasportare dal flusso delle vacanze, fatevi suggestionare dalle mete dei vostri viaggi, vivete l’ebbrezza di andare alla scoperta del “nuovo”, cimentatevi in attività, o in sport, mai provate prima e godete dei benefici che se ne possono ricavare!

Per coloro che invece hanno appena vissuto, o stanno vivendo, una situazione precaria o un momento di instabilità emotiva, sarebbe auspicabile fare un viaggio verso ciò che è noto, piuttosto che esplorare nuove mete, poiché aiuta a definirsi. Si può pensare di andare incontro alle proprie radici recandosi nel paese di origine dove tutto è più familiare e sicuro.

In ultimo – consiglia la Prof.ssa Maria Beatrice Toro – mettete in valigia lo smartphone ma, appena possibile, lasciatelo sul comodino della vostra camera, oppure confinatelo lontano da voi per qualche ora, scoprirete sensazioni nuove e incredibili!

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Partire senza valigia: cosa può regalarci questa esperienza?

Posted by Maria Beatrice Toro su 8 luglio 2016

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Sulla rivista Donna Moderna si parla di vacanze con un’intervista alla  prof.ssa Maria Beatrice Toro a cura di Silvia Calvi.

Cosa può rappresentare la scelta di partire senza portare con sè le valigie? Possiamo parlare di una semplice scelta a favore della praticità o piuttosto dell’occasione per compiere un viaggio anche dentro se stessi? La prof.ssa Toro ci spiega che partire senza un bagaglio ci porta a scegliere l’essenziale e a prendere coscienza di tutte quelle cose, spesso inutili, alla quali siamo attaccati. Scegliendo di non portare nulla con noi in vacanza esercitiamo la nostra libertà e la nostra forza.

Gli oggetti ci rassicurano ma ci impediscono anche di procedere verso il cambiamento – continua la prof.ssa Toro- proprio perchè possiamo evolvere solo se lasciamo spazio al nuovo. Naturalmente questo esercizio non è per tutti e non è indicato per chi sta vivendo un momento di incertezza o sta già sperimentando grandi cambiamenti. In questo caso – conclude la prof-ssa Toro- è necessario appoggiarsi alle certezze come la famiglia e gli amici ma anche i libri, i vestiti e tutto ciò che ci dà stabilità e sicurezza.

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Un minuto per te…sogna sempre in grande

Posted by Maria Beatrice Toro su 16 giugno 2016

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Un nuovo spunto di riflessione sulla rivista Starbene a cura di Rossana Cavaglieri che ha intervistato la prof.ssa Maria Beatrice Toro.

Questa volta lo scenario è la grande savana con le sue immense strade. Ma papà struzzo cammina tranquillo con i suoi piccoli e conosce bene la sua nidiata. Ciò che colpisce – sottolinea la prof.ssa Toro- è il modo in cui i piccoli seguono il genitore: fieri e fiduciosi, camminano accanto al padre e sembrano godersi l’avventura. Questo grande uccello ci mostra, contrariamente ai pregiudizi, l’importanza dei legami affettivi liberi: basta la presenza di una guida che ispiri fiducia e tutti noi, così come questi pulcini, possiamo camminare sicuri verso l’ignoto. E così possiamo sognare in grande, sempre.

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Un minuto per te…l’onda della felicità

Posted by Maria Beatrice Toro su 13 giugno 2016

 

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Sulla rivista Starbene un nuovo spunto di riflessione a cura di Rossana Cavaglieri che ha intervistato la Prof.ssa Maria Beatrice Toro.

Iniziamo a respirare l’aria delle vacanze…il mese di giugno è ormai arrivato, il caldo alle porte, le scuole sono concluse, i ritmi incessanti dell’anno iniziano a ridimensionarsi e possiamo concederci di…

pensare ad una spiaggia lontana, ad un piccolo angolo di paradiso tutto per noi!

Con questa meditazione mindfulness – suggerisce la prof.ssa Toro – possiamo immergerci sin da ora nell’atmosfera della vacanza. Mentre respiriamo possiamo sentire l’onda delle emozioni che ci suscita questo scenario: la sua forza smuove il fondo del mare e, così come succede alla sabbia, anche le nostre preoccupazioni e i nostri pensieri disturbanti si depositano, diventando come dei piccoli granelli. Ed è alla fine che possiamo sentirci finalmente pervasi dalla felicità.

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Scuole chiuse…per i più piccoli è tempo di relax, svago e vacanza

Posted by Maria Beatrice Toro su 9 giugno 2016

 

Da oggi bambini e ragazzi sono in vacanza, le scuole sono chiuse ed è finalmente giunto il tempo del divertimento e del relax. Maria Beatrice Toro, ospite della trasmissione “Siamo Noi” in diretta su TV2000, illustra le opportunità offerte da oratori e associazioni che si pongono come supporto alle famiglie e luogo di svago e intrattenimento per i giovani. Questi luoghi sono delle vere e proprie “palestre di inclusione” – sostiene la Prof. – dove il bambino può sperimentare momenti di condivisione e cooperazione. Le attività sportive in cui i più piccoli vengono coinvolti all’interno di questi luoghi, non vengono vissute con competizione e, soprattutto, non sono centrate sulla prestazione; il bambino gioca a pallone, nuota, danza, per puro divertimento, vive lo sport come allenamento fisico, condivisione e possibilità di “stare con” l’altro e “fare con” l’altro. Queste attività consentono anche al bambino di imparare a riconoscere i limiti, così come le risorse, del proprio corpo, di sperimentare se stesso e le proprie capacità e di gioire del frutto del lavoro svolto insieme agli altri, esperienza che hanno la possibilità di vivere nella realtà virtuale in cui invece non ci sono limiti, tutto è possibile e ci si sente onnipotenti.

