Alleggerisci la tua vita

Parliamo (purtroppo) di rientri. Un recente report di eBay ha evidenziato che a luglio c’è stato un incremento nella richiesta e nell’acquisto di trolley di piccole dimensioni, Un indicatore chiaro di vacanze spartane, vissute in leggerezza. Ma la realtà è differente, proprio perchè  le nostre valigie vengono organizzate piuttosto secondo il motto “Non si sa mai”. Ed e così che finiamo per portare tantissime cose ed utilizzarne solo la metà.

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Come ci spiega la prof.ssa Maria Beatrice Toro- in vacanza ci sentiamo autorizzati ad essere e a mostrarci agli altri in modo più diretto e semplice. Al contrario nella quotidianità, l’‘abito  o gli accessori che indossiamo,  diventano una divisa che deve mostrare agli altri il nostro ruolo nella società, un qualcosa che deve corrispondere ad un modello riconoscibile da tutti. Ma tutto questo, non fa altro che alimentare stress perchè non ci permette di essere liberi fino in fondo, sempre alla ricerca spasmodica di maschere da indossare per ogni occasione che lo richiede.

Ma è importante sottolineare che spesso facciamo acquisti quando siamo insoddisfatti e agiamo per automatismo-ci spiega la dottoressa Gaia Vicenzi, responsabile di PsyModa. Questo avviene perchè lo shopping fa entrare in gioco l’ormone del piacere, la dopamina, e ci induce a comprare oggetti che non ci servono e che finiscono per toglierci l’aria.

Infatti vivere all’insegna della leggerezza è una grande prova: significa non avere paura di sè e degli altri, sentirsi adeguati e capaci di godere dell’essenziale, in totale sicurezza. Proprio come ha fatto la scrittrice Clara Bensen che nel suo libro “Io viaggio leggera” descrive la sua vacanza senza bagaglio ma solo con i vestiti indossati e poco altro. Una pazzia? Piuttosto una grande dimostrazione (seppur estrema) di leggerezza e di detox.

Ma da dove dobbiamo partire per conquistare la leggerezza e viverla? Possiamo partire dal fare a meno dei bijoux- ci consiglia la prof.ssa Maria Beatrice Toro-proprio perchè ci appesantiscono e bloccano alcuni nodi energetici importanti, come collo, polsi e caviglie. In questo modo finiamo Bloccati in un corpo ristretto, limitato, non libero. O cambiare le proprie abitudini per abbracciarne di più sane: piuttosto che privilegiare la corsa ai saldi con le amiche, proponiamo una bella passeggiata al parco, in abiti comodi e senza trucco, all’insegna della leggerezza.

E quale momento migliore per fare un sano decluttering se non proprio quello del rientro dalle vacanze? E allora dedichiamoci in questo tempo ad armadi e cassetti, troppo spesso pieni di un passato che non ci appartiene più ma che ci tiene imprigionati. Creare un spazio vuoto può far paura ma è sicuramente un primo importante passo verso una nuova vita all’insegna della leggerezza e della libertà!

 

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Liberiamoci dallo stress con la mindfulness

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In una società come la nostra, dove si è costantemente in movimento, divisi tra mille impegni ed attività, è inevitabile sentirsi stressati. Abbiamo perso la capacità di godere di ogni momento e viviamo proiettati costantemente verso gli obiettivi futuri. Ma la mindfulness può aiutarci ad arrestare il “pilota automatico” e a vivere pienamente il presente. Ci spiega come la prof.ssa Maria Beatrice Toro, esperta di mindfulness ed autrice del libro “Crescere con la mindfulness. Una guida per bambini (e adulti) sotto pressione (Le Comete-FrancoAngeli), in questa intervista sulla Gazzetta del Mezzogiorno.

La mindfulness è una tecnica elaborata dal biologo Jon Kabat-Zinn che permette di imparare ad orientare l’attenzione con volontà di farlo, sospendendo il giudizio verso se stessi e gli altri. Si basa su una serie di esercizi che si concentrano sul corpo (o su una parte di esso) e sul respiro. Focalizzando l’attenzione su uno di questi aspetti, si distoglie la mente dal flusso di pensieri nel quale siamo costantemente immersi, in modo da potere vivere pienamente la realtà nel preciso momento in cui ci troviamo -ci spiega la prof.ssa Toro.

2017-06-07 18.06.26.jpgLe ricerche scientifiche ci mostrano che, dopo un protocollo di 8 settimane (Mindfulness-Based Stress Reduction-MBSR), si verificano dei cambiamenti a livello cerebrale: l’ispessimento della corteccia celebrale che si traduce in effetti positivi a carico della memoria e della concentrazione ed inoltre, la riduzione dell’amidgala, ovvero la regione legata alle paure e alle tensioni. Inoltre, questa tecnica meditativa permette di abbassare i livelli di ansia ed insegna a sospendere il giudizio verso se stessi e gli altri, consentendo anche un miglioramento delle relazioni interpersonali. La mindfulness permette di vivere il momento presente che è la condizione indispensabile per essere felici-ci spiega la prof.ssa Toro. Quando non riusciamo a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati siamo insoddisfatti ed infelici; con la mindfulness possiamo imparare a concentrarci sul “qui ed ora” ed iniziare ad apprezzare ogni momento, riuscendo a disinnescare il “pilota automatico” che spesso ci fa prendere decisioni affrettate quando siamo sotto stress, costantemente proiettati nel futuro.

