Maria Beatrice Toro

Psicologa Psicoterapeuta

Archive for the ‘Stupro’ Category

Quando il web è disumano: stuprata in discoteca, le amiche fanno il video

Posted by Maria Beatrice Toro su 16 settembre 2016

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In un articolo pubblicato ieri dalla giornalista Maria Lombardi sul Messaggero, la prof.ssa Toro parla delle trappole della rete. Storie diverse quella di Tiziana, suicida per la vergogna di quel video hard che in rete ha suscitato insulto e derisioni, e quella della diciassettenne di Rimini violentata in un bagno sotto gli occhi delle amiche. Diverse si ma con un comune denominatore: gli eccessi del web che accoglie, memorizza e non cancella più!
Tra mondo reale e virtuale le distanze sono ridotte al minimo e questo fa perdere ai ragazzi i confini spazio-temporali. Se gli eventi vengono decontestualizzati e si vive solo la realtà virtuale, il rischio è perdere L empatia senza cui non si riesce più a cogliere il senso di quanto accade nella realtà che ci circonda. Complice di questa dissolvenza è il potere disumanizzante dello smartphone: tanto virtuoso quanto atroce, può fungere da ponte o da muro – sostiene la professoressa. Le ragazze di Rimini non sono state in grado di abbattere la barriera creata dallo schermo del loro smartphone e ne sono rimaste intrappolate, sono rimaste anestetizzate da quella tecnologia che non gli ha permesso di vivere la realtà e di gestirla.

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Cosa ha realmente ucciso Luca Varani?

Posted by Maria Beatrice Toro su 15 marzo 2016

Il poliabuso di sostanze e alcool altera la mente e aiuta a eliminare ogni freno inibitorio.

Follia a due: ecco cosa c’è dietro a un delitto a sfondo sessuale

«Ci chiediamo quale ruolo abbia giocato l’abuso di sostanze stupefacenti e di alcool, una prassi diffusa –purtroppo- tra non pochi ventenni dall’identità problematica e in fuga dalla realtà» commenta Maria Beatrice Toro, psicologa e psicoterapeuta, docente di psicologia di comunità presso la Libera Università Maria Santissima Assunta.

«Cocaina e superalcolici alterano la mente – ma qui il poliabuso sembra essere stato portato avanti lucidamente, proprio per darsi il coraggio di mettere in atto il sadico omicidio di Luca Varani. Entrati in una realtà parallela, la violenza ne è stata potenziata in modo parossistico. La morte, però, è reale, non si cancella cambiando canale o spegnendo un videogioco». In questa storia raccapricciante, della quale restano da chiarire ancora molti particolari (incluso quello circa il numero, e i nomi,  delle persone effettivamente coinvolte), l’assunzione di droga assume dunque un ruolo centrale. «Mescolata all’alcool, ha fatto crollare ogni freno inibitorio e liberato gli istinti aggressivi più profondi che, forse, i due avrebbero potuto reprimere se fossero stati lucidi» continua l’esperta. Ma non basta. Questa vicenda si inserisce nella lunga e crudele storia delle coppie omicide con movente sadico sessuale. Rosemary e Fred West sono un esempio di  l’antecedente storico.

«La cornice in cui questa vicenda, al di là delle considerazioni sociali ed esistenziali che possono essere fatte, si inserisce nella casistica del  delitto a sfondo sessuale. Dunque, dato il piacere che il criminale ne trae, un reato che è considerato ad alto rischio serialità, come tutti i gesti sadici compiuti dai sex offenders.  Non a caso la criminologia di questa brutta storia ricorda, drammaticamente, il modus operandi del massacro del Circeo: quella notte, come ora,  si è giocato al gioco della morte: in un contesto eterosessuale, nel primo caso, bisessuale e gender fluid nel secondo. È molto importante, allora, non fare degli imputati due star dell’orrore, ma partire da questo delitto per aprire uno spazio di riflessione».

L’intero articolo, pubblicato dalla giornalista Silvia Calvi su donnamoderna.com è dispnibile al seguente link  –  http://m.donnamoderna.com/attualita/luca-varani-omicidio-collatino-roma-droga-alcol-delitto-sfondo-sessuale

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Chi è il mostro della porta accanto?

Posted by Maria Beatrice Toro su 18 giugno 2014

La Prof. Maria Beatrice Toro è ospite della giornalista Clara Iatosti con la quale passa in rassegna le notizie dei principali Tg che in questa giornata si tingono di nero. Le riflessioni della psicologa e psicoterapeuta si concentrano principalmente su due tragedie: una si riferisce al triste epilogo della piccola Yara Gambirasio che scuote i nostri animi ormai da qualche anno, l’altra riguarda la strage di Motta Visconti.

In entrambi i casi l’imprevedibile violenza agita da due padri di famiglia lascia tutti senza parole, nel paesino di Motta Visconti la tragedia si è consumata per la difficoltà di un uomo ad accettare un rifiuto che lo ha portato a vivere sua moglie e i suoi due figli come un ostacolo al raggiungimento del suo obiettivo, come un qualcosa che gli stavo impedendo di realizzare il suo sogno di vivere un’altra donna che forse aveva iniziato ad amare. “Il divorzio mi svincola da mia moglie ma i figli sono per sempre”, così ha esclamato davanti alle forze dell’ordine, ed è proprio questa frase così forte dal punto di vista emotivo, che cela il disagio di questo uomo.

