La ruota dell’amore

L’inverno è ormai arrivato. E intorno a noi i colori si stanno spegnendo, le giornate si sono accorciate. Ma fermiamoci a guardare questo splendido esemplare di pavone che con la sua coda variopinta  si presenta come un vero e proprio inno alla vita.

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Questo uccello cosi elegante è il simbolo per eccellenza del narcisismo e della vanità- ci spiega la prof.ssa Maria Beatrice Toro in questa piccola intervista sulla rivista Starbene a cura di Rossana Cavaglieri.

Eppure, questa bellezza non è fine a se stessa ma è al servizio del corteggiamento e dell’amore. Quindi non pensiamo ad un semplice esibizionismo freddo e distaccato, ma piuttosto ad un amore che scalda il cuore e avvicina.

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Regalati un pizzico di follia

La natura ci regali degli spettacoli emozionanti ma anche delle creature bizzarre, come la rosolida o drosodera rotundifolia, una piantina grassa con dei piccoli tentacoli.

Round Leaved Sundew Drosera rotundifolia in marshland - Bavaria/Germany

Il suo aspetto eccentrico ci ricorda che anche noi possiamo regalarci ogni tanto un pizzico di follia, senza perdere di vista chi siamo e senza smarrire la nostra identità- ci spiega la prof.ssa Maria Beatrice Toro in questa intervista a cura di Rossana Cavaglieri sulla rivista Starbene.

Cerca di credere più in te stessa e nelle tue capacità. Non avere paura di esprimere le tue idee anche se gli altri le giudicano strane. Perchè proprio quelle idee potrebbero avere dei risvolti pratici, pur sembrando pazzarelle!

Come affrontare il jet lag autunnale

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Ci avviciniamo al ritorno dell’ora solare. Proprio così: nella notte tra il 28 e il 29 ottobre le lancette dell’orologio andranno spostate indietro di un’ora e il sole tramonterà prima. Un momento critico per tutti: le energie calano ed, inesorabilmente, anche il nostro umore si avvicina alla tristezza. Ma perchè ci succede questo?

Ce lo spiegano la prof.ssa Maria Beatrice Toro e il dott.Antonio Minervino in un’intervista  sulla rivista Donna Moderna a cura di Ilaria Amato.

 

Tutto dipende dalla luce -come ci spiega il dott Minervino, direttore del Dipartimento di salute mentale e delle dipendenze dell’Azienda ospedaliera di Cremona. Quando giunge ai nostri occhi, la luce agisce sui neurotrasmettitori, tra cui la serotonina responsabile del buonumore. Inevitabilmente, con il ritorno dell’ora solare le giornate si accorciano e iniziamo a provare ansia, irritabilità, stanchezza, problemi del sonno e calo del desiderio.

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Ma come possiamo allontanare questa tristezza e ripartire nel giusto modo? La prof.ssa Maria Beatrice Toro ci offre dei suggerimenti per affrontare nel migliore dei modi il “jet lag autunnale”:

  1. Svegliati presto! In autunno, le giornate si accorciano velocemente e la luce
  2.   diventa sempre meno. Prova ad alzarti prima per godere della luminosità del mattino in modo da poter vivere al meglio il resto della giornata.
  3. Scegli i “cibi del buonumore”. Scegli le verdure 20171025_155006di stagione come i broccoli e fai il pieno con le uova- ci suggerisce la biologa nutrizionista Cecilia Verga Falzacappa.
  4. Impegnati in qualcosa di concreto e pratico. Cerca di svolgere attività  che ti mettono in contatto con le altre persone ma che sia semplice e nelle tue corde. Orientati su un corso di yoga o di cucina oppure più semplicemente fai una passeggiata con un’amica.
  5. Scegli gli integratori giusti. Non servono farmaci perchè il jet lag autunnale non è una malattia. Scegli gli integratori specifici per la produzione di serotonina ed aiutati con tisane giuste.
  6. Prova con la meditazione visiva. Cerca di apprezzare le bellezze dell’autunno in tutte le sue sfumature. Puoi osservare il foliage o delle foto di un paesaggio autunnale oppure decorare la tua casa con zucche o rami di bacche.
  7. Segui dei ritmi regolari e non saltare i pasti. Cerca di andare a dormire e mangia alla stessa ora: la regolarità ti permetterà di sentirti meglio.  Non metterti a letto con lo smartphone sopra il comodino: le onde luminose che arrivano ai nostri occhi, anche se chiusi, generano tensioni ed insonnia. Per quanto riguarda il cibo fai degli spuntini durante il giorno; ciò ti aiuterà a non cercare il comfort food, troppo carico di zuccheri.

