Maria Beatrice Toro

Psicologa Psicoterapeuta

Archive for the ‘Uncategorized’ Category

La scuola è finita: cosa fare?

Posted by Maria Beatrice Toro su 21 giugno 2017

Ci siamo: la scuola è finita ed iniziano le vacanze. La prof.ssa Maria Beatrice Toro, autrice del libro “Crescere con la mindfulness. Una guida per bambini (e adulti) sotto pressione, ci offre dei suggerimenti per godere al meglio di questo break estivo in un’intervista su Radio Cusano.

Sarebbe opportuno lasciare ai nostri figli la possibilità di rilassarsi subito dopo la fine dell’impegnativo anno scolastico. L’ideale sarebbe lasciarli a casa qualche giorno per dare l’idea del cambiamento rispetto alla routine scolastica. Ma d’altra parte, questo non è sempre possibile, proprio perché molti genitori lavorano tutto il giorno: è necessario, però, interrompere la modalità multitasking perché questo deve essere un momento di relax. Un aiuto fondamentale potrebbe essere dato dai nonni, una risorsa importantissima per i nostri figli.

In questo periodo si sta affacciando l’idea di lasciare aperte le scuole anche durante l’estate. Questa proposta è rivoluzionaria ma offre molti spunti di apertura: la possibilità di trasformare le scuole in centri polifunzionali in cui si svolgono attività culturali ha dei benefici evidenti sui problemi concreti delle famiglie, dove ci sono genitori che lavorano tutto il giorno e non ci sono nonni che possono aiutare -ci spiega la prof.ssa Toro.

I centri estivi offrono ai bambini moltissime occasioni di crescita: la possibilità di cooperare con gli altri, di essere in un gruppo di coetanei e amici, la libertà di fare attività che siano meno strutturate di quelle proposte durante l’anno dalla scuola e il doversi mettere in gioco nella relazione con gli altri, senza che l’adulto agisca da mediatore o fornisca le regole. Molto spesso, infatti, i genitori tendono a “mettersi in mezzo” per tutelare il proprio figlio, sostituendosi a lui. Questo, seppur legittimo e comprensivo, non permette al bambino di imparare a trovare le soluzioni quando è in difficoltà, perché c’è sempre qualcuno che fa per lui o a tollerare le frustrazioni o i “no”.

I campi estivi hanno delle specificità: vengono proposte attività di apprendimento di una nuova lingua o sport differenti. Però è importante che,  nella scelta di quello più adatto per il proprio figlio, il genitore impari a conoscere la realtà del proprio bambino, i suoi interessi, le attitudini e le capacità.

Ma se si ha la fortuna di avere dei nonni attivi, che possono portare i nipoti al parco o al mare in questo periodo, creando un piccolo gruppo di altri nonni e bambini, sarebbe preferibile scegliere questa soluzione piuttosto che il campo estivo. L’importante è non sovraccaricare i nonni -conclude la prof.ssa Toro- perché hanno anche loro il diritto di rilassarsi in questo periodo di break.

Posted in scuola, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Guida alla scelta del centro estivo giusto

Posted by Maria Beatrice Toro su 13 giugno 2017

Fatto-Quotidiano_12.6.17-002        Fatto-Quotidiano_12.6.17-001

Con al chiusura delle scuole i genitori che lavorano tornano a fare i conti con la complessa gestione dei propri figli. Durante la ricerca della soluzione perfetta i genitori si avvalgono di tutti i volontari disposti a fornire un supporto, dalla mamma dell’amichetto che non lavora, alla zia che se ne occupa qualche giorno a settimana e… gli interrogativi che attanagliano le famiglie oscillano tutti attorno agli stessi temi: meglio la parrocchia o il centro estivo? Nonni o baby sitter? Lasciamo che si crogiolino tra videogiochi e tv oppure che siano intrattenuti da centri in cui sono possibili attività sportive e gite al mare?