Lo stress è causa di infiammazione e indebolimento del sistema immunitario ed è per questo che un’esposizione prolungata può causare malattie. Ma  la mindfulness può essere di supporto nel rinforzare le difese naturali dell’organismo e di aiuto anche per i pazienti con malattie croniche, poichè insegna a vivere il momento di difficoltà con tranquillità ed accettazione. Immagine1
Ma la mindfulness non è rivolta solo agli adulti. Questa tecnica può essere adattata anche ai bambini, con degli esercizi pensati proprio per la fascia di età che va da 5 ai 12 anni, così come li descrive la prof.ssa Toro nel suo libro. I bambini sono portati a vivere nel presente ma, le pressioni dei genitori e della società in generale, li costringono ad essere continuamente attivati, pieni di impegni e di attività che, sovrapponendosi, non permettono ai più piccoli di concentrarsi e di godere realmente di ogni momento che vivono. Ma questa tecnica è utile anche per le persone anziane: in questa fase del ciclo di vita, infatti, alcune funzioni cognitive come la memoria e l’attenzione tendono a calare. Grazie alla pratica si può avere un effetto positivo su queste abilità cognitive e prevenire anche malattie come  l’ Alzheimer o altre forme di demenza senile. Ma la mindfulness si rivela utile anche in fasi della vita specifiche in cui avvengono cambiamenti profondi, come l’adolescenza o la menopausa o, in aggiunta, ne possono beneficiare anche gli sportivi per migliorare le proprie prestazioni.

La mindfulness, più in generale, è indicata per chi vive una situazione di disagio, frustrazione o precarietà, perchè aiuta la persona a ritrovare l’equilibrio per vivere serenamente-conclude la prof.ssa Toro.

Precarietà: il dramma dei giovani senza futuro

La prof.ssa Maria Beatrice Toro è ospite su TV2000 per affrontare il delicato tema della precarietà in cui si trovano i giovani di oggi, senza un lavoro e senza un futuro.

Ciò che più colpisce – ci spiega la prof.ssa Toro- è il declino della meritocrazia e di quella che è la normale aspettativa di collocazione lavorativa. Seguendo diversi adolescenti nel suo lavoro, l’esperta ci sottolinea come molto spesso essi vengano cresciuti nel mito di essere speciali ed unici. Fin da piccoli, i genitori, in una spinta narcisistica, cercano nel proprio bambino una diversità, un talento ( che può esserci realmente o anche essere visto solo dalla famiglia) che gli permetta di spiccare sugli altri. In questo modo, il ragazzo impara che se è speciale può farcela nella vita, altrimenti è solo normale, come se la normalità fosse qualcosa di svantaggioso.

Il bambino impara a non tollerare le frustrazioni perchè vive in un modo in cui non si dicono i no. I genitori, ma anche la società tende a perdonargli sempre tutto.

E molto spesso, quando questi bambini diventati adolescenti si trovano di fronte alle frustrazioni del mondo del lavoro rimangono spiazzati ed iniziano a sentirsi inadeguati, sviluppando in alcuni casi sintomi depressivi. Ma d’altra parte- conclude la prof.ssa Toro- i giovani hanno imparato che il loro processo di autonomizzazione è più complicato del passato e non coincide con lavoro-matrimonio. In virtù di questo, molti ragazzi hanno trovato dei nuovi modi eroici di reagire e diventare autonomi, andando ad esempio a vivere insieme ed aiutandosi l’uno con l’altro.

 

Vuoi cambiare la tua vita? Esci dalla comfort zone

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Sulla rivista Donna Moderna parliamo di comfort zone e di quanto possa essere positivo uscirne in un’intervista a cura di Giorgiana Scianca.

Per quanto possa sembrare difficile, abbandonare le proprie abitudine può consentirci di vivere esperienze inaspettate che possono attivare risorse personali che non pensavamo di avere – spiega la prof.ssa Maria Beatrice Toro. Iniziando a fare dei piccoli camdownloadbiamenti nella quotidianità possiamo sperimentare un senso di onnipotenza che ci porterà a fare cose più grandi.
Proprio perchè viviamo in una società caratterizzata da precarietà ed incertezza, se non riusciamo a prendere in mano la nostra vita finiremo per sentirci persi. D’altra parte ci vengono continuamente offerti stimoli e possibilità ed è necessario attivare le nostre risorse personali per coglierli.

