Dating online: la nuova frontiera delle relazioni

L’anno è appena iniziato. Proprio in questo periodo si assiste al “peak moment”, ovvero al picco massimo di iscrizioni sui siti e sulle app di incontri.  Ma cerchiamo di capire il motivo per cui succede e ad aiutarci è la prof.ssa Maria Beatrice Toro in questa intervista sul Fatto Quotidiano.it a cura di Sabina Cuccaro.

Risultati immagini per il fatto quotidianoQuesto momento dell’anno è quello che segue proprio il periodo delle feste natalizie e Risultati immagini per dating on linedell’inizio di un nuovo anno tutto da scrivere; per i single queste occasioni sono sinonimo di solitudine -ci spiega la prof.ssa Toro. L’esperire questa condizione porta queste persone a cercare nuove relazioni per poter allargare i propri confini e cambiare la propria vita aggiungendo quel pizzico di magia in più.

Ma i siti di incontri funzionano veramente? In un sondaggio condotto sui social è emerso che la maggior parte delle persone considera questa modalità di ricercare relazioni come una “roba da sfigati”, oppure un semplice piano B per chi non riesce a conoscere nuove persone nel mondo reale.

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Eppure la ricerca scientifica ci propone dei dati sorprendenti: le persone che si incontrano online hanno più probabilità di essere compatibili di quelleche si  incontrano nella vita reale. E, ancora più sorprendente, i matrimoni che nascono dopo una conoscenza virtuale sono più duraturi di quelli, diciamo, iniziati virtualmente.

Risultati immagini per dating on lineQuando una persona cerca una relazione online privilegia quelli che sono gli aspetti più importanti per la durata del rapporto: capacità di comunicare apertamente con l’altro, complicità intellettuale e condivisione di valori -spiega la prof.ssa Toro. Inoltre, le persone che si rivolgono ai siti e alle app di incontri sono maggiormente interessate ad iniziare una relazione rispetto a chi si incontra casualmente nel mondo reale -conclude la prof.ssa Toro.

Naturalmente, questa modalità di iniziare una nuova relazione ha anche i suoi aspetti negativi ma il dating online sembra non essere appannaggio esclusivo di sfigati o provoloni che cercano del semplice sesso, ma racchiude piuttosto fascino, magia ed intrigo.

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Liberati dai “vampiri”!

 

imagesTi capita di provare un senso di pesantezza o di essere assalita da pensieri negativi quando incontri alcune persone? Può trattarsi di un familiare, di una collega o anche di un’amica; stiamo parlando dei cosiddetti “vampiri psichici”. Ce lo spiega la prof.ssa Maria Beatrice Toro sulla rivista Starbene, in un’intervista a cura di Sabina Cuccaro.

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Si tratta di quelle persone che, nel rapporto, non danno nulla ma chiedono molto. Sono persone insofferenti che tendono a lamentarsi in continuazione e, proprio per questo motivo, si affidano a qualcun altro -continua la prof.ssa Toro. Questi “vampiri psichici” chiedono continuamente il tuo supporto senza mai essere soddisfatti di quello che dai e svalutano i tuoi tentativi di offrire aiuto. Sottolineano sempre quello che non hai fatto e/o non fai per loro oppure ringraziano e si fingono contenti lì per lì, per poi tornare ad assumere il solito comportamento svalutante. Si mostrano dipendenti da te in modo infantile ed utilizzano frasi precise come” Tu non mi capisci”, “Sei l’unica persona che mi può aiutare” per tenerti il più vicino possibile.

 

 

Risultati immagini per vampiri psichiciCome puoi difenderti? Impara a dire no quando i tuoi spazi vengono invasi dalle preoccupazioni per il tuo “vampiro psichico”. Non è necessario chiudere il rapporto ma piuttosto stabilire delle regole precise: esercitare quello che viene definito “distacco con amore” -spiega la prof.ssa Toro. Imponi dei limiti e motiva il tuo comportamento: fai capire all’altra persona che in questo modo non ti senti apprezzata e che il rapporto sta diventando frustrante per te. Smetti di dare consigli -conclude la prof.ssa Toro- e limitati all’ascolto: aiuterai il tuo “vampiro” ad assumersi le responsabilità delle sue azioni.

Potrei sentirti in colpa ma devi essere soddisfatta di te stessa perchè stai prendendo delle decisioni equilibrate.

 

 

Una precedenza non data. La rabbia che diventa incontrollabile e la tragedia. E’ ciò che è successo sulla rotatoria di Gravio di Condove ha perso la vita una giovane donna, Elisa Ferrero mentre il suo ragazzo Matteo Penna è in gravissime condizioni, in un incidente provocato da un altro uomo, Maurizio De Giulio che ha inseguito i due giovani in moto con l’intenzione di colpirli, per una precedenza non data. Si parla quindi di omicidio volontario.

E’ solo una delle tante tragedie che si verificano sulla strada. Ci chiediamo allora perchè chi è al volante spesso sviluppi tanta aggressività.

