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Disturbo borderline e abuso sessuale infantile

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Lo sviluppo di una patologia borderline si associa spesso a maltrattamento, trascuratezza, abuso infantile: i soggetti che hanno affrontato nell’infanzia tali gravi esperienze si rappresentano le altre persone come potenziamente ostili, o, in alternativa, possono idealizzare qualcuno all’inizio di un legame per poi svalutarlo o percepirlo come persecutorio. E’ il “triangolo drammatico”, nel quale i ruoli di salvatore, persecutore e vittima vengono alternativamente ricoperti da sè e dall’altro, in una relazione molto carica dal punto di vista emotivo e difficilmente gestibile.

L’abuso sessuale, dunque (specialmente se avviene in famiglia, luogo che dovrebbe poter essere il più sicuro), può produrre molti problemi psicologici, che colpiscono l’identità profonda della persona e le sue relazioni. Si tratta di problemi di lunga durata e di difficile risoluzione spontanea nel corso della vita. Molti, infatti, sono i processi mentali inficiati dall’abuso sessuale infantile: il primo e più evidente è la ferita dell’autostima, per cui la persona sente di aver scarso valore, poichè è stata tradita e maltrattata, trattata come una cosa da nulla. La vittima può anche colpevolizzarsi per quello che le è successo sentendosene, in fondo, responsabile. Questo dà luogo a sentimenti di indegnità personale e disistima di sè. Altre conseguenze possono essere ansia, depressione, inibizione della sfera sessuale.

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