Omicidio Anagnina: dopo i cori e gli insulti non si spegne la polemica

Un uomo, Alessio Burtone, con un gesto di scondsiderata violenza uccide nella metropolitana Anagnina una madre di 32 anni, distruggendo una vita, una famiglia e segnando per sempre il suo stesso destino. Un tifo da stadio ed urla di proteste contro i carabinieri hanno accompagnato il momento del suo arresto. Cosa sta succedendo? Un uomo uccide una donna e non si sentono se non voci contro le forze dell’ordine e cori razzisti. Nessuno ha pensato che, seppur provocato, un uomo non dovrebbe sferrare un colpo a una donna? Evidentemente, nel nostro paese, gridano più forte i cori sciagurati che le voci a difesa della civiltà e del rispetto reciproco.

“Alessio libero, carabinieri infami”:le proteste non sono solo rivolte solo ai carabinieri ma anche al sindaco, accusato di difendere solo i romeni; insulti alla stampa ed ai giornalisti definiti sciacalli. Non è solidarietà, questa, è solo l’ennesima prova del crollo dei valori e del senso della vita, nella nostra società, nella nostra città, una volta definita “città aperta”.

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