Ci troviamo di fronte ad un meccanismo psicologico di “disumanizzazione”- ci spiega la prof.ssa Maria Beatrice Toro-in cui l’Altro non viene più considerato un’interlocutore, ma piuttosto un competitore. Ed è per questo che alla guida alcune persone vengono invase da una rabbia e da un’aggressività che normalmente non fa parte di loro in altri contesti. Ma cosa fare per controllare queste emozioni esplosive? Sarebbe importante riuscire a spostare l’attenzione sull’Altro e non percepire ogni cosa come un’offesa personale- ci spiega la prof.ssa Toro. Dare inizio ad una discussione in strada può essere molto pericoloso:  può innescare un’escalation di toni e modi in cui, per la voglia ed il desiderio di vincere sull’altro possono essere messi in atto comportamenti violenti. Imparare a gestire la rabbia e sostenere un senso civico, in cui venga insegnato ai ragazzi che la strada è un bene comune, sono fondamentali per evitare altre tragedie stradali.

Attentato di Manchester: lotta contro un’ideologia

La prof.ssa Maria Beatrice Toro è ospite della trasmissione MimandaRai3 con altri esperti per parlare della tragedia che si è consumata nei giorni scorsi a Manchester durante il concerto di Ariana Grande, che ha causato la morte di 22 persone, per lo più adolescenti e bambini. Il presunto attentatore è Salman Abedi, un inglese di origini libiche. Ma quanto si può parlare del gesto di un “lupo solitario”?

In realtà ci troviamo nella lotta contro un’ideologia -ci spiega la prof.ssa Toro- e ciò che risulta fondamentale dal punto di vista psicologico  è capire come contrastare questi fenomeni. E’ importante vedere ciò che accade e non fingere di non vedere, perchè anche se è vero che in Inghilterra e in Francia la situazione è critica, anche nel nostro Paese è possibile osservare delle contraddizioni. Ad esempio, gli immigrati di seconda generazione che hanno degli insuccessi scolastici sono il doppio rispetto ai coetanei italiani -continua la prof.ssa Toro- e quindi nonostante il continuo parlare di integrazione, sembra emergere un profondo problema di comunicazione.

Ciò che più spaventa ora è l’effetto che tutto quello che è successo avrà sui bambini: inevitabilmente aumenteranno paure, preoccupazioni. Ma d’altra parte, tutto si ripercuoterà anche sui genitori, per i quali il tema della sicurezza dei propri figli è importantissimo. Si potrebbe verificare un eccesso di prudenza e di protezione che potrebbe non aiutare il bambino che ad oggi ha una paura, che però potrebbe trasformarsi nel futuro in rabbia- conclude la prof.ssa Toro.

Educare i bambini a gestire la rabbia con la mindfulness

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Su Nostrofiglio.It Luisa Perego affronta il tema della rabbia nei bambini prendendo spunto dal libro della profissa Maria Beatrice Toro ” Crescere con la mindfulness. Una guida per bambini (e adulti) sotto stress.
Nella quotidianità sono numerosi i momenti in cui i più piccoli vanno incontro ad episodi  di rabbia e molto spesso, essendo questa emozione etichettata come socialmente poco accettabile, sono proprio diseducati a riconoscerla e a sperimentare in modo funzionale.
D’altra parte, un bambino che esprime rabbia é un bambino che si apre al mondo e che va accompagnato nella corretta espressione di questa emozione.
La mindfulness può aiutare i più piccoli a ritrovare uno stato di calma attraverso gli esercizi della respirazione e l’angolo della riflessione dove il bambino può fermarsi un attimo ed osservare quello che sta succedendo.
Imparando ad ascoltarsi, i più piccoli potranno apprendere come non ignorare ma anche come non lasciarsi sopraffare dalla rabbia.
Per approfondire potete consultare l’articolo completo al link seguente:

Giochi per esercitare la Mindfulness: per bimbi sotto pressione

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Su nostrofiglio.it la prof.ssa Maria Beatrice Toro ci propone dei semplici giochi per avvicinare i più piccoli al mondo della mindfulness.

Innanzitutto, cosa intendiamo con mindfulness? Ci riferiamo alla consapevolezza che nasce educando la propria attenzione attraverso una serie di esercizi ( o di giochi, nel caso dei bambini), che consentono di focalizzarsi sul presente, anziché vagare nei ricordi passati o nelle preoccupazioni del futuro.

E possiamo avvicinare anche i più piccoli a questo mondo di tranquillità e pace attraverso il gioco così come ci spiega la prof.ssa Maria Beatrice Toro, autrice del libro “Crescere con la mindfulness, guida per bambini (e adulti) sotto pressione” (Le Comete FrancoAngeli).

Attraverso la mindfulness i più piccoli possono imparare a ad ascoltarsi, a capirsi, a rispettare se stessi e gli altri, a modulare l’ansia, acquisendo più intelligenza emotiva.

Ma prima di cominciare teniamo alla mente 3 principi guida:

  • Concentrarsi su una cosa per volta;
  • Mantenere un’attenzione congiunta con il bambino;
  • Cercare di interrompere il meno possibile.

Per approfondire potete consultare il link riportato di seguito dove troverete i giochi proposti dalla prof.ssa Maria Beatrice Toro, pensati per bambini dai 5 ai 12 anni.

http://www.nostrofiglio.it/bambino/bambino-6-14-anni/tempo-libero/giochi-per-esercitare-la-mindfulness-per-bimbi-sotto-pressione?gimg=48315&gpath=#img48315

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