Alleggerisci la tua vita

Parliamo (purtroppo) di rientri. Un recente report di eBay ha evidenziato che a luglio c’è stato un incremento nella richiesta e nell’acquisto di trolley di piccole dimensioni, Un indicatore chiaro di vacanze spartane, vissute in leggerezza. Ma la realtà è differente, proprio perchè  le nostre valigie vengono organizzate piuttosto secondo il motto “Non si sa mai”. Ed e così che finiamo per portare tantissime cose ed utilizzarne solo la metà.

20170905_141511

Come ci spiega la prof.ssa Maria Beatrice Toro- in vacanza ci sentiamo autorizzati ad essere e a mostrarci agli altri in modo più diretto e semplice. Al contrario nella quotidianità, l’‘abito  o gli accessori che indossiamo,  diventano una divisa che deve mostrare agli altri il nostro ruolo nella società, un qualcosa che deve corrispondere ad un modello riconoscibile da tutti. Ma tutto questo, non fa altro che alimentare stress perchè non ci permette di essere liberi fino in fondo, sempre alla ricerca spasmodica di maschere da indossare per ogni occasione che lo richiede.

Ma è importante sottolineare che spesso facciamo acquisti quando siamo insoddisfatti e agiamo per automatismo-ci spiega la dottoressa Gaia Vicenzi, responsabile di PsyModa. Questo avviene perchè lo shopping fa entrare in gioco l’ormone del piacere, la dopamina, e ci induce a comprare oggetti che non ci servono e che finiscono per toglierci l’aria.

Infatti vivere all’insegna della leggerezza è una grande prova: significa non avere paura di sè e degli altri, sentirsi adeguati e capaci di godere dell’essenziale, in totale sicurezza. Proprio come ha fatto la scrittrice Clara Bensen che nel suo libro “Io viaggio leggera” descrive la sua vacanza senza bagaglio ma solo con i vestiti indossati e poco altro. Una pazzia? Piuttosto una grande dimostrazione (seppur estrema) di leggerezza e di detox.

Ma da dove dobbiamo partire per conquistare la leggerezza e viverla? Possiamo partire dal fare a meno dei bijoux- ci consiglia la prof.ssa Maria Beatrice Toro-proprio perchè ci appesantiscono e bloccano alcuni nodi energetici importanti, come collo, polsi e caviglie. In questo modo finiamo Bloccati in un corpo ristretto, limitato, non libero. O cambiare le proprie abitudini per abbracciarne di più sane: piuttosto che privilegiare la corsa ai saldi con le amiche, proponiamo una bella passeggiata al parco, in abiti comodi e senza trucco, all’insegna della leggerezza.

E quale momento migliore per fare un sano decluttering se non proprio quello del rientro dalle vacanze? E allora dedichiamoci in questo tempo ad armadi e cassetti, troppo spesso pieni di un passato che non ci appartiene più ma che ci tiene imprigionati. Creare un spazio vuoto può far paura ma è sicuramente un primo importante passo verso una nuova vita all’insegna della leggerezza e della libertà!

 

Annunci

Finisce la scuola: istruzioni per bambini e genitori

coper

Ci troviamo in un periodo dell’anno molto importante per bambini e ragazzi: è il tanto desiderato momento della pausa estiva che giunge dopo un intero anno scolastico che ha richiesto impegno e sacrificio. Ed è così che, inevitabilmente, anche i più piccoli risentono della fatica anche in questa fase di stop e di vacanza. Come aiutarli?VERO_11.3.17-2-002Ce ne parla la prof.ssa Maria Beatrice Toro, autrice del libro “Crescere con la mindfulness. Una guida per bambini (e adulti) sotto pressione (FrancoAngeli) su Vero Salute, in un’intervista a cura di Francesca Solari.