“Sicuramente – riferisce la Prof.ssa Maria Beatrice Toro al Fatto Quotidiano – nei primissimi giorni di vacanza i bambini hanno bisogno di qualche momento di tranquillità utile per rigenerarsi dagli stress causati dall’ultimo periodo dell’anno che richiede sempre una grande concentrazione e un elevato dispendio di energie; hanno bisogno di rallentare le attività, di annoiarsi un pò e di sperimentare il dolce far niente, magari in compagnia di un amichetto. E’ poi auspicabile, se si ha la possibilità di avvalersi dell’aiuto di nonni attivi e volenterosi, far in modo che i più piccoli trascorrano le proprie giornate all’aperto, magari facendo una gita la mare o in campagna purchè i super nonni in questione non concedano troppi vizi, soprattutto un abuso di cibi e bevande insane o videogame e, soprattutto, abbiano il piacere di portarli fuori e non si sentano sfruttati troppo”.

Fatto-Quotidiano_12.6.17-002

In assenza di nonni prodigio però è possibile comunque organizzarsi e scegliere, tra la vastissima gamma di offerte che i centri estivi propongono, quella che meglio si confà alle caratteristiche dei più piccoli quindi continua la Prof.ssa:

“Se il bambino durante l’anno non ha mostrato particolari segni di disagio o difficoltà emotive è possibile optare per un centro estivo generico, magari centrato su attività all’aperto in cui offrire al bambino l’occasione di sperimentare se stesso all’interno di un nuovo gruppo di pari, di fare nuove amicizie e vivere e gestire anche i conflitti in autonomia. D’estate, indipendentemente dalle attività ricreative che si selezionano per i bambini, il tempo è meno incalzante, la giornata è meno strutturata e questo permette di dare ampio spazio al confronto comunicativo e all’aspetto relazionale. Se, al contrario, il bambino è inibito, un pò timido, meglio optare per un luogo in cui le attività siano più strutturate e centrate anche su attività didattiche orientate allo studio di una lingua o a esperienze con la natura. Per un bambino agitato e irruento la scelta potrebbe invece ricadere su centri che vadano maggiormente incontro a questo temperamento, in cui si prediligano le attività sportive, in cui ci siano pochi momenti di pausa e scarse occasioni in cui annoiarsi, meglio ancora ma solo per i più grandini, se si presentano possibilità di dormire qualche notte fuori.”

 

Posted in Famiglia, Genitori, Infanzia, scuola, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Liberiamoci dallo stress con la mindfulness

Posted by Maria Beatrice Toro su 7 giugno 2017

logo-gazzetta-del-mezzogiorno

In una società come la nostra, dove si è costantemente in movimento, divisi tra mille impegni ed attività, è inevitabile sentirsi stressati. Abbiamo perso la capacità di godere di ogni momento e viviamo proiettati costantemente verso gli obiettivi futuri. Ma la mindfulness può aiutarci ad arrestare il “pilota automatico” e a vivere pienamente il presente. Ci spiega come la prof.ssa Maria Beatrice Toro, esperta di mindfulness ed autrice del libro “Crescere con la mindfulness. Una guida per bambini (e adulti) sotto pressione (Le Comete-FrancoAngeli), in questa intervista sulla Gazzetta del Mezzogiorno.

La mindfulness è una tecnica elaborata dal biologo Jon Kabat-Zinn che permette di imparare ad orientare l’attenzione con volontà di farlo, sospendendo il giudizio verso se stessi e gli altri. Si basa su una serie di esercizi che si concentrano sul corpo (o su una parte di esso) e sul respiro. Focalizzando l’attenzione su uno di questi aspetti, si distoglie la mente dal flusso di pensieri nel quale siamo costantemente immersi, in modo da potere vivere pienamente la realtà nel preciso momento in cui ci troviamo -ci spiega la prof.ssa Toro.

2017-06-07 18.06.26.jpgLe ricerche scientifiche ci mostrano che, dopo un protocollo di 8 settimane (Mindfulness-Based Stress Reduction-MBSR), si verificano dei cambiamenti a livello cerebrale: l’ispessimento della corteccia celebrale che si traduce in effetti positivi a carico della memoria e della concentrazione ed inoltre, la riduzione dell’amidgala, ovvero la regione legata alle paure e alle tensioni. Inoltre, questa tecnica meditativa permette di abbassare i livelli di ansia ed insegna a sospendere il giudizio verso se stessi e gli altri, consentendo anche un miglioramento delle relazioni interpersonali. La mindfulness permette di vivere il momento presente che è la condizione indispensabile per essere felici-ci spiega la prof.ssa Toro. Quando non riusciamo a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati siamo insoddisfatti ed infelici; con la mindfulness possiamo imparare a concentrarci sul “qui ed ora” ed iniziare ad apprezzare ogni momento, riuscendo a disinnescare il “pilota automatico” che spesso ci fa prendere decisioni affrettate quando siamo sotto stress, costantemente proiettati nel futuro.

