Violetta: il parere degli psicologi sull’ultima icona mediatica

Perché questo personaggio creato dalla Disney si è imposto all’attenzione non solo e non tanto di adolescenti ma di bambine e soprattutto bambini anche di 4 anni di molti paesi, fenomeno senza precedenti? ne tratta Piera Lombardi in questo articolo http://www.controlacrisi.org/notizia/Altro/2014/1/15/39016-violetta-puo-nuocere-alla-salute-il-parere-degli-psicologi/

con il contributo di Maria Beatrice Toro.

Scrive Piera Lombardi:

“A differenza degli ‘idoli’ del recente passato, come Hannah Montana, ad esempio, il successo di Violetta si basa su un cocktail di elementi più realistici, che indica una sorta di iper-maturazione delle bambine, oggi in grado di accogliere scenari diversi da quelli della fantasia per buttarsi a capofitto in dinamiche molto simili a quelle della vita reale”.

Nativi digitali e merchandising

“Il successo di Violetta si deve anche all’appeal degli eventi associati: le prime cinematografiche, gli show dal vivo. Il merchandising classico, fatto perlopiù di magliette, zainetti, bambole e accessori per la scuola è stato affiancato alla dimensione interattiva, ormai irrinunciabile. Con l’evento, più che vendere un oggetto, si vende un’ ‘esperienza’ emotivo-relazionale. I nativi digitali colgono il valore aggiunto di questa dimensione e la moltiplicano attraverso la condivisione via smartphone”.

Nel futuro ci possiamo immaginare bambini adultizzati e adulti infantilizzati, sedotti dalla dimensione ludica del vivere. Attualmente, peraltro, le bambine sono molto precoci: l’età delle prime sfide con se stesse si è abbassata. A 8-10 anni hanno gusti musicali precisi, la band preferita, “i poster in cameretta, si preoccupano della linea, dell’abbigliamento e, persino, della loro ‘popolarità’! In Violetta c’è tutto questo: musica, sfida, competizione, intrighi tra amiche, innamoramenti, segreti e famiglie complicate”.

Si tratta di uno schiacciamento generazionale, laddove a bambini cresciuti in fretta si accostano adulti che non sempre hanno il coraggio di porsi come educatori. Presentarsi come compagni di giochi e scorribande consente di evitare il conflitto con i figli, che, però, in balia di se stessi, diventano, specie in adolescenza, facili prede di ansie e dipendenze.

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