I bambini di oggi, proprio come noi adulti, sono sottoposti ad un vero e proprio “bombardamento di stimoli”: la scuola, le tante attività extrascolastiche, lo sport; vivono in un mondo in cui viene chiesto loro di essere sempre in movimento senza potersi fermare mai. Ma, il risultato è che diventa difficile riuscire a godere appieno di un momento di pace e serenità in cui poter semplicemente “stare” e godere di questo tempo con i propri genitori -ci spiega la prof.ssa Toro. D’altra parte, i bambini si trovano spesso di fronte a genitori che, piuttosto che imporsi come figure di riferimento solide, tendono ad essere loro coetanei nei giochi e nel divertimento, i cosiddetti “adultescenti” -continua la prof.ssa Toro. E molto spesso, essendo loro stessi presi dal controllare l’ultimo Whatsapp sullo smartphone, finiscono per essere fisicamente con i loro figli, ma con la testa altrove.

Dobbiamo imparare ad accorgerci dei segnali di stress che mostrano i nostri figli sia  fisici (mal di testa, mal di pancia…) oppure emotivi o relazionali (ansia, nervosismo al mattino, chiusura sociale…) o ancora comportamentali (difficoltà ad addormentarsi, scoppi d’ira…).  E la mindfulness può aiutarci ad intervenire e a promuovere la serenità ed il benessere anche dei più piccoli. Parliamo di una vera e propria educazione all’attenzione che ha dei benefici visibili: la riduzione del cortisolo (e quindi dello stress), la diminuzione dell’ansia e il miglioramento delle capacità cognitive e una più sviluppata intelligenza emotiva.

Bastano pochi minuti al giorno per avvicinare anche i più piccoli a questa pratica. copertina-crescere-mind-x-sito-ridimensionataAttraverso dei semplici giochi ed esercizi pensati proprio per i bambini dai 5 ai 12 anni che la prof.ssa Toro ci descrive nel suo libro. Per esempio, per aiutare i più piccoli a focalizzare l’attenzione sul respiro e sul corpo si può utilizzare il gioco  “Leggero come una nuvola”. Si chiede al bambino di sdraiarsi e di immaginare una nuvoletta gonfia e tesa prima di un acquazzone. Si porta l’attenzione sul corpo e sulle sensazioni prima e dopo l’acquazzone, così che il bambino riesca a sperimentare la tensione ed il rilassamento.  Inoltre,  per ogni bambino è importante che ogni cosa che sente e che prova venga rispettata e riconosciuta. Può essere di aiuto stimolare il bambino a disegnare le sue emozioni o utilizzare anche in questo caso dei giochi. Una delle emozioni che risulta più frequente nei bambini è quella della paura e la prof.ssa Toro ci spiega come aiutare i più piccoli a fronteggiarla. Chiediamo al bambino dove la sente nel corpo: quella sarà la stanzetta della paura, lui se ne dovrà prendere cura, pensare a come abbellirla e in questo modo la paura sarà ascoltata ed uscirà poco a poco.

E’ fondamentale fare anche un po’ di “decluttering” partendo dalle cose materiali: 2017-05-31 14.24.55_resizedsi può iniziare a togliere i giocattoli che non servono più, deponendoli in cantina e riordinare la stanza può essere fatto insieme, come un gioco o una piccola routine. Ma questa leggerezza deve essere anche applicata alla vita del bambino: lo sport e gli altri impegni vanno programmati ricavando sempre almeno 10 minuti di stacco e di pausa. Cerchiamo però di mantenere un equilibrio, evitando l’overdose di impegni: ciò che non è indispensabile (come la scuola, lo studio ma anche un’attività fisica o la compagnia di un amichetto) può e deve essere eliminato.

Attraverso semplici accorgimenti e piccole attività (da fare insieme) possiamo aiutare i più piccoli a gestire i tantissimi impegni e i molteplici stimoli a cui sono sottoposti, promuovendo il loro benessere e la loro tranquillità -conclude la prof.ssa Toro.

Meditate bambini!

In uscita oggi su “Il venerdi” di Repubblica un’interessante intervista di Giulia Villoresi alla prof.ssa Maria Beatrice Toro.

IMG_20170120_181909.jpg

Parliamo di stress infantile: conosciamo bene le sue manifestazioni ( mal di testa, mal di pancia, problemi nel sonno, aggressività). Forse ciò che non sappiamo è che le malattie psichiatriche in età evolutiva sono aumentate molto rispetto al passato ( parliamo di quasi quattro milioni di bambini e ragazzi e la cifra tende a crescere).

