Accettare la crescita dei figli: è un cambiamento non una perdita!

Molti genitori rimangono impotenti e attoniti di fronte ai figli che crescono e, spesso, sperimentano una forte inquietudine e un senso di smarrimento generale.

La Prof.ssa Maria Beatrice Toro in un intervista pubblicata su Marieclaire.com spiega come superare questo momento evolutivo così complesso.

Per ogni genitore arriva prima o poi il momento in cui ci si accorge che qualcosa di importante è cambiato: a volte si è colpiti dal cambiamento di aspetto, altre volte dal comportamento o dal modo di ragionare del figlio che mostra inequivocabilmente di non essere più un bambino” spiega e rassicura la dottoressa Maria Beatrice Toro psicologa e psicoterapeuta a Roma.

“Alcuni genitori reagiscono positivamente, felici di vedere aumentare l’autonomia del ragazzo, altri soffrono.

Di sicuro, tutti vivono un passaggio considerevole: il figlio si conquista una soggettività separata dai genitori, è meno dipendente, e i genitori sono più liberi.

La chiave positiva per vivere questo momento può essere data da due elementi: il primo è la soddisfazione di accompagnare il figlio nella sua nuova realtà, il secondo è il recupero di spazi di vita che erano stati ridotti o azzerati dalla presenza di un bambino”.

L’esperta aggiunge che questi cambiamenti non devono essere necessariamente vissuti in modo traumatico, ma come esperienze significative, anche quando i figli sono ragazzi e hanno la porta della camera inesorabilmente chiusa per molte ore al giorno.

“I genitori devono avere le spalle larghe e capire che questo confine va rispettato, perché non sarebbe sano che la porta rimanesse aperta e se il figlio è cresciuto vuol dire che è stato fatto un buon lavoro come genitori. Ora il lavoro continua, ma non sarà più basato sui vecchi canoni, ma sul dialogo e sul confronto.

A un adolescente è difficile imporre regole di cui non capisca il senso.

E’ auspicabile, dunque, armarsi di pazienza e accogliere nella propria vita una persona che è cambiata, ma che rimane pur sempre il proprio figlio.

Si è di fronte a un cambiamento, non a una perdita!”,

prosegue Toro sottolineando che in ogni passaggio sano e fisiologico dovremmo sempre avere il piacere di confrontarci e di empatizzare, condividere delle attività, ma anche coltivare nuove e/o vecchie passioni sia insieme sia in solitaria.

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