Attentato di Manchester: lotta contro un’ideologia

La prof.ssa Maria Beatrice Toro è ospite della trasmissione MimandaRai3 con altri esperti per parlare della tragedia che si è consumata nei giorni scorsi a Manchester durante il concerto di Ariana Grande, che ha causato la morte di 22 persone, per lo più adolescenti e bambini. Il presunto attentatore è Salman Abedi, un inglese di origini libiche. Ma quanto si può parlare del gesto di un “lupo solitario”?

In realtà ci troviamo nella lotta contro un’ideologia -ci spiega la prof.ssa Toro- e ciò che risulta fondamentale dal punto di vista psicologico  è capire come contrastare questi fenomeni. E’ importante vedere ciò che accade e non fingere di non vedere, perchè anche se è vero che in Inghilterra e in Francia la situazione è critica, anche nel nostro Paese è possibile osservare delle contraddizioni. Ad esempio, gli immigrati di seconda generazione che hanno degli insuccessi scolastici sono il doppio rispetto ai coetanei italiani -continua la prof.ssa Toro- e quindi nonostante il continuo parlare di integrazione, sembra emergere un profondo problema di comunicazione.

Ciò che più spaventa ora è l’effetto che tutto quello che è successo avrà sui bambini: inevitabilmente aumenteranno paure, preoccupazioni. Ma d’altra parte, tutto si ripercuoterà anche sui genitori, per i quali il tema della sicurezza dei propri figli è importantissimo. Si potrebbe verificare un eccesso di prudenza e di protezione che potrebbe non aiutare il bambino che ad oggi ha una paura, che però potrebbe trasformarsi nel futuro in rabbia- conclude la prof.ssa Toro.

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Sentenza della Cassazione: l’iperprotezione danneggia il minore

Come si può leggere sul Messaggero del 12 ottobre, l’eccesso di cura può essere considerato un reato.

La Corte di Cassazione ha infatti confermato la condanna di una madre iperprotettiva che ha, secondo i giudici, commesso un reato al pari di altre forme di abuso. Dal punto di vista psicologico la Dott.ssa Maria Beatrice Toro precisa che “l’ipercura provoca nel bambino lesioni e limitazini dal punto di vista fisico, cognitivo, emotivo”.

Oggi, peraltro, sono più frequenti i casi di ipercura rispetto alla trascuratezza. Anche se non vengono commessi reati veri e propri, l’iperprotettività è un comportamento genitoriale da considerarsi comunque nocivo, non permettendo al bambino di esplorare l’ambiente, e di incontrare gli eventuali ostacoli e le difficoltà che gli consentano di mettersi alla prova e trovare soluzioni.

Si tratta di un’attività che stimola la capacità di pensare, allenando la mente del bambino.

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