Segui queste poche indicazioni ed inizia a vivere pienamente questa nuova fase dell’anno!

Relazioni mediate dal web

In un mondo dove tutto cambia ed è all’insegna della tecnologia, anche le relazioni interpersonali, inevitabilmente, assumono nuove forme e modalità.  Le persone cercano relazioni attraverso il web utilizzando, sempre più frequentemente, siti di incontri  che purtroppo si rivelano delle truffe in cui la persona viene aggirata.

La prof.ssa Maria Beatrice Toro, ospite di Mi Manda Raitre, parla di questo fenomeno ponendo l’accento su come sia cambiato il modo di relazionarsi all’altro. Attraverso le chat, ad esempio, tutto diventa più immediato, facile e gratificante già di per sé poiché l’altro è subito disponibile. Inoltre, la presenza di uno schermo preserva dai possibili rischi di una delusione e dalle altre criticità che può avere, al contrario, una relazione dal vivo.

La soluzione è nell’incanto

Prediamoci del tempo. Qualche minuto per rilassarci. E oggi lo facciamo pensando ad uno scenario incantato. Hai presente le porte magiche che ci sono nelle fiabe e che trasportano in un’altra dimensione o in nuovo mondo? Anche nella realtà esistono dei posti magici, come la foresta blu di Hallerbos in Belgio. In questa natura fantastica le campanule blu formano un tappeto che ci fa pensare ad un cielo capovolto.

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Soffermati sulla foto e sul primo ricordo che ti viene in mente. Può essere un momento romantico  come una sensazione di mistero che hai provato quando eri piccola. Custodisci questa memoria nel tuo cuore e ti aiuterà a risolvere un problema.

Lui e la natura

downloadC’è chi ama il verde e la natura e chi preferisce la città con i suoi locali. Com’è il tuo lui?

Ama i paesaggi incontaminati, semplici e spontanei? Oppure preferisce la movida cittadina fatta di persone, musica e movimento?

Scoprilo con il test ideato e realizzato dalla prof.ssa Maria         Beatrice Toro sulla rivista Donna Moderna!

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Alleggerisci la tua vita

Parliamo (purtroppo) di rientri. Un recente report di eBay ha evidenziato che a luglio c’è stato un incremento nella richiesta e nell’acquisto di trolley di piccole dimensioni, Un indicatore chiaro di vacanze spartane, vissute in leggerezza. Ma la realtà è differente, proprio perchè  le nostre valigie vengono organizzate piuttosto secondo il motto “Non si sa mai”. Ed e così che finiamo per portare tantissime cose ed utilizzarne solo la metà.

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Come ci spiega la prof.ssa Maria Beatrice Toro- in vacanza ci sentiamo autorizzati ad essere e a mostrarci agli altri in modo più diretto e semplice. Al contrario nella quotidianità, l’‘abito  o gli accessori che indossiamo,  diventano una divisa che deve mostrare agli altri il nostro ruolo nella società, un qualcosa che deve corrispondere ad un modello riconoscibile da tutti. Ma tutto questo, non fa altro che alimentare stress perchè non ci permette di essere liberi fino in fondo, sempre alla ricerca spasmodica di maschere da indossare per ogni occasione che lo richiede.

