Maria Beatrice Toro

Psicologa Psicoterapeuta

Posts Tagged ‘competizione’

Posted by Maria Beatrice Toro su 12 luglio 2017

Una precedenza non data. La rabbia che diventa incontrollabile e la tragedia. E’ ciò che è successo sulla rotatoria di Gravio di Condove ha perso la vita una giovane donna, Elisa Ferrero mentre il suo ragazzo Matteo Penna è in gravissime condizioni, in un incidente provocato da un altro uomo, Maurizio De Giulio che ha inseguito i due giovani in moto con l’intenzione di colpirli, per una precedenza non data. Si parla quindi di omicidio volontario.

E’ solo una delle tante tragedie che si verificano sulla strada. Ci chiediamo allora perchè chi è al volante spesso sviluppi tanta aggressività.

Ci troviamo di fronte ad un meccanismo psicologico di “disumanizzazione”- ci spiega la prof.ssa Maria Beatrice Toro-in cui l’Altro non viene più considerato un’interlocutore, ma piuttosto un competitore. Ed è per questo che alla guida alcune persone vengono invase da una rabbia e da un’aggressività che normalmente non fa parte di loro in altri contesti. Ma cosa fare per controllare queste emozioni esplosive? Sarebbe importante riuscire a spostare l’attenzione sull’Altro e non percepire ogni cosa come un’offesa personale- ci spiega la prof.ssa Toro. Dare inizio ad una discussione in strada può essere molto pericoloso:  può innescare un’escalation di toni e modi in cui, per la voglia ed il desiderio di vincere sull’altro possono essere messi in atto comportamenti violenti. Imparare a gestire la rabbia e sostenere un senso civico, in cui venga insegnato ai ragazzi che la strada è un bene comune, sono fondamentali per evitare altre tragedie stradali.

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Precarietà: il dramma dei giovani senza futuro

Posted by Maria Beatrice Toro su 15 febbraio 2017

La prof.ssa Maria Beatrice Toro è ospite su TV2000 per affrontare il delicato tema della precarietà in cui si trovano i giovani di oggi, senza un lavoro e senza un futuro.

Ciò che più colpisce – ci spiega la prof.ssa Toro- è il declino della meritocrazia e di quella che è la normale aspettativa di collocazione lavorativa. Seguendo diversi adolescenti nel suo lavoro, l’esperta ci sottolinea come molto spesso essi vengano cresciuti nel mito di essere speciali ed unici. Fin da piccoli, i genitori, in una spinta narcisistica, cercano nel proprio bambino una diversità, un talento ( che può esserci realmente o anche essere visto solo dalla famiglia) che gli permetta di spiccare sugli altri. In questo modo, il ragazzo impara che se è speciale può farcela nella vita, altrimenti è solo normale, come se la normalità fosse qualcosa di svantaggioso.

Il bambino impara a non tollerare le frustrazioni perchè vive in un modo in cui non si dicono i no. I genitori, ma anche la società tende a perdonargli sempre tutto.

E molto spesso, quando questi bambini diventati adolescenti si trovano di fronte alle frustrazioni del mondo del lavoro rimangono spiazzati ed iniziano a sentirsi inadeguati, sviluppando in alcuni casi sintomi depressivi. Ma d’altra parte- conclude la prof.ssa Toro- i giovani hanno imparato che il loro processo di autonomizzazione è più complicato del passato e non coincide con lavoro-matrimonio. In virtù di questo, molti ragazzi hanno trovato dei nuovi modi eroici di reagire e diventare autonomi, andando ad esempio a vivere insieme ed aiutandosi l’uno con l’altro.

 

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Qual’è lo sport più adatto per mio figlio?

Posted by Maria Beatrice Toro su 2 dicembre 2016

Sulla rivista MaireClaire Vanessa Perilli ci aiuta a comprendere come muoverci rispetto al tema dello sport e dell’attività fisica per i più piccoli, intervistando la prof.ssa Maria Beatrice Toro.

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Quando iniziare ? Per quante ore a settimana? Che tipo di attività scegliere: uno sport di squadra o piuttosto un’attività individuale? Sono molte le domande che sorgono spontanee pensando a questo argomento e la prof.ssa Maria Beatrice Toro ci aiuta a comprendere meglio come districarci al meglio tra questi quesiti.

Si può iniziare molto presto ad avvicinare i bambini alle attività sportive, facendolo innanzitutto in maniera informale per poi passare a modalità più strutturate durante la crescita. Ciò che è importante è sempre mantenere l’attenzione su quelli che sono i tempi del bambino, non trascurando quelli che sono  gli altri impegni ( come naturalmente la scuola).

Lo sport- continua la prof.ssa Toro- ha delle potenzialità importantissime per i bambini: oltre agli aspetti salutari e alla dimensione dell’educazione alla competitività (sana, naturalmente), le attività possono permettere ai più piccoli di confrontarsi in un contesto differente da quello familiare o scolastico, con la possibile emergenza di ruoli e vissuti alternativi a quelli usuali.

Per approfondire l’articolo potete consultare il seguente link:

http://www.marieclaire.it/Lifestyle/bambini-scuola-giochi-viaggi/sport-e-bambini-quale-scegliere

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