E allora mettiamoci in gioco con il test ” Sei libera o prigioniera delle tue abitudini?” ideato dalla prof.ssa Maria Beatrice Toro che trovate su Donna Moderna!

Sei un vulcano di iniziative e per te uscire dalla comfort zone è un atteggiamento naturale? oppure temi il giudizio degli altri e ciò ti frena? o ancora non ti senti mai all’altezza e non pensi mai di cambiare?

Scoprilo facendo il test per capire meglio come sei e per ricevere i consigli dell’esperta!

Il futuro

La prof.ssa Maria Beatrice Toro è ospite della trasmissione “Dio li fa poi li accoppia” su Tv2000 per parlarci del futuro.

Il futuro – ci spiega la prof.ssa Toro- è qualcosa che non possiamo prevedere accuratamente e, proprio per questo motivo, può rappresentare una fonte di eccitazione e speranza ma anche di timore per gli imprevisti non pianificabili.

 

 

Il valore dei legami tra culture diverse

La prof..sa Maria Beatrice Toro è ospite della trasmissione “Dio li fa poi li accoppia” su TV2000 per parlarci del valori dei legami tra persone di culture diverse.

Nell’incontro fra mondi diversi, sono molti gli aspetti che possono creare difficoltà nella coppia, come la religione o il doversi scontrare con il rifiuto e la non accettazione della persona che si ama da parte della propria famiglia di origine.

D’altra parte, ciò che realmente conta – ci spiega la prof.ssa Toro- è che i due partner siano invece concordi sui temi caldi come quello della crescita e dell’educazione dei figli o la condivisione dei valori e gli obiettivi della famiglia che si sta formando.

 

Ordine e disordine

 

La prof.ssa Maria Beatrice Toro è ospite della trasmissione “Dio li fa poi li accoppia” su TV2000 per parlarci di ordine e disordine.

Il disordine – ci spiega la prof.ssa- non è negativo di per sé poiché racchiude anche caratteristiche di creatività, di fantasia e di novità che si manifestano in un approccio alla vita più leggero, più dinamico. Ma quando quest’abitudine diventa più radicata e pervasiva allora si parla di trascuratezza.

Allo stesso modo, un eccesso di ordine non è così positivo come si pensa; diversi studi scientifici hanno dimostrato che le persone che non resistono all’impulso di riordinare continuamente hanno proprio differenze cerebrali rispetto alle altre persone e manifestano una sensibilità specifica che in psicologia viene denominata” la sensazione che le cose non sono dove dovrebbero essere”.

Le persone disordinate non hanno proprio questa sensibilità e, anche quando cominciano a mettere in ordine, non sentono il beneficio e sentono molto la fatica ma, anche il disordinato più incallito finisce per provare fastidio di fronte a questi cumuli di oggetti che danno una sensazione di soffocamento, impedendo di iniziare qualcosa di nuovo.

D’altra parte- continua la prof.ssa Toro- mettere in ordine permette di abbassare il livello d’ansia poiché, sistemando le cose al di fuori, è come se si mettesse a posto anche la tensione interiore. Per questa ragione, mettere in ordine consente di “pulire la mente” nei momenti più stressanti e si rispecchia spesso in quello che più ci appartiene. Ad esempio, le donne possono orientare la loro attenzione nel sistemare l’armadio: riprendere in mano i vecchi vestiti, sentirsi grati per quello che si ha e decidere anche da cosa separarsi è un un buon esercizio di gratificazione e permette di concedersi al futuro e al cambiamento.

L’ordine ed il disordine di per sé non sono così negativi- conclude la prof.ssa Toro- ma lo diventano quando sono spinti all’estremo: ad esempio un disordine eccessivo impedisce la manutenzione degli oggetti o, al contrario, l’eccessivo ordine ( soprattutto quando si combina con la mania per l’igiene ) può causare danni alla pelle, alle mucose portando ad una maggiore fragilità fisica.

Ciò di cui necessitiamo è il giusto equilibrio!

Un minuto per te…sogna sempre in grande

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Un nuovo spunto di riflessione sulla rivista Starbene a cura di Rossana Cavaglieri che ha intervistato la prof.ssa Maria Beatrice Toro.

Questa volta lo scenario è la grande savana con le sue immense strade. Ma papà struzzo cammina tranquillo con i suoi piccoli e conosce bene la sua nidiata. Ciò che colpisce – sottolinea la prof.ssa Toro- è il modo in cui i piccoli seguono il genitore: fieri e fiduciosi, camminano accanto al padre e sembrano godersi l’avventura. Questo grande uccello ci mostra, contrariamente ai pregiudizi, l’importanza dei legami affettivi: con la presenza di una guida che ispiri fiducia tutti noi, così come questi pulcini, possiamo camminare sicuri verso l’ignoto.

E così possiamo sognare in grande, sempre.

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