Finisce la scuola: istruzioni per bambini e genitori

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Ci troviamo in un periodo dell’anno molto importante per bambini e ragazzi: è il tanto desiderato momento della pausa estiva che giunge dopo un intero anno scolastico che ha richiesto impegno e sacrificio. Ed è così che, inevitabilmente, anche i più piccoli risentono della fatica anche in questa fase di stop e di vacanza. Come aiutarli?VERO_11.3.17-2-002Ce ne parla la prof.ssa Maria Beatrice Toro, autrice del libro “Crescere con la mindfulness. Una guida per bambini (e adulti) sotto pressione (FrancoAngeli) su Vero Salute, in un’intervista a cura di Francesca Solari.

I bambini di oggi, proprio come noi adulti, sono sottoposti ad un vero e proprio “bombardamento di stimoli”: la scuola, le tante attività extrascolastiche, lo sport; vivono in un mondo in cui viene chiesto loro di essere sempre in movimento senza potersi fermare mai. Ma, il risultato è che diventa difficile riuscire a godere appieno di un momento di pace e serenità in cui poter semplicemente “stare” e godere di questo tempo con i propri genitori -ci spiega la prof.ssa Toro. D’altra parte, i bambini si trovano spesso di fronte a genitori che, piuttosto che imporsi come figure di riferimento solide, tendono ad essere loro coetanei nei giochi e nel divertimento, i cosiddetti “adultescenti” -continua la prof.ssa Toro. E molto spesso, essendo loro stessi presi dal controllare l’ultimo Whatsapp sullo smartphone, finiscono per essere fisicamente con i loro figli, ma con la testa altrove.

Dobbiamo imparare ad accorgerci dei segnali di stress che mostrano i nostri figli sia  fisici (mal di testa, mal di pancia…) oppure emotivi o relazionali (ansia, nervosismo al mattino, chiusura sociale…) o ancora comportamentali (difficoltà ad addormentarsi, scoppi d’ira…).  E la mindfulness può aiutarci ad intervenire e a promuovere la serenità ed il benessere anche dei più piccoli. Parliamo di una vera e propria educazione all’attenzione che ha dei benefici visibili: la riduzione del cortisolo (e quindi dello stress), la diminuzione dell’ansia e il miglioramento delle capacità cognitive e una più sviluppata intelligenza emotiva.

Bastano pochi minuti al giorno per avvicinare anche i più piccoli a questa pratica. copertina-crescere-mind-x-sito-ridimensionataAttraverso dei semplici giochi ed esercizi pensati proprio per i bambini dai 5 ai 12 anni che la prof.ssa Toro ci descrive nel suo libro. Per esempio, per aiutare i più piccoli a focalizzare l’attenzione sul respiro e sul corpo si può utilizzare il gioco  “Leggero come una nuvola”. Si chiede al bambino di sdraiarsi e di immaginare una nuvoletta gonfia e tesa prima di un acquazzone. Si porta l’attenzione sul corpo e sulle sensazioni prima e dopo l’acquazzone, così che il bambino riesca a sperimentare la tensione ed il rilassamento.  Inoltre,  per ogni bambino è importante che ogni cosa che sente e che prova venga rispettata e riconosciuta. Può essere di aiuto stimolare il bambino a disegnare le sue emozioni o utilizzare anche in questo caso dei giochi. Una delle emozioni che risulta più frequente nei bambini è quella della paura e la prof.ssa Toro ci spiega come aiutare i più piccoli a fronteggiarla. Chiediamo al bambino dove la sente nel corpo: quella sarà la stanzetta della paura, lui se ne dovrà prendere cura, pensare a come abbellirla e in questo modo la paura sarà ascoltata ed uscirà poco a poco.

E’ fondamentale fare anche un po’ di “decluttering” partendo dalle cose materiali: 2017-05-31 14.24.55_resizedsi può iniziare a togliere i giocattoli che non servono più, deponendoli in cantina e riordinare la stanza può essere fatto insieme, come un gioco o una piccola routine. Ma questa leggerezza deve essere anche applicata alla vita del bambino: lo sport e gli altri impegni vanno programmati ricavando sempre almeno 10 minuti di stacco e di pausa. Cerchiamo però di mantenere un equilibrio, evitando l’overdose di impegni: ciò che non è indispensabile (come la scuola, lo studio ma anche un’attività fisica o la compagnia di un amichetto) può e deve essere eliminato.

Attraverso semplici accorgimenti e piccole attività (da fare insieme) possiamo aiutare i più piccoli a gestire i tantissimi impegni e i molteplici stimoli a cui sono sottoposti, promuovendo il loro benessere e la loro tranquillità -conclude la prof.ssa Toro.

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Partire senza valigia: cosa può regalarci questa esperienza?

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Sulla rivista Donna Moderna si parla di vacanze con un’intervista alla  prof.ssa Maria Beatrice Toro a cura di Silvia Calvi.

Cosa può rappresentare la scelta di partire senza portare con sè le valigie? Possiamo parlare di una semplice scelta a favore della praticità o piuttosto dell’occasione per compiere un viaggio anche dentro se stessi? La prof.ssa Toro ci spiega che partire senza un bagaglio ci porta a scegliere l’essenziale e a prendere coscienza di tutte quelle cose, spesso inutili, alla quali siamo attaccati. Scegliendo di non portare nulla con noi in vacanza esercitiamo la nostra libertà e la nostra forza.

Gli oggetti ci rassicurano ma ci impediscono anche di procedere verso il cambiamento – continua la prof.ssa Toro- proprio perchè possiamo evolvere solo se lasciamo spazio al nuovo. Naturalmente questo esercizio non è per tutti e non è indicato per chi sta vivendo un momento di incertezza o sta già sperimentando grandi cambiamenti. In questo caso – conclude la prof-ssa Toro- è necessario appoggiarsi alle certezze come la famiglia e gli amici ma anche i libri, i vestiti e tutto ciò che ci dà stabilità e sicurezza.

Scuole chiuse…per i più piccoli è tempo di relax, svago e vacanza

 

Da oggi bambini e ragazzi sono in vacanza, le scuole sono chiuse ed è finalmente giunto il tempo del divertimento e del relax. Maria Beatrice Toro, ospite della trasmissione “Siamo Noi” in diretta su TV2000, illustra le opportunità offerte da oratori e associazioni che si pongono come supporto alle famiglie e luogo di svago e intrattenimento per i giovani. Questi luoghi sono delle vere e proprie “palestre di inclusione” – sostiene la Prof. – dove il bambino può sperimentare momenti di condivisione e cooperazione. Le attività sportive in cui i più piccoli vengono coinvolti all’interno di questi luoghi, non vengono vissute con competizione e, soprattutto, non sono centrate sulla prestazione; il bambino gioca a pallone, nuota, danza, per puro divertimento, vive lo sport come allenamento fisico, condivisione e possibilità di “stare con” l’altro e “fare con” l’altro. Queste attività consentono anche al bambino di imparare a riconoscere i limiti, così come le risorse, del proprio corpo, di sperimentare se stesso e le proprie capacità e di gioire del frutto del lavoro svolto insieme agli altri, esperienza che hanno la possibilità di vivere nella realtà virtuale in cui invece non ci sono limiti, tutto è possibile e ci si sente onnipotenti.

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