Maria Beatrice Toro

Psicologa Psicoterapeuta

Posts Tagged ‘accettazione’

Liberiamoci dallo stress con la mindfulness

Posted by Maria Beatrice Toro su 7 giugno 2017

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In una società come la nostra, dove si è costantemente in movimento, divisi tra mille impegni ed attività, è inevitabile sentirsi stressati. Abbiamo perso la capacità di godere di ogni momento e viviamo proiettati costantemente verso gli obiettivi futuri. Ma la mindfulness può aiutarci ad arrestare il “pilota automatico” e a vivere pienamente il presente. Ci spiega come la prof.ssa Maria Beatrice Toro, esperta di mindfulness ed autrice del libro “Crescere con la mindfulness. Una guida per bambini (e adulti) sotto pressione (Le Comete-FrancoAngeli), in questa intervista sulla Gazzetta del Mezzogiorno.

La mindfulness è una tecnica elaborata dal biologo Jon Kabat-Zinn che permette di imparare ad orientare l’attenzione con volontà di farlo, sospendendo il giudizio verso se stessi e gli altri. Si basa su una serie di esercizi che si concentrano sul corpo (o su una parte di esso) e sul respiro. Focalizzando l’attenzione su uno di questi aspetti, si distoglie la mente dal flusso di pensieri nel quale siamo costantemente immersi, in modo da potere vivere pienamente la realtà nel preciso momento in cui ci troviamo -ci spiega la prof.ssa Toro.

2017-06-07 18.06.26.jpgLe ricerche scientifiche ci mostrano che, dopo un protocollo di 8 settimane (Mindfulness-Based Stress Reduction-MBSR), si verificano dei cambiamenti a livello cerebrale: l’ispessimento della corteccia celebrale che si traduce in effetti positivi a carico della memoria e della concentrazione ed inoltre, la riduzione dell’amidgala, ovvero la regione legata alle paure e alle tensioni. Inoltre, questa tecnica meditativa permette di abbassare i livelli di ansia ed insegna a sospendere il giudizio verso se stessi e gli altri, consentendo anche un miglioramento delle relazioni interpersonali. La mindfulness permette di vivere il momento presente che è la condizione indispensabile per essere felici-ci spiega la prof.ssa Toro. Quando non riusciamo a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati siamo insoddisfatti ed infelici; con la mindfulness possiamo imparare a concentrarci sul “qui ed ora” ed iniziare ad apprezzare ogni momento, riuscendo a disinnescare il “pilota automatico” che spesso ci fa prendere decisioni affrettate quando siamo sotto stress, costantemente proiettati nel futuro.

Lo stress è causa di infiammazione e indebolimento del sistema immunitario ed è per questo che un’esposizione prolungata può causare malattie. Ma  la mindfulness può essere di supporto nel rinforzare le difese naturali dell’organismo e di aiuto anche per i pazienti con malattie croniche, poichè insegna a vivere il momento di difficoltà con tranquillità ed accettazione. Immagine1
Ma la mindfulness non è rivolta solo agli adulti. Questa tecnica può essere adattata anche ai bambini, con degli esercizi pensati proprio per la fascia di età che va da 5 ai 12 anni, così come li descrive la prof.ssa Toro nel suo libro. I bambini sono portati a vivere nel presente ma, le pressioni dei genitori e della società in generale, li costringono ad essere continuamente attivati, pieni di impegni e di attività che, sovrapponendosi, non permettono ai più piccoli di concentrarsi e di godere realmente di ogni momento che vivono. Ma questa tecnica è utile anche per le persone anziane: in questa fase del ciclo di vita, infatti, alcune funzioni cognitive come la memoria e l’attenzione tendono a calare. Grazie alla pratica si può avere un effetto positivo su queste abilità cognitive e prevenire anche malattie come  l’ Alzheimer o altre forme di demenza senile. Ma la mindfulness si rivela utile anche in fasi della vita specifiche in cui avvengono cambiamenti profondi, come l’adolescenza o la menopausa o, in aggiunta, ne possono beneficiare anche gli sportivi per migliorare le proprie prestazioni.

La mindfulness, più in generale, è indicata per chi vive una situazione di disagio, frustrazione o precarietà, perchè aiuta la persona a ritrovare l’equilibrio per vivere serenamente-conclude la prof.ssa Toro.

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Disturbi alimentari: l’accettazione è il primo passo verso il vero cambiamento

Posted by Maria Beatrice Toro su 30 gennaio 2015

La Prof.ssa Maria Beatrice Toro è ospite della trasmissione “Bel tempo si spera” in cui affronta il tema dell’obesità.
In particolar modo l’intervista prende spunto da una vicenda di cronaca: un padre ha costretto le sue due figlie a praticare attività fisica, anche a livello agonistico, contro la loro volontà e in virtù del loro essere “grassottelle”.

