Maria Beatrice Toro

Psicologa Psicoterapeuta

Posts Tagged ‘terrorismo’

Attentato di Manchester: lotta contro un’ideologia

Posted by Maria Beatrice Toro su 24 maggio 2017

La prof.ssa Maria Beatrice Toro è ospite della trasmissione MimandaRai3 con altri esperti per parlare della tragedia che si è consumata nei giorni scorsi a Manchester durante il concerto di Ariana Grande, che ha causato la morte di 22 persone, per lo più adolescenti e bambini. Il presunto attentatore è Salman Abedi, un inglese di origini libiche. Ma quanto si può parlare del gesto di un “lupo solitario”?

In realtà ci troviamo nella lotta contro un’ideologia -ci spiega la prof.ssa Toro- e ciò che risulta fondamentale dal punto di vista psicologico  è capire come contrastare questi fenomeni. E’ importante vedere ciò che accade e non fingere di non vedere, perchè anche se è vero che in Inghilterra e in Francia la situazione è critica, anche nel nostro Paese è possibile osservare delle contraddizioni. Ad esempio, gli immigrati di seconda generazione che hanno degli insuccessi scolastici sono il doppio rispetto ai coetanei italiani -continua la prof.ssa Toro- e quindi nonostante il continuo parlare di integrazione, sembra emergere un profondo problema di comunicazione.

Ciò che più spaventa ora è l’effetto che tutto quello che è successo avrà sui bambini: inevitabilmente aumenteranno paure, preoccupazioni. Ma d’altra parte, tutto si ripercuoterà anche sui genitori, per i quali il tema della sicurezza dei propri figli è importantissimo. Si potrebbe verificare un eccesso di prudenza e di protezione che potrebbe non aiutare il bambino che ad oggi ha una paura, che però potrebbe trasformarsi nel futuro in rabbia- conclude la prof.ssa Toro.

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#Manchester: servirebbe un messaggio di speranza per i bambini

Posted by Maria Beatrice Toro su 24 maggio 2017

La prof.ssa Maria Beatrice Toro è ospite su Radio Popolare 107.6 per parlare nuovamente dell’attentato avvenuto a Manchester che ha causato 22 vittime, per lo più bambini ed adolescenti che si trovavano lì ad assistere al concerto di Ariana Grande.

Ed è proprio all’artista che si rivolge la prof.ssa Toro poichè la cantante, dopo quanto avvenuto, ha deciso di annullare i suoi prossimi concerti. Invece, sarebbe opportuno che proprio lei, che rappresenta l’idolo delle nuove generazioni e che ha una community numerosa che la segue, lanciasse un messaggio di speranza rassicurando i suoi fan e riprendendo i suoi impegni perchè la vita deve andare avanti.

Ciò sarebbe possibile attraverso l’uso dei social, che diventa importante poichè immediato e tanto usato dai preadolescenti e dagli adolescenti che si trovano nella fase di vita in cui cominciano a distanziarsi dalla famiglia. In questo caso, la parola o il messaggio del proprio idolo può infondere speranza e coraggio e dissimulare la paura oppure aiutare a vivere una paura che sia più razionale- ci spiega la prof.ssa Toro. Naturalmente, il ruolo chiave in queste situazioni tragiche è sempre affidato ai genitori   (soprattutto per  più piccoli) e anche alla scuola, che dovrebbero, prima dei social e del mondo virtuale, poter sostenere i bambini e gli adolescenti nel mondo reale.

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CONSAPEVOLEZZA CONTRO L’EFFETTO PSICOSI DA ATTENTATO

Posted by Maria Beatrice Toro su 19 novembre 2015

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E’ uscita ieri sul quotidiano Il Messaggero, ripresa anche dal Mattino, un intervista della Giornalista Maria Lombardi alla Prof.ssa Maria Beatrice Toro, autrice insieme a Stefano Serafinelli del libro “Mindfulness Insieme. Coltivare la consapevolezza con se stessi, in coppia, sul lavoro”. 

La prof.ssa Toro sostiene che in un momento storico come questo che stiamo vivendo, caratterizzato dalla costante paura che rischia di accompagnare ogni respiro, il contatto con se stessi aiuta ad alleggerire gli attimi di tensione, a fare in modo che la paura non diventi uno stress cronico con tutte le conseguenze per il fisico che tale stato comporta.

In questi giorni assistiamo al diffondersi della paura tra gli abitanti delle città, presenziate dalla forze di sicurezza, segno visibile che anche l’Italia è sotto minaccia. Le piazze che oggi sono state definite a rischio dal governo USA erano già meno frequentate nei giorni passati. Siamo in uno strisciante stato di allarme, ma come evitare di scivolare in una psicosi da attentato?

EVITARE DI EVITARE Stare insieme è la prima risorsa che abbiamo per elaborare quello che sta accadendo, evitando che la paura si trasformi in panico. Dobbiamo parlare, esprimere dubbi, domande e angosce, poiché il gruppo, la comunità, la socialità sono un contenitore importante per ritrovare la sicurezza.

STOP ALLA CATASTROFIZZAZIONE E’ molto utile anche riconcettualizzare la presenza della polizia delle forze di sicurezza, da segno di pericolo a risorsa per la comunità. Più siamo spaventati, più pensiamo in modo catastrofico: “Se ci sono i poliziotti, vuol dire che devo avere paura” è un’equazione sbagliata, poiché è normale che la vita collettiva sicura si basi anche sulla presenza di chi lavora per proteggerci.

Come scrive Amadei, “C’è la paura ma non siamo spaventati”; è questo l’obiettivo della pratica mindfulness che ci aiuta a non farci gestire dalle reazioni emotive. Diventiamo capaci di rispondere in maniera consapevole alle situazioni difficili, ricordando a noi stessi che in questo momento siamo presenti e vibriamo di vita; la fragilità del vivere umano è inevitabile, ma è importante essere grati di ciò che siamo e, soprattutto, come sempre, ricordarsi che la soluzione contro la paura è vivere.

 

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Non chiamatemi eroe: ho fatto quello che sentivo giusto

Posted by Maria Beatrice Toro su 20 gennaio 2015

Si parla di eroi e di gesti straordinari alla trasmissione di TV2000 “Bel tempo si spera”,

Lucia Ascione intervista Maria Beatrice Toro.

Si prende spunto dall’eroico gesto del ragazzo che lavorava come commesso nell’ormai conosciuto negozio ebraico di Parigi, scenario dell’assalto terroristico, che grazie al suo gesto ha salvato la vita a sei persone che si trovavano nel negozio in quel tragico momento e ha dato indicazioni alle teste di cuoio per mettere in salvo gli ostaggi.

Si tratta realmente di eroi oppure l’essere umano è diventato talmente egoista fintanto che questi gesti ci sembrano così eccezionali?

Secondo la Prof.ssa eccezionale è stata la capacità, la lucidità di questo ragazzo di compiere questo impagabile gesto senza farsi sopraffare dal panico. L’eroe è di fatto una persona coraggiosa che agisce per gli altri, oltre che per se stesso! E diventa un modello positivo per tutti.

La qualità umana dell’eroe è fondamentale, saper provare empatia verso uno sconosciuto e salvarlo, o aiutarlo, denota l’umanità dell’eroe. Anche la paura e la vulnerabilità sono caratteristiche importanti; senza la paura ci sarebbe l’incoscienza, più che il coraggio. E senza un elemento di vulnerabilità ci sarebbe… il supereroe. L’eroe, al contrario, ha sempre un suo “tallone d’Achille”.

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