Lo stress è causa di infiammazione e indebolimento del sistema immunitario ed è per questo che un’esposizione prolungata può causare malattie. Ma  la mindfulness può essere di supporto nel rinforzare le difese naturali dell’organismo e di aiuto anche per i pazienti con malattie croniche, poichè insegna a vivere il momento di difficoltà con tranquillità ed accettazione. Immagine1
Ma la mindfulness non è rivolta solo agli adulti. Questa tecnica può essere adattata anche ai bambini, con degli esercizi pensati proprio per la fascia di età che va da 5 ai 12 anni, così come li descrive la prof.ssa Toro nel suo libro. I bambini sono portati a vivere nel presente ma, le pressioni dei genitori e della società in generale, li costringono ad essere continuamente attivati, pieni di impegni e di attività che, sovrapponendosi, non permettono ai più piccoli di concentrarsi e di godere realmente di ogni momento che vivono. Ma questa tecnica è utile anche per le persone anziane: in questa fase del ciclo di vita, infatti, alcune funzioni cognitive come la memoria e l’attenzione tendono a calare. Grazie alla pratica si può avere un effetto positivo su queste abilità cognitive e prevenire anche malattie come  l’ Alzheimer o altre forme di demenza senile. Ma la mindfulness si rivela utile anche in fasi della vita specifiche in cui avvengono cambiamenti profondi, come l’adolescenza o la menopausa o, in aggiunta, ne possono beneficiare anche gli sportivi per migliorare le proprie prestazioni.

La mindfulness, più in generale, è indicata per chi vive una situazione di disagio, frustrazione o precarietà, perchè aiuta la persona a ritrovare l’equilibrio per vivere serenamente-conclude la prof.ssa Toro.

Posted in mindfulness, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Finisce la scuola: istruzioni per bambini e genitori

Posted by Maria Beatrice Toro su 1 giugno 2017

coper

Ci troviamo in un periodo dell’anno molto importante per bambini e ragazzi: è il tanto desiderato momento della pausa estiva che giunge dopo un intero anno scolastico che ha richiesto impegno e sacrificio. Ed è così che, inevitabilmente, anche i più piccoli risentono della fatica anche in questa fase di stop e di vacanza. Come aiutarli?VERO_11.3.17-2-002Ce ne parla la prof.ssa Maria Beatrice Toro, autrice del libro “Crescere con la mindfulness. Una guida per bambini (e adulti) sotto pressione (FrancoAngeli) su Vero Salute, in un’intervista a cura di Francesca Solari.

I bambini di oggi, proprio come noi adulti, sono sottoposti ad un vero e proprio “bombardamento di stimoli”: la scuola, le tante attività extrascolastiche, lo sport; vivono in un mondo in cui viene chiesto loro di essere sempre in movimento senza potersi fermare mai. Ma, il risultato è che diventa difficile riuscire a godere appieno di un momento di pace e serenità in cui poter semplicemente “stare” e godere di questo tempo con i propri genitori -ci spiega la prof.ssa Toro. D’altra parte, i bambini si trovano spesso di fronte a genitori che, piuttosto che imporsi come figure di riferimento solide, tendono ad essere loro coetanei nei giochi e nel divertimento, i cosiddetti “adultescenti” -continua la prof.ssa Toro. E molto spesso, essendo loro stessi presi dal controllare l’ultimo Whatsapp sullo smartphone, finiscono per essere fisicamente con i loro figli, ma con la testa altrove.

Dobbiamo imparare ad accorgerci dei segnali di stress che mostrano i nostri figli sia  fisici (mal di testa, mal di pancia…) oppure emotivi o relazionali (ansia, nervosismo al mattino, chiusura sociale…) o ancora comportamentali (difficoltà ad addormentarsi, scoppi d’ira…).  E la mindfulness può aiutarci ad intervenire e a promuovere la serenità ed il benessere anche dei più piccoli. Parliamo di una vera e propria educazione all’attenzione che ha dei benefici visibili: la riduzione del cortisolo (e quindi dello stress), la diminuzione dell’ansia e il miglioramento delle capacità cognitive e una più sviluppata intelligenza emotiva.