Attualmente, nel panorama scientifico, si è diffuso un nuovo approccio terapeutico e preventivo: la mindfulness, ovvero la “piena consapevolezza”, concetto elaborato da Jon Kabat-Zinn. Oggi la mindfulness viene utilizzata con successo nella cura di diversi disturbi dell’età adulta ma può essere impiegata anche con i più piccoli (con alcuni accorgimenti naturalmente). Su questi principi la prof.ssa Maria Beatrice Toro ha scritto il suo libro “Crescere con la mindfulness. Una guida per bambini (e adulti) sotto pressione”, in cui illustra alcuni semplici esercizi da fare con i più piccoli.2017-01-20 18.17.59.jpg

Proviamo a chiederci cosa rende felici i bambini? La risposta ce l’ha data quasi settant’anni fa Maria Montessori: la concentrazione. Ed è proprio su questo che agisce la mindfulness: attraverso la pratica è possibile imparare a stare sul qui ed ora, sul momento presente, sulle sensazioni corporee e sulle emozioni. E tutto ciò può essere fatto anche con i bambini, attraverso piccoli esercizi e giochi anche per poco tempo durante il giorno.

Uno di questi esercizi – ci spiega la prof.ssa Toro- è il decluttering: cioè la liberazione             ( fisica e psicologica) dello spazio vitale. In questo modo aiutiamo il bambino a liberarsi delle cose superflue che troppo spesso invadono la sua realtà.

Oppure, possiamo aiutare i piu piccoli a prendere consapevolezza dei propri sensi attraverso piccoli giochi: invitare il bambino a guardare un oggetto come se fosse la prima volta, facendolo soffermare sui dettagli. Oppure insegnargli come focalizzarsi sul respiro (requisito fondamentale in ogni pratica meditativa), attraverso le bolle di sapone.

Nella nostra società, dove i bambini sono costantemente carichi di impegni, sottoposti a stimolazioni continue e spesso vittime dell’iperprotettività dei genitori, la mindfulness permette anche ai più piccoli di ridurre lo stress e il disagio causato dai ritmi odierni  stimolando la creatività, la conoscenza di sè e degli altri, favorendo l’attenzione e la concentrazione.

 

Ordine e disordine

 

La prof.ssa Maria Beatrice Toro è ospite della trasmissione “Dio li fa poi li accoppia” su TV2000 per parlarci di ordine e disordine.

Il disordine – ci spiega la prof.ssa- non è negativo di per sé poiché racchiude anche caratteristiche di creatività, di fantasia e di novità che si manifestano in un approccio alla vita più leggero, più dinamico. Ma quando quest’abitudine diventa più radicata e pervasiva allora si parla di trascuratezza.

Allo stesso modo, un eccesso di ordine non è così positivo come si pensa; diversi studi scientifici hanno dimostrato che le persone che non resistono all’impulso di riordinare continuamente hanno proprio differenze cerebrali rispetto alle altre persone e manifestano una sensibilità specifica che in psicologia viene denominata” la sensazione che le cose non sono dove dovrebbero essere”.

Le persone disordinate non hanno proprio questa sensibilità e, anche quando cominciano a mettere in ordine, non sentono il beneficio e sentono molto la fatica ma, anche il disordinato più incallito finisce per provare fastidio di fronte a questi cumuli di oggetti che danno una sensazione di soffocamento, impedendo di iniziare qualcosa di nuovo.

D’altra parte- continua la prof.ssa Toro- mettere in ordine permette di abbassare il livello d’ansia poiché, sistemando le cose al di fuori, è come se si mettesse a posto anche la tensione interiore. Per questa ragione, mettere in ordine consente di “pulire la mente” nei momenti più stressanti e si rispecchia spesso in quello che più ci appartiene. Ad esempio, le donne possono orientare la loro attenzione nel sistemare l’armadio: riprendere in mano i vecchi vestiti, sentirsi grati per quello che si ha e decidere anche da cosa separarsi è un un buon esercizio di gratificazione e permette di concedersi al futuro e al cambiamento.

L’ordine ed il disordine di per sé non sono così negativi- conclude la prof.ssa Toro- ma lo diventano quando sono spinti all’estremo: ad esempio un disordine eccessivo impedisce la manutenzione degli oggetti o, al contrario, l’eccessivo ordine ( soprattutto quando si combina con la mania per l’igiene ) può causare danni alla pelle, alle mucose portando ad una maggiore fragilità fisica.