Ma è importante sottolineare che spesso facciamo acquisti quando siamo insoddisfatti e agiamo per automatismo-ci spiega la dottoressa Gaia Vicenzi, responsabile di PsyModa. Questo avviene perchè lo shopping fa entrare in gioco l’ormone del piacere, la dopamina, e ci induce a comprare oggetti che non ci servono e che finiscono per toglierci l’aria.

Infatti vivere all’insegna della leggerezza è una grande prova: significa non avere paura di sè e degli altri, sentirsi adeguati e capaci di godere dell’essenziale, in totale sicurezza. Proprio come ha fatto la scrittrice Clara Bensen che nel suo libro “Io viaggio leggera” descrive la sua vacanza senza bagaglio ma solo con i vestiti indossati e poco altro. Una pazzia? Piuttosto una grande dimostrazione (seppur estrema) di leggerezza e di detox.

Ma da dove dobbiamo partire per conquistare la leggerezza e viverla? Possiamo partire dal fare a meno dei bijoux- ci consiglia la prof.ssa Maria Beatrice Toro-proprio perchè ci appesantiscono e bloccano alcuni nodi energetici importanti, come collo, polsi e caviglie. In questo modo finiamo Bloccati in un corpo ristretto, limitato, non libero. O cambiare le proprie abitudini per abbracciarne di più sane: piuttosto che privilegiare la corsa ai saldi con le amiche, proponiamo una bella passeggiata al parco, in abiti comodi e senza trucco, all’insegna della leggerezza.

E quale momento migliore per fare un sano decluttering se non proprio quello del rientro dalle vacanze? E allora dedichiamoci in questo tempo ad armadi e cassetti, troppo spesso pieni di un passato che non ci appartiene più ma che ci tiene imprigionati. Creare un spazio vuoto può far paura ma è sicuramente un primo importante passo verso una nuova vita all’insegna della leggerezza e della libertà!

 

La scuola è finita: cosa fare?

Ci siamo: la scuola è finita ed iniziano le vacanze. La prof.ssa Maria Beatrice Toro, autrice del libro “Crescere con la mindfulness. Una guida per bambini (e adulti) sotto pressione, ci offre dei suggerimenti per godere al meglio di questo break estivo in un’intervista su Radio Cusano.

Sarebbe opportuno lasciare ai nostri figli la possibilità di rilassarsi subito dopo la fine dell’impegnativo anno scolastico. L’ideale sarebbe lasciarli a casa qualche giorno per dare l’idea del cambiamento rispetto alla routine scolastica. Ma d’altra parte, questo non è sempre possibile, proprio perché molti genitori lavorano tutto il giorno: è necessario, però, interrompere la modalità multitasking perché questo deve essere un momento di relax. Un aiuto fondamentale potrebbe essere dato dai nonni, una risorsa importantissima per i nostri figli.

In questo periodo si sta affacciando l’idea di lasciare aperte le scuole anche durante l’estate. Questa proposta è rivoluzionaria ma offre molti spunti di apertura: la possibilità di trasformare le scuole in centri polifunzionali in cui si svolgono attività culturali ha dei benefici evidenti sui problemi concreti delle famiglie, dove ci sono genitori che lavorano tutto il giorno e non ci sono nonni che possono aiutare -ci spiega la prof.ssa Toro.

I centri estivi offrono ai bambini moltissime occasioni di crescita: la possibilità di cooperare con gli altri, di essere in un gruppo di coetanei e amici, la libertà di fare attività che siano meno strutturate di quelle proposte durante l’anno dalla scuola e il doversi mettere in gioco nella relazione con gli altri, senza che l’adulto agisca da mediatore o fornisca le regole. Molto spesso, infatti, i genitori tendono a “mettersi in mezzo” per tutelare il proprio figlio, sostituendosi a lui. Questo, seppur legittimo e comprensivo, non permette al bambino di imparare a trovare le soluzioni quando è in difficoltà, perché c’è sempre qualcuno che fa per lui o a tollerare le frustrazioni o i “no”.