Bastano pochi minuti al giorno per avvicinare anche i più piccoli a questa pratica. copertina-crescere-mind-x-sito-ridimensionataAttraverso dei semplici giochi ed esercizi pensati proprio per i bambini dai 5 ai 12 anni che la prof.ssa Toro ci descrive nel suo libro. Per esempio, per aiutare i più piccoli a focalizzare l’attenzione sul respiro e sul corpo si può utilizzare il gioco  “Leggero come una nuvola”. Si chiede al bambino di sdraiarsi e di immaginare una nuvoletta gonfia e tesa prima di un acquazzone. Si porta l’attenzione sul corpo e sulle sensazioni prima e dopo l’acquazzone, così che il bambino riesca a sperimentare la tensione ed il rilassamento.  Inoltre,  per ogni bambino è importante che ogni cosa che sente e che prova venga rispettata e riconosciuta. Può essere di aiuto stimolare il bambino a disegnare le sue emozioni o utilizzare anche in questo caso dei giochi. Una delle emozioni che risulta più frequente nei bambini è quella della paura e la prof.ssa Toro ci spiega come aiutare i più piccoli a fronteggiarla. Chiediamo al bambino dove la sente nel corpo: quella sarà la stanzetta della paura, lui se ne dovrà prendere cura, pensare a come abbellirla e in questo modo la paura sarà ascoltata ed uscirà poco a poco.

E’ fondamentale fare anche un po’ di “decluttering” partendo dalle cose materiali: 2017-05-31 14.24.55_resizedsi può iniziare a togliere i giocattoli che non servono più, deponendoli in cantina e riordinare la stanza può essere fatto insieme, come un gioco o una piccola routine. Ma questa leggerezza deve essere anche applicata alla vita del bambino: lo sport e gli altri impegni vanno programmati ricavando sempre almeno 10 minuti di stacco e di pausa. Cerchiamo però di mantenere un equilibrio, evitando l’overdose di impegni: ciò che non è indispensabile (come la scuola, lo studio ma anche un’attività fisica o la compagnia di un amichetto) può e deve essere eliminato.

Attraverso semplici accorgimenti e piccole attività (da fare insieme) possiamo aiutare i più piccoli a gestire i tantissimi impegni e i molteplici stimoli a cui sono sottoposti, promuovendo il loro benessere e la loro tranquillità -conclude la prof.ssa Toro.

Posted in crescere con la mindfulness, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

I sogni dei bambini

Posted by Maria Beatrice Toro su 25 gennaio 2017

logo-insieme

insieme_gen-2018-0031-2

Tutti i bambini sognano! Ciò che muta con la crescita non è l’intensità o la frequenza dell’attività onirica ma il contenuto. Fino ai 3 o 4 anni i bambini non sono ancora in grado di sganciarsi dal presente, proporre delle fiabe della buonanotte popolate da mostri potrebbe generare degli stati di ansia o paura che possono essere proiettati nei sogni e rendere il sonno dei nostri bambini meno sereno. Tra i 4 e gli 8 anni nei sogni dei bambini subentrano elementi di quotidianità e il sogno fa emergere la parte istintiva e le eventuali difficoltà relazionali, compaiono le autorità e i temi di sporco e pulito, ordine e disordine. Nel sogno il bambino si sente libero di esprimere l’aggressività, di essere ancora piccolo, di non rispettare le regole. Dagli 8 anni alla pre-adolescenza, invece, il protagonista indiscusso dei sogni è il corpo con la sua metamorfosi: si sogna di essere nudi, di volare o di non controllare la bicicletta. In ognuno di questi casi è buona abitudine invitare i bambini a raccontare i propri sogni; in particolare, se raccontano degli incubi, possiamo aiutarli a superare la paura invitandolo a inventare un nuovo finale oppure a disegnare l’incubo così da poterlo stracciare e buttare via.

insieme_gen-2018-0031

Posted in Infanzia, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Il futuro

Posted by Maria Beatrice Toro su 20 gennaio 2017

La prof.ssa Maria Beatrice Toro è ospite della trasmissione “Dio li fa poi li accoppia” su Tv2000 per parlarci del futuro.

Il futuro – ci spiega la prof.ssa Toro- è qualcosa che non possiamo prevedere accuratamente e, proprio per questo motivo, può rappresentare una fonte di eccitazione e speranza ma anche di timore per gli imprevisti non pianificabili.