Ciò di cui necessitiamo è il giusto equilibrio!

Psico – decluttering !

FullSizeRender

La tendenza a conservare abiti, oggetti, lettere, riviste, finisce prima o poi per generare in casa, in ufficio o anche in macchina, un accumulo di cose futili che rendono invivibili e caotici i luoghi in cui vengono conservate.

Questo stato di disordine interessa la nostra vita sicuramente a livello materiale (abiti, armadi, oggetti vari che ingombrano la casa rendendola inospitale), ma può affliggerci anche a livello interiore. Siamo in uno stato di accumulo quando abbiamo difficoltà a liberare la mente da pensieri intrusivi, preoccupazioni, impegni, atteggiamenti inutili che ci impediscono di essere liberi.
A livello relazionale l’accumulo ci allontana dagli altri, perchè siamo così presi dal caos che qualsiasi forma di comunicazione finisce per collassare sotto il peso dei nostri ingombri.

Se riuscissimo però a capire anzitutto dove si trovano il sovraccarico e la confusione, potremmo applicare il decluttering…ovvero liberarci del superfluo, ottimizzare, fare ordine (dentro e fuori di noi), aderendo così ad uno stile di vita più sano poiché libero da qualunque “eccesso”.

La Prof.ssa Maria Beatrice Toro, in un articolo uscito sulla rivista Donna Moderna, prova a fornire qualche consiglio pratico.

  • Se la tua mente è sovraccarica di pensieri che proliferano a ritmo vertiginoso e la costante preoccupazione per il futuro ti logora, puoi iniziare il tuo decluttering concedendoti di vivere il momento presente. 
  • Se, invece, il sovraccarico è maggiormente concentrato sul fisico e ti senti appesantito da una quantità esagerata di impegni per cui la tua giornata somiglia a una corsa a ostacoli, come prima cosa impara a chiedere aiuto agli altri, chiedi di essere sostenuto, cominciando dalle piccole cose; che si tratti di chiedere al tuo partner di occuparsi per una volta della spesa o della cucina oppure di delegare a un collega un po’ del tuo lavoro.
  • Infine, nel caso di un sovraccarico relazionale in cui ti senti costantemente ipercoinvolto a livello sociale e senti di non riuscire mai a dire di no e poi ti penti perché senti di non farcela a stare dietro a tutto e a tutti allora…..Impara semplicemente a dire di no e trova il coraggio di staccare la spina.

L’arte del decluttering

Lasciar andare la zavorra di materiale inutilizzato cui siamo irrazionalmente attaccati aiuta a vivere più consapevolmente #decluttering

Mindfulness

La trasandatezza nel conservare gli abiti o nel tenere in ordine la casa mantiene le cose in uno stato di semi – vita e può imprigionarti e congelarti fuori dal tempo e dai rapporti con gli altri.

Lasciar andare la zavorra di materiale inutilizzato cui siamo irrazionalmente attaccati può essere un metodo che aiuta a vivere più consapevolmente; si procede al decluttering con il metodo della sottrazione, eliminando ciò che è superfluo e ci appesantisce… ne possiamo fare un momento di intensa presenza a noi stessi. L’atto del decluttering stesso può essere una pratica di mindfulness informale. Un esercizio di meditazione che consiste nell’esaminare le proprie cose e le emozioni che ci procurano, con gratitudine per ciò che ci hanno dato e rispetto nel separarsene, regalandole a chi ne può fare un uso più concreto.

decluttering

View original post

…conto alla rovescia per il #decluttering

Noi umani abbiamo la forte tendenza a trovare ordine dove c’è il disordine, anche a costo di inventarcelo…

E’ un istinto di base, una poetica voglia di indovinare le regole nascoste nel mondo.

Nella nostra vita, tuttavia, le regole le mettiamo noi. Ma non può esistere ordine senza caos, caos senza ordine, razionalità senza divergenza, divergenza senza razionalità; e il modo in cui facciamo ordine dice molto di noi… tutti siamo capaci a sistemare una borsa o un armadio, ma ci vuole un’anima grande per dominare il caos. Order Or Chaos Directions On A Signpost

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: