Un’indagine che fa luce sui desideri
DoxaKids e SOS Il Telefono Azzurro Onlus, attraverso L’Osservatorio Adolescenti , hanno provato a rispondere alla domanda “Cosa vuol dire essere un adolescente oggi?”
La difficoltà di sognare
Ciò che colpisce, nell’indagine sopracitata, ma anche in altre rilevazioni, è la centralità della cura della propria immagine e del soddisfacimento dei bisogni più immediati a discapito della cura di qualcosa di più ampio e profondo (temi etici, ma anche progetti di realizzazione di sé in un lavoro significativo, in una famiglia, in una comunità), che sono presenti in una minoranza di ragazzi. Oggi, a causa della colossale pervasività della dimensione dell’immediatezza, non sembrano esserci più né il tempo né luogo per sognare un mondo migliore… E, forse, neppure per pensare il proprio progetto. Molti ragazzi sono in difficoltà quando si tratta di elaborare piani che richiedono un po’ di tempo e fatica: cresciuti senza troppi no, sono stati resi fragili e dipendenti dall’iperprotettività dei genitori.
La crisi economica ha amplificato, poi, le difficoltà insite nella complessità della globalizzazione, portando gli adulti a trasmettere un clima di sfiducia e di pessimismo. Fatto sta che i giovani di oggi sembrano aver bisogno di essere ”aiutati a sognare”!
Un giovane che non sogna è una ferita sociale che ci riguarda tutti, perché il giovane ha bisogno di sognare e se non lo fa è un giovane malinconico, che non avrà la forza di affermarsi e neanche di essere felice… restando dipendente dalla famiglia di origine. Questa viene vissuta come un “bene rifugio”, un luogo a cui tornare o dal quale non distaccarsi mai, troppo spaventati dal mondo e troppo pessimisti sulla vita.
Il ruolo degli adulti
La società
La società oggi è, infatti, molto infantilizzata e a volte cede alla tentazione di usare i giovani come riferimento (basta guardare a quanto gli adulti spesso occupino i social con modalità giovanilistiche, o prendano ispirazione dai figli per scegliere l’abbigliamento e il linguaggio), mentre dovrebbero essere loro a trovare il riferimento in noi, sia pure per metterlo in discussione e superarlo. Cerchiamo, dunque, di essere talent scout delle loro qualità, se ce lo chiedono, aiutiamoli a scoprire cosa li potrebbe ispirare, quale sia la società che vorrebbero, quale sia la loro vera vocazione, aldilà dei bisogni del momento.
Il distacco dall’adulto
L’articolo è stato pubblicato sulla rivista di animazione vocazionale “Rogate Ergo” del mese di novembre 2018 n.11