 

 

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Il valore dei legami tra culture diverse

Posted by Maria Beatrice Toro su 19 gennaio 2017

La prof..sa Maria Beatrice Toro è ospite della trasmissione “Dio li fa poi li accoppia” su TV2000 per parlarci del valori dei legami tra persone di culture diverse.

Nell’incontro fra mondi diversi, sono molti gli aspetti che possono creare difficoltà nella coppia, come la religione o il doversi scontrare con il rifiuto e la non accettazione della persona che si ama da parte della propria famiglia di origine.

D’altra parte, ciò che realmente conta – ci spiega la prof.ssa Toro- è che i due partner siano invece concordi sui temi caldi come quello della crescita e dell’educazione dei figli o la condivisione dei valori e gli obiettivi della famiglia che si sta formando.

 

Posted in Famiglia, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Due principi base del metodo Montessori

Posted by Maria Beatrice Toro su 5 gennaio 2017

1Due tra i  principi di base del metodo Montessori sono stati per me fonte di ispirazione fondamentale nel lavoro psicologico con il bambino.

Questi principi sono: 1. il rispetto per il bambino, 2. la mente assorbente,

Il rispetto per il bambino è la pietra angolare su cui poggia qualunque approccio valido a una persona e in particolare a un minore. Tutti gli strumenti e gli atteggiamenti pedagogici relativi al metodo montessoriano si basano anzitutto sull’assioma del rispetto. Secondo la pedagogista, non è scontato avere la giusta sensibilità per rispettare fino in fondo le caratteristiche psicoemotive di una mente-cuore-anima in formazione. A volte, ad esempio, possiamo addumenre un atteggiamento coercitivo: li costringiamo in modo diretto e indiretto a seguire i nostri ritmi,  senza riguardo verso le loro peculiari esigenze.

Siamo a volte sgarbati o prepotenti con loro, e ci aspettiamo che siano obbedienti, sfruttando il loro naturale istinto all’attaccamento, che poi è una forma di fiducia, affezione, ammirazione. Il paradosso è che ci imitano in ogni caso, non serve essere duri.

Cerchiamo, dunque, di trattarli con rispetto e anche con tutta la gentilezza che vorremmo contribuire a sviluppare in loro (Montessori, 1965). Gli insegnanti mostrano rispetto per i bambini quando li aiutano a  imparare le cose non per loro ma per se stessi.

Quando i bambini hanno la possibilità di effettuare autenticamente delle scelte,  naturalmente commisurate all’età,  possono sviluppare le competenze e le abilità necessarie per un efficace apprendimento di autonomia e autostima positiva. Maria Montessori credeva  che i bambini in qualche modo educassero  se stessi: “Il bambino assorbe conoscenze direttamente nella sua vita. Semplicemente vivendo, il bambino impara a parlare la sua lingua madre ” (Montessori, 1966). Questo è il concetto della mente assorbente.

Montessori ci ha voluto far capire con esempi concreti che i bambini  imparano dal loro ambiente. Sono “nati per imparare”, e imparano perché sono esseri pensanti. Ma ciò che apprendono dipende in gran parte dall’ambiente che gli adulti sanno creare per loro, con le giuste esperienze e sfide da superare.

Posted in Infanzia, mindfulness bambini, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | Leave a Comment »

Mindful è il cane sopra ogni cosa

Posted by Maria Beatrice Toro su 31 dicembre 2016

Mindfulness

La presenza di un cane ha effetti benefici molto noti; forse è perché ci costringe a stare all’aria aperta, o perché ci toglie un po’ di stress, o, anche, perché può ispirarci e coinvolgerci. Il cane mostra una partecipazione assoluta  nell’apprezzare la vita, l’essere vivi, l’ essere qui, ora, mentre non si sta facendo nulla di speciale.

Il cane è sempre se stesso; anche se non ha doti particolari, non lo capisce e di sicuro non gli importa. Non si dà delle arie, né simula di essere ciò che non è. Di fronte a un pericolo, ha paura; se viene infastidito, si arrabbia. Riconosce le proprie emozioni e riconosce anche le nostre; la sua capacità empatica ha un che di soprannaturale. E ci prende per quello che siamo: non è in grado di criticare, né di giudicare, dunque non sa se siamo belli o brutti, magri o grassi…

View original post 103 altre parole

Posted in Uncategorized | Leave a Comment »

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: