La scuola è finita: cosa fare?

Ci siamo: la scuola è finita ed iniziano le vacanze. La prof.ssa Maria Beatrice Toro, autrice del libro “Crescere con la mindfulness. Una guida per bambini (e adulti) sotto pressione, ci offre dei suggerimenti per godere al meglio di questo break estivo in un’intervista su Radio Cusano.

Sarebbe opportuno lasciare ai nostri figli la possibilità di rilassarsi subito dopo la fine dell’impegnativo anno scolastico. L’ideale sarebbe lasciarli a casa qualche giorno per dare l’idea del cambiamento rispetto alla routine scolastica. Ma d’altra parte, questo non è sempre possibile, proprio perché molti genitori lavorano tutto il giorno: è necessario, però, interrompere la modalità multitasking perché questo deve essere un momento di relax. Un aiuto fondamentale potrebbe essere dato dai nonni, una risorsa importantissima per i nostri figli.

In questo periodo si sta affacciando l’idea di lasciare aperte le scuole anche durante l’estate. Questa proposta è rivoluzionaria ma offre molti spunti di apertura: la possibilità di trasformare le scuole in centri polifunzionali in cui si svolgono attività culturali ha dei benefici evidenti sui problemi concreti delle famiglie, dove ci sono genitori che lavorano tutto il giorno e non ci sono nonni che possono aiutare -ci spiega la prof.ssa Toro.

I centri estivi offrono ai bambini moltissime occasioni di crescita: la possibilità di cooperare con gli altri, di essere in un gruppo di coetanei e amici, la libertà di fare attività che siano meno strutturate di quelle proposte durante l’anno dalla scuola e il doversi mettere in gioco nella relazione con gli altri, senza che l’adulto agisca da mediatore o fornisca le regole. Molto spesso, infatti, i genitori tendono a “mettersi in mezzo” per tutelare il proprio figlio, sostituendosi a lui. Questo, seppur legittimo e comprensivo, non permette al bambino di imparare a trovare le soluzioni quando è in difficoltà, perché c’è sempre qualcuno che fa per lui o a tollerare le frustrazioni o i “no”.

I campi estivi hanno delle specificità: vengono proposte attività di apprendimento di una nuova lingua o sport differenti. Però è importante che,  nella scelta di quello più adatto per il proprio figlio, il genitore impari a conoscere la realtà del proprio bambino, i suoi interessi, le attitudini e le capacità.

Ma se si ha la fortuna di avere dei nonni attivi, che possono portare i nipoti al parco o al mare in questo periodo, creando un piccolo gruppo di altri nonni e bambini, sarebbe preferibile scegliere questa soluzione piuttosto che il campo estivo. L’importante è non sovraccaricare i nonni -conclude la prof.ssa Toro- perché hanno anche loro il diritto di rilassarsi in questo periodo di break.

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Superare il confine della comfort zone

Molte persone, istintivamente, tendono a vivere la propria vita e le proprie relazioni all’interno della comfort zone, ovvero in una situazione in cui si sentono a proprio agio, si sentono sicuri di sè e sperimentano una tranquillità che gli consente di evitare ogni forma di stress, ansia o paura. In realtà, spiega Beatrice Toro ai microfoni di Radio Capital, seppur naturale, non bisogna sostare troppo a lungo nella zona di comfort perchè potrebbe trasformarsi in una gabbia paralizzante che finirà per precludere ogni opportunità. Andando oltre le abitudini si dà voce alla creatività, si consente alle energie di mettersi in movimento nel corpo, di trasformare la paura e l’ansia, che si attivano di fronte a una “nuova situazione”, in motori che permettono di andare oltre i limiti e raggiungere, ove possibile, dei successi o scoprire nuove risorse di cui ancora non si è consapevoli.

Un minuto per te… nell’incanto del cielo stellato

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Un nuovo spazio dedicato a noi stessi sulla rivista Starbene, a cura di Rossana Cavaglieri con un’intervista alla prof.ssa Toro.

Cosa c’è di più incantevole di un cielo stellato? Esso collega ogni cosa come un gigantesco network e proprio questo- spiega la prof.ssa Toro- può aiutarci quando ci sentiamo soli o ci troviamo lontani dalle persone care. Ci basta pensare che guardiamo ed abitiamo tutti sotto lo stesso cielo e siamo quindi tutti più vicini. Ma questa volta celeste è anche un luogo antico e misterioso e se siamo in grado di ascoltarlo può metterci in contatto con il nostro bambino interiore e regalarci tutta la magia del suo splendore.

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