I campi estivi hanno delle specificità: vengono proposte attività di apprendimento di una nuova lingua o sport differenti. Però è importante che,  nella scelta di quello più adatto per il proprio figlio, il genitore impari a conoscere la realtà del proprio bambino, i suoi interessi, le attitudini e le capacità.

Ma se si ha la fortuna di avere dei nonni attivi, che possono portare i nipoti al parco o al mare in questo periodo, creando un piccolo gruppo di altri nonni e bambini, sarebbe preferibile scegliere questa soluzione piuttosto che il campo estivo. L’importante è non sovraccaricare i nonni -conclude la prof.ssa Toro- perché hanno anche loro il diritto di rilassarsi in questo periodo di break.

Guida alla scelta del centro estivo giusto

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Con al chiusura delle scuole i genitori che lavorano tornano a fare i conti con la complessa gestione dei propri figli. Durante la ricerca della soluzione perfetta i genitori si avvalgono di tutti i volontari disposti a fornire un supporto, dalla mamma dell’amichetto che non lavora, alla zia che se ne occupa qualche giorno a settimana e… gli interrogativi che attanagliano le famiglie oscillano tutti attorno agli stessi temi: meglio la parrocchia o il centro estivo? Nonni o baby sitter? Lasciamo che si crogiolino tra videogiochi e tv oppure che siano intrattenuti da centri in cui sono possibili attività sportive e gite al mare?

“Sicuramente – riferisce la Prof.ssa Maria Beatrice Toro al Fatto Quotidiano – nei primissimi giorni di vacanza i bambini hanno bisogno di qualche momento di tranquillità utile per rigenerarsi dagli stress causati dall’ultimo periodo dell’anno che richiede sempre una grande concentrazione e un elevato dispendio di energie; hanno bisogno di rallentare le attività, di annoiarsi un pò e di sperimentare il dolce far niente, magari in compagnia di un amichetto. E’ poi auspicabile, se si ha la possibilità di avvalersi dell’aiuto di nonni attivi e volenterosi, far in modo che i più piccoli trascorrano le proprie giornate all’aperto, magari facendo una gita la mare o in campagna purchè i super nonni in questione non concedano troppi vizi, soprattutto un abuso di cibi e bevande insane o videogame e, soprattutto, abbiano il piacere di portarli fuori e non si sentano sfruttati troppo”.

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In assenza di nonni prodigio però è possibile comunque organizzarsi e scegliere, tra la vastissima gamma di offerte che i centri estivi propongono, quella che meglio si confà alle caratteristiche dei più piccoli quindi continua la Prof.ssa:

“Se il bambino durante l’anno non ha mostrato particolari segni di disagio o difficoltà emotive è possibile optare per un centro estivo generico, magari centrato su attività all’aperto in cui offrire al bambino l’occasione di sperimentare se stesso all’interno di un nuovo gruppo di pari, di fare nuove amicizie e vivere e gestire anche i conflitti in autonomia. D’estate, indipendentemente dalle attività ricreative che si selezionano per i bambini, il tempo è meno incalzante, la giornata è meno strutturata e questo permette di dare ampio spazio al confronto comunicativo e all’aspetto relazionale. Se, al contrario, il bambino è inibito, un pò timido, meglio optare per un luogo in cui le attività siano più strutturate e centrate anche su attività didattiche orientate allo studio di una lingua o a esperienze con la natura. Per un bambino agitato e irruento la scelta potrebbe invece ricadere su centri che vadano maggiormente incontro a questo temperamento, in cui si prediligano le attività sportive, in cui ci siano pochi momenti di pausa e scarse occasioni in cui annoiarsi, meglio ancora ma solo per i più grandini, se si presentano possibilità di dormire qualche notte fuori.”

 

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