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Sara Di Pietrantonio: l’ennesimo caso di violenza di genere

Posted by Maria Beatrice Toro su 6 giugno 2016

“Un ragazzo come tanti altri che confonde l’amore con il possesso”: con questa frase la giornalista di TV2000 Lucia Ascione introduce l’intervista alla Prof.ssa Toro sul caso di Sara Di Pietrantonio, la giovane ragazza bruciata viva in una strada della Magliana dalla guardia giurata Vincenzo Paduano. Questa vicenda così drammatica e distruttiva non può essere spiegata con la teoria del raptus omicida, non si tratta del gesto di un folle nè della disperazione di un ragazzo disturbato – sostiene la Prof.ssa – a porre fine alla vita di Sara è stato il gesto di un criminale. In questi casi c’è la comune tendenza ad attribuire la colpa dell’atto omicida al disagio mentale operando anche una grave stigmatizzazione verso coloro che realmente soffrono di un disturbo e si ritrovano a non avere il coraggio di dirlo per paura di essere etichettati e, dunque, emarginati. Questo – continua Beatrice Toro – è l’ennesimo caso di violenza di genere ovvero di una violenza agita verso una donna in quanto donna!”

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Il desiderio di distruggere ha guidato la mano dell’assassino

Posted by Maria Beatrice Toro su 31 maggio 2016

Nell’agghiacciante delitto della Magliana in cui la giovane Sara Di Pietrantonio è stata bruciata viva, nella notte di domenica, dall’ex fidanzato Vincenzo Paduano, sono due gli elementi che più sconvolgono gli animi: da una parte la crudeltà e l’efferatezza della modalità con cui è stato architettato ed effettuato il delitto, dall’altra la totale indifferenza di quegli automobilisti che hanno ignorato la disperata richiesta di aiuto della giovane donna. Quella dell’omicidio di Sara – commenta Beatrice Toro – è una storia di distruttività, ciò che maggiormente colpisce è il desiderio di distruzione che si cela dietro questo allucinante e crudele gesto; è come se l’omicidio, da solo, non sarebbe stato sufficiente a placare l’animo dell’assassino. La folle priorità di impedire a questa ragazza di vivere la sua vita, di creare il suo futuro, la difficoltà a tollerare e accettare il “no”, il rifiuto ricevuto, sono stati fatali per l’ex guardia giurata; in lui è prevalsa la distruttività che ha trovato il suo sfogo nell’azione di dare fuoco alla macchina di lei prima…e proprio a lei poi.

 

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Sai esprimere le tue emozioni?

Posted by Maria Beatrice Toro su 25 maggio 2016

Questa sera a Milano presso la Casa Ultra Dolce Garnier si parlerà di emozioni, con alcuni membri della redazione di Donna Moderna e la Prof.ssa Maria Beatrice Toro, che hanno ideato un test per provare a capire come e quanto si riescono ad esprimere e comunicare le emozioni che si provano.

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Pedofilia e adulti trascuranti: il caso della piccola Fortuna

Posted by Maria Beatrice Toro su 13 maggio 2016

 

Marco Fabriani, direttore di Radio Olympia, intervista la Prof.ssa Maria Beatrice Toro sul fenomeno della pedofilia partendo dal caso del parco di Caivano. Ad oggi, purtroppo, i casi di pedofilia sono migliaia  e continuano ad aumentare e il dato più preoccupante è che questi atti crudeli verso i minori non vengono intercettati nè dagli adulti più prossimi alle piccole vittime, nè dagli insegnanti, nè tantomeno da specialisti o dalle forze dell’ordine. Ma perchè c’è questo silenzio? Le motivazioni alla base  potrebbero essere di due tipi: da un lato c’è la paura di possibili ritorsioni che si verifica con maggiore frequenza nei contesti di degrado sociale; d’altra parte c’è una vera e propria ignoranza rispetto alla cultura dell’infanzia. Un ulteriore fenomeno degno di attenzione è la diffusione virale della pedopornografia, aumentata vertiginosamente con l’avvento di internet.

Intercettare un pedofilo non è  semplice perchè, dal punto di vista sociale, non esiste un vero e proprio identikit anche se è comunque possibile distinguerne due tipologie: il seduttivo, che nella sua mente crea l’immagine di un bambino consensiente e il sadico che trae piacere nel fare del male al piccolo.

Un altro dato allarmante  è che nel 70-80% dei casi l’abusante è una figura maschile, appartenente alla famiglia della piccola vittima o molto prossimo ad essa. Fortunatamente l’Italia è uno dei pochi paesi in cui la legge prevede pene molto severe per gli abusi sui minori, ma il problema riguarda comunque la mancata denuncia e la recidiva. Inoltre, la riabilitazione della salute mentale e il regime carcerario possono portare dei benefici solo su alcuni tipi di personalità, ovvero su coloro che presentano sensi di colpa e un briciolo di umanità, mentre altri tipi di personalità (coloro che traggono piacere dal sopraffare l’altro) andranno incontro inevitabilmente alla recidiva.

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