Attentato di Manchester: lotta contro un’ideologia

La prof.ssa Maria Beatrice Toro è ospite della trasmissione MimandaRai3 con altri esperti per parlare della tragedia che si è consumata nei giorni scorsi a Manchester durante il concerto di Ariana Grande, che ha causato la morte di 22 persone, per lo più adolescenti e bambini. Il presunto attentatore è Salman Abedi, un inglese di origini libiche. Ma quanto si può parlare del gesto di un “lupo solitario”?

In realtà ci troviamo nella lotta contro un’ideologia -ci spiega la prof.ssa Toro- e ciò che risulta fondamentale dal punto di vista psicologico  è capire come contrastare questi fenomeni. E’ importante vedere ciò che accade e non fingere di non vedere, perchè anche se è vero che in Inghilterra e in Francia la situazione è critica, anche nel nostro Paese è possibile osservare delle contraddizioni. Ad esempio, gli immigrati di seconda generazione che hanno degli insuccessi scolastici sono il doppio rispetto ai coetanei italiani -continua la prof.ssa Toro- e quindi nonostante il continuo parlare di integrazione, sembra emergere un profondo problema di comunicazione.

Ciò che più spaventa ora è l’effetto che tutto quello che è successo avrà sui bambini: inevitabilmente aumenteranno paure, preoccupazioni. Ma d’altra parte, tutto si ripercuoterà anche sui genitori, per i quali il tema della sicurezza dei propri figli è importantissimo. Si potrebbe verificare un eccesso di prudenza e di protezione che potrebbe non aiutare il bambino che ad oggi ha una paura, che però potrebbe trasformarsi nel futuro in rabbia- conclude la prof.ssa Toro.

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Il silenzio è sempre d’oro?

Di fronte alle situazioni più delicate siamo tentati di rimanere in silenzio e lasciar correre. Eppure, in alcuni casi, esporsi e dire ciò che si pensa può fare bene a noi stessi e agli altri.

Parlare è sempre più difficile che tacere – ci spiega la prof.ssa Maria Beatrice Toro in downloadun’intervista di Silvia Calvi sulla rivista Confidenze. Abbiamo spesso paura dei conflitti e facciamo di tutto per evitarli: per questo rimanere in silenzio sembra essere la soluzione più facile. Naturalmente, è importante il modo in cui ci si esprime- continua l’esperta- perchè bisognerebbe farlo a mente fredda per non rischiare di esplodere come una bomba e gettare accuse pesanti, difficilmente recuperabili.

Ma come comportarci nella vita di tutti i giorni? Meglio tacere o parlare in queste situazioni delicate?

Nei piccoli soprusi quotidiani (ad esempio per strada) è meglio parlare e prendere una posizione- ci spiega la prof.ssa Toro. L’importante è esprimersi con calma e senza aggredire l’altro. Restando in silenzio e girando la testa dall’altra parte, commetteremo un gesto di vigliaccheria che piano piano abbasserà la nostra autostima, facendo  crescere sensi di colpa e sensazioni di inadeguatezza.

E nella relazione di coppia? Molto spesso quando la donna ha dei sospetti che qualcosa non squillo_stanza_847710va preferisce tacere e confidarsi con le amiche. In questo modo, però, un fatto intimo e privato finisce per diventare un caso in cui ognuno deve dare il suo parere ed il suo consiglio. Sarebbe importante invece parlare- ci spiega l’esperta- ed approcciare il discorso con frasi che esprimano i propri sentimenti, in modo da permettere all’altro di fare lo stesso.

Lo stesso vale per il nostro mondo lavorativo, come quando  abbiamo la sensazione che i nostri sforzi non vengono riconosciuti dal nostro capo. Anche in questo caso è meglio parlare piuttosto che tacere- conclude la prof.ssa Toro. Non affrontare la situazione potrebbe far nascere in noi rabbia e rancore che potrebbero far diminuire la motivazione al lavoro. In questo modo potremmo iniziare a trascurare gli incarichi assegnati o a fare dei piccoli dispetti e ciò non porterebbe a nulla di buono.

Pertanto, parlando ed esprimendoci (sempre con modo e maniere) avremmo sicuramente dei risultati migliori.

Sai esprimere le tue emozioni?

Questa sera a Milano presso la Casa Ultra Dolce Garnier si parlerà di emozioni, con alcuni membri della redazione di Donna Moderna e la Prof.ssa Maria Beatrice Toro, che hanno ideato un test per provare a capire come e quanto si riescono ad esprimere e comunicare le emozioni che si provano.

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Quanto esprimi le tue emozioni?

Esprimere un’emozione è come gettare un sasso nell’acqua: più si è vicini al punto di lancio, più intenso è il contraccolpo. Per questo, a volte, siamo più inclini a confidare quello che proviamo ad un estraneo piuttosto che alle persone che abbiamo più vicine.

Per scoprire in che modo riesci ad esprimere le tue emozioni con chi hai vicino la prof.ssa Maria Beatrice Toro ha ideato un test pubblicato su Donna Moderna, a cura di Silvia Calvi, se desideri farlo vai al link

Test: sai esprimere le tue emozioni con le persone che ami?

 

Le persone COMUNICATIVE non hanno problemi ad esprimere quello che sentono con le parole, ma anche con i gesti e con gli occhi: hanno bisogno di condividere tutto ciò che accade dentro e fuori. Nelle relazioni mostrano un po’ di esibizionismo tanto che con le persone meno intime cercano sempre la “frase ad effetto” piuttosto che dare più importanza alla sincerità. Sono molto brave ad ascoltare e a dare spazio alle emozioni dell’altro ma a volte la riservatezza non è garantita…

Le SINCERE sono, invece, molto istintive e dirette e anche quando sono sopraffatte da emozioni negative lo mostrano senza vergognarsi della propria fragilità. Per queste persone i sentimenti vanno dimostrati con i fatti e manifestano tutto quello che provano con gesti concreti. Sanno mantenere un segreto ma allo stesso tempo sono troppo rigide : non sanno mettersi nei panni dell’altro e fanno fatica ad accettare vedute differenti dalla propria finendo per emettere delle sentenze che frenano le persone care dal dire cosa realmente provano.

Infine, altre persone sono RISERVATE. Difficilmente esprimono ciò che sentono e cercano di fare tutto in totale autonomia. Sono disponibili e più tranquille quando sono gli altri ad aver bisogno di aiuto e per questo vengono considerate preziose ed affidabili. Ma non bisogna dimenticare che aprire il proprio cuore è un’esperienza che fa bene perchè tutti per essere felici abbiamo bisogno di qualcuno che ci stia vicino, ci capisca e ci dia il suo affetto.

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