In talune situazioni emerge un potente meccanismo di disumanizzazione, scompare l’affettività -sostiene la professoressa- per cui l’altro viene privato dei suoi connotati umani e si trasforma in un oggetto, in una cosa che non possiede nè anima nè emozioni.

Questo meccanismo di disumanizzazione della persona viene attuato in entrambe le tragedie: per dominare, come nel caso di Mapello o per distruggere un “qualcosa” di troppo scomodo, come è accaduto invece a Motta Visconti.

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I profili dello stalker

Posted by Maria Beatrice Toro su 2 giugno 2014

Si continua a parlare del dilagante fenomeno dello stalking

con la Prof.ssa Maria Beatrice Toro

ospite a Teleradiostereodue del direttore Marco Fabriani.

Sostanzialmente esistono due macro tipologie di stalker: alcuni sono principalmente animati dalla rabbia, altri invece dal bisogno ossessivo e malato di attenzioni. Quest’ultima categoria difficilmente agisce dei comportamenti così gravi da mettere in pericolo di vita la vittima; sono soggetti che corteggiano senza sosta. Spesso senza rendersene conto prestano un’attenzione esasperata alle vittime che hanno scelto e la traducono in continui e ripetuti sms, pedinamenti, ecc.

Gli stalker animati dalla rabbia invece non vanno mai sottovalutati anche quando, in una fase iniziale, si limitano a minacciare.

Possono diventare seriamente pericolosi; si fissano, infatti, di aver subito un torto e sono guidati da una potente sete di vendetta.

Pensano di essere stati ingiustamente danneggiati e si sentono autorizzati a rivalersi con la violenza.

Il rapporto tra stalker e stalkizzato – continua la Prof.ssa – esula dalla normalità e si connota di aspetti patologici innanzitutto perchè non sono assolutamente contemplati i concetti di limite e di libertà, di autonomia: lo stalker è abituato a dominare il proprio partner, ad ottenere molto e a dare poco pertanto, finchè la coppia è coesa e il tratto narcisista dello stalker è appagato, si mantiene tra i due una sorta di equilibrio ma il rischio di scadere nella violenza è sempre allerta e soprattutto compare per gradi….prima di assistere a un atto di violenza o addirittura a un omicidio lo stalker mette in atto una serie di comportamenti intermedi.

Due sono dunque i principali profili psicologici dello stalker: uno più inadeguato, l’altro più rabbioso e vendicativo.

 

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Violenza: si può dimenticare?

Posted by Maria Beatrice Toro su 31 ottobre 2013

L’abuso sessuale porta a contatto con il dolore e con la capacità umana di fare il male. Si diventa testimoni di atti orribili, poiché questo trauma non è una catastrofe naturale, una malattia, o un lutto, ma il risultato di un’aggressione, rispetto alla quale il persecutore non chiede che dimenticanza…

La vittima vorrebbe dimenticare, ma il silenzio non aiuta a superare il danno: 

metterci una pietra sopra, tuttavia, non aiuta. La persona traumatizzata si distacca da una parte di sè e, se non aiutata, finisce per separare le funzioni psichiche normalmente integrate. A quel punto, dopo l’apparente cancellazione, la persona traumatizzata può presentare dei sintomi. Si trova a vivere un’intensa emozione senza avere una chiara memoria dell’avvenimento, oppure ricordare ogni particolare senza emozionarsi. Si può trovare in uno stato di costante vigilanza e irritabilità senza sapere perché.
I SINTOMI DA TRAUMA, IN ALTRE PAROLE, HANNO LA TENDENZA A SCOLLEGARSI DALLA PROPRIA ORIGINE E A PRENDERE UNA VITA PROPRIA .
Il trauma, con un adeguato supporto, si può raccontare e superare.

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Disturbo borderline e abuso sessuale infantile

Posted by Maria Beatrice Toro su 8 aprile 2011

Lo sviluppo di una patologia borderline si associa spesso a maltrattamento, trascuratezza, abuso infantile: i soggetti che hanno affrontato nell’infanzia tali gravi esperienze si rappresentano le altre persone come potenziamente ostili, o, in alternativa, possono idealizzare qualcuno all’inizio di un legame per poi svalutarlo o percepirlo come persecutorio. E’ il “triangolo drammatico”, nel quale i ruoli di salvatore, persecutore e vittima vengono alternativamente ricoperti da sè e dall’altro, in una relazione molto carica dal punto di vista emotivo e difficilmente gestibile.

L’abuso sessuale, dunque (specialmente se avviene in famiglia, luogo che dovrebbe poter essere il più sicuro), può produrre molti problemi psicologici, che colpiscono l’identità profonda della persona e le sue relazioni. Si tratta di problemi di lunga durata e di difficile risoluzione spontanea nel corso della vita. Molti, infatti, sono i processi mentali inficiati dall’abuso sessuale infantile: il primo e più evidente è la ferita dell’autostima, per cui la persona sente di aver scarso valore, poichè è stata tradita e maltrattata, trattata come una cosa da nulla. La vittima può anche colpevolizzarsi per quello che le è successo sentendosene, in fondo, responsabile. Questo dà luogo a sentimenti di indegnità personale e disistima di sè. Altre conseguenze possono essere ansia, depressione, inibizione della sfera sessuale.

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Caso Angelo Izzo: matrimonio in carcere per il serial killer?

Posted by Maria Beatrice Toro su 18 marzo 2010

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[Audio] Maria Beatrice Toro – Intervista sullo Stupro su Teleradiostereo 2

Posted by Maria Beatrice Toro su 16 luglio 2009

http://www.youtube.com/watch?v=VdVMXW6AA9E

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