La Prof.ssa evidenzia come normalmente i genitori agiscono per il bene dei propri figli ma, quando l’accento cade sull’alimentazione, diventa necessario essere cauti per non andare a ledere l’area della vergogna, dell’inadeguatezza e della critica. Per una ragazza obesa in adolescenza – continua la prof.- è molto difficile parlare di questa problematica senza incorrere subito nella sensazione di essere criticata e giudicata dall’altro. La cosa importante è permettere a questi ragazzi di “accettarsi”, far comprendere loro che vanno bene così come sono ma che potrebbero stare meglio poiché ne hanno la possibilità.
Per guarire da un disturbo dell’alimentazione – spiega la prof.ssa Toro- è necessario accettarsi, poiché l’accettazione è il primo passo verso il vero cambiamento. Il cibo diventa, per questi ragazzi, una forma di auto-consolazione, di rilassamento e da’ loro la possibilità di trovare un rifugio che gli consenta di stare bene.
Un genitore deve quindi cercare di essere comprensivo, di rendersi disponibile e non criticare il figlio rispetto alle sue abitudini alimentari, soprattutto in presenza di altre persone.

La prof.ssa sottolinea inoltre che viviamo attualmente è una società fortemente improntata sull’immagine di sé e sulla competizione. In questo senso un genitore che spinge il figlio verso lo sport agonistico contro il suo volere finisce per alimentare questo schema evidentemente sbagliato. Ciò conduce alla creazione di relazioni basate sull’invidia, sulla sfida e sulla critica.

L’obesità è un fenomeno in crescita nel nostro Paese; circa il 20% dei bambini è sovrappeso e il 9% è in stato di obesità. Per affrontare questo problema è necessario “reinventarsi” partendo proprio dalla spesa e soprattutto non utilizzare il cibo come oggetto di premio o punizione. Le piccole ricompense, che possono essere dispensate sotto forma di cioccolata o piccoli dolcetti, non devono essere legate a momenti individuali del bambino ma piuttosto a momenti di festa e condivisione. E’ necessario svincolare il cibo dal concetto di ricompensa per una prestazione (ad esempio un buon voto) ed inserirlo in un contesto di regole alimentari che favoriscono il benessere. In questo senso è necessario sostituire alcune espressioni educando al positivo e sottolineando che le regole sono necessarie in campo alimentare “ perché ci fa bene” e non “perché ti fa ingrassare”.
Quando ci accorgiamo che i nostri figli o la nostra compagna stanno ingrassando- conclude la prof.ssa Toro- è necessario intervenire ma con cautela, elicitando la motivazione al cambiamento e sostenendo la persona a compiere un movimento verso l’esterno.

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Zero Complessi

Posted by Maria Beatrice Toro su 4 settembre 2013

Perchè la psicologia insegna anzitutto ad accettare se stessi? Che differenza c’è tra accettazione e rassegnazione?

Molte risposte sono contenute in questo bell’articolo di Rossana Cavaglieri, con la consulenza di Maria Beatrice Toro. Partiamo dal principio. Rassegnarsi significa arrendersi all’idea che, anche se non ci piacciono alcune cose di noi, esse sono tanto radicate da non poterle cambiare. Si assume, di conseguenza, un atteggiamento passivo e pessimista, vedendosi sempre perdenti nei confronti degli altri…

L’accettazione è tutt’altra cosa. Significa sapere, profondamente, che i propri limiti non ci rendono indegni, ma che fanno parte di noi e ci sono proprio per farci riflettere, conoscerci, educarci al rispetto di sè e degli altri.  Immagine

Possiamo, senz’altro, muoverci nel mondo a testa alta, anche se non siamo perfette.

Cerchiamo, allora, di fare pace con il nostro “giudice interiore”, quell’occhio supercritico che cade sempre sui difetti e li fa diventare un cruccio, assillo, un tormento continuo che ci toglie ogni energia e contatto con noi stessi.

Sarebbe salutare, piuttosto che rimuginare sui nostri punti deboli, valorizzare, anzitutto, i nostri pregi. Anche quelli fisici, da valorizzare prendendosene cura e mettendoli in primo piano. Per quanto riguarda i difetti, immaginiamoli come una ferita, che per esser guarita ha bisogno del suo tempo; nasconderla non serve a nulla ed anzi peggiora le cose. Puliamo la nostra ferita e lasciamola essere quello che è, assumendo un atteggiamento di accettazione: paradossalmente, così facendo (ovvero non combattendo contro di essa, ma dando un’attenzione amorevole a noi stessi) si aprono le porte dell’autoguarigione.

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ACT – Acceptance and Committment Therapy

Posted by Maria Beatrice Toro su 29 maggio 2013

L’ACT – Acceptance and Committment Therapy – è la terapia dell’accettazione e dell’impegno, una nuova tecnica comportamentale il cui presupposto è che, per realizzare un obiettivo che veramente abbia senso, le azioni devono entrare in sintonia con i valori della persona che desidera perseguire quello specifico obiettivo. La psicoterapeuta Maria Beatrice Toro per Donna Moderna.

Ecco allora i Tre Step necessari per mettere a fuoco i valori:

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