Status: single e felice

 

Risultati immagini per vero rivistaIn Italia è boom dei single. Gli ultimi dati Istat mostrano come, nel nostro Paese, una famiglia su 3 è composta da una sola persona. E queste stime sono destinate a crescere nel tempo. E così anche i servizi rivolti ai single: app e siti di incontro (come Meetic) o speed date che offrono conoscenze “mordi e fuggi”.

Ma com’è essere single? Ce lo spiega la prof.ssa Maria Beatrice Toro, in un’intervista sullaRisultati immagini per single rivista Vero a cura di Roberto De Filippis. Diversi studi scientifici dimostrano che essere single non vuol dire essere infelice: in una ricerca statunitense che ha confrontato donne single, divorziate e sposate è emerso che le prime godono di  migliore salute.

Nella nostra società essere single non è più sinonimo di “non aver trovato l’anima gemella” ma piuttosto una scelta -commenta la prof.ssa Toro. E se da una parte i single hanno più tempo a disposizione per loro stessi non dovendo occuparsi di un’altra persona o di figli, è anche come se si fermassero sempre a metà strada. Interrompendo il rapporto dopo le prime difficoltà è come se rinunciassero a conoscere realmente l’altro e ad imparare, col tempo, ad amare anche i difetti del partner.

Ma d’altra parte essere single o in coppia è una scelta ed ognuno sa cosa è meglio per se stesso.

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Relazioni mediate dal web

In un mondo dove tutto cambia ed è all’insegna della tecnologia, anche le relazioni interpersonali, inevitabilmente, assumono nuove forme e modalità.  Le persone cercano relazioni attraverso il web utilizzando, sempre più frequentemente, siti di incontri  che purtroppo si rivelano delle truffe in cui la persona viene aggirata.

La prof.ssa Maria Beatrice Toro, ospite di Mi Manda Raitre, parla di questo fenomeno ponendo l’accento su come sia cambiato il modo di relazionarsi all’altro. Attraverso le chat, ad esempio, tutto diventa più immediato, facile e gratificante già di per sé poiché l’altro è subito disponibile. Inoltre, la presenza di uno schermo preserva dai possibili rischi di una delusione e dalle altre criticità che può avere, al contrario, una relazione dal vivo.

Una precedenza non data. La rabbia che diventa incontrollabile e la tragedia. E’ ciò che è successo sulla rotatoria di Gravio di Condove ha perso la vita una giovane donna, Elisa Ferrero mentre il suo ragazzo Matteo Penna è in gravissime condizioni, in un incidente provocato da un altro uomo, Maurizio De Giulio che ha inseguito i due giovani in moto con l’intenzione di colpirli, per una precedenza non data. Si parla quindi di omicidio volontario.

E’ solo una delle tante tragedie che si verificano sulla strada. Ci chiediamo allora perchè chi è al volante spesso sviluppi tanta aggressività.

Ci troviamo di fronte ad un meccanismo psicologico di “disumanizzazione”- ci spiega la prof.ssa Maria Beatrice Toro-in cui l’Altro non viene più considerato un’interlocutore, ma piuttosto un competitore. Ed è per questo che alla guida alcune persone vengono invase da una rabbia e da un’aggressività che normalmente non fa parte di loro in altri contesti. Ma cosa fare per controllare queste emozioni esplosive? Sarebbe importante riuscire a spostare l’attenzione sull’Altro e non percepire ogni cosa come un’offesa personale- ci spiega la prof.ssa Toro. Dare inizio ad una discussione in strada può essere molto pericoloso:  può innescare un’escalation di toni e modi in cui, per la voglia ed il desiderio di vincere sull’altro possono essere messi in atto comportamenti violenti. Imparare a gestire la rabbia e sostenere un senso civico, in cui venga insegnato ai ragazzi che la strada è un bene comune, sono fondamentali per evitare altre tragedie stradali.

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