Relazioni mediate dal web

In un mondo dove tutto cambia ed è all’insegna della tecnologia, anche le relazioni interpersonali, inevitabilmente, assumono nuove forme e modalità.  Le persone cercano relazioni attraverso il web utilizzando, sempre più frequentemente, siti di incontri  che purtroppo si rivelano delle truffe in cui la persona viene aggirata.

La prof.ssa Maria Beatrice Toro, ospite di Mi Manda Raitre, parla di questo fenomeno ponendo l’accento su come sia cambiato il modo di relazionarsi all’altro. Attraverso le chat, ad esempio, tutto diventa più immediato, facile e gratificante già di per sé poiché l’altro è subito disponibile. Inoltre, la presenza di uno schermo preserva dai possibili rischi di una delusione e dalle altre criticità che può avere, al contrario, una relazione dal vivo.

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La ricetta della felicità

Spesso le persone pensano che per essere felici debbano necessariamente raggiungere un obiettivo, che sia una conquista personale, una promozione lavorativa o una realizzazione a livello familiare come il matrimonio o un figlio…in realtà – sostiene Beatrice Toro – non è importante ciò che si raggiunge quanto piuttosto riuscire portare avanti delle azioni valide e acquisire la consapevolezza che si può essere felici in ogni momento della vita indipendentemente dai traguardi e dagli obiettivi che sono stati raggiunti o si sono mancati.

A livello psicologico la felicità si compone di alcuni ingredienti quali per esempio il senso di sicurezza. Non si riesce a essere felici, lieti, produttivi o a desiderare di progettare se non ci si sente veramente al sicuro. La sensazione di essere al sicuro può derivare anche dalla consapevolezza di sentirsi parte integrante di un gruppo e di percepirsi come elementi importanti all’interno di questa piccola realtà sociale, che sia un gruppo reale o virtuale.

E’ sempre bene ricordarsi che la vita è adesso, non era ieri e non sarà domani ma è ora, e per godere delle bellezze che ha in serbo per ognuno, va vissuta momento per momento. Per essere felici è importante vivere il momento presente, così come è, assaporando l’unicità con cui si presenta, vivendone la vera essenza e provando, se possibile, a essere grati per quanto ci capita senza desiderare necessariamente altro…la mente infelice è una mente distratta che non coglie l’essenza dell’adesso perchè altrove, non è presente a se stessa, è una mente disconnessa dal cuore.

Il silenzio è sempre d’oro?

Di fronte alle situazioni più delicate siamo tentati di rimanere in silenzio e lasciar correre. Eppure, in alcuni casi, esporsi e dire ciò che si pensa può fare bene a noi stessi e agli altri.

Parlare è sempre più difficile che tacere – ci spiega la prof.ssa Maria Beatrice Toro in downloadun’intervista di Silvia Calvi sulla rivista Confidenze. Abbiamo spesso paura dei conflitti e facciamo di tutto per evitarli: per questo rimanere in silenzio sembra essere la soluzione più facile. Naturalmente, è importante il modo in cui ci si esprime- continua l’esperta- perchè bisognerebbe farlo a mente fredda per non rischiare di esplodere come una bomba e gettare accuse pesanti, difficilmente recuperabili.

Ma come comportarci nella vita di tutti i giorni? Meglio tacere o parlare in queste situazioni delicate?

Nei piccoli soprusi quotidiani (ad esempio per strada) è meglio parlare e prendere una posizione- ci spiega la prof.ssa Toro. L’importante è esprimersi con calma e senza aggredire l’altro. Restando in silenzio e girando la testa dall’altra parte, commetteremo un gesto di vigliaccheria che piano piano abbasserà la nostra autostima, facendo  crescere sensi di colpa e sensazioni di inadeguatezza.

E nella relazione di coppia? Molto spesso quando la donna ha dei sospetti che qualcosa non squillo_stanza_847710va preferisce tacere e confidarsi con le amiche. In questo modo, però, un fatto intimo e privato finisce per diventare un caso in cui ognuno deve dare il suo parere ed il suo consiglio. Sarebbe importante invece parlare- ci spiega l’esperta- ed approcciare il discorso con frasi che esprimano i propri sentimenti, in modo da permettere all’altro di fare lo stesso.

Lo stesso vale per il nostro mondo lavorativo, come quando  abbiamo la sensazione che i nostri sforzi non vengono riconosciuti dal nostro capo. Anche in questo caso è meglio parlare piuttosto che tacere- conclude la prof.ssa Toro. Non affrontare la situazione potrebbe far nascere in noi rabbia e rancore che potrebbero far diminuire la motivazione al lavoro. In questo modo potremmo iniziare a trascurare gli incarichi assegnati o a fare dei piccoli dispetti e ciò non porterebbe a nulla di buono.

Pertanto, parlando ed esprimendoci (sempre con modo e maniere) avremmo sicuramente dei risultati migliori.

I molti modi di essere “ex”…

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Per scoprire il sapore del sentimento che ti lega alle tue vecchie storie la Prof.ssa Toro ha messo a punto un breve test, pubblicato sulla rivista Donna Moderna.

Quando un amore finisce e si chiude una storia sono diversi i comportamenti che le donne possono mettere in atto. Ci sono donne che quando chiudono una relazione lo fanno con decisione e determinatezza, tagliano tutti i ponti di possibile collegamento con l’ex partner poichè temono di farsi del male inutilmente procastinando il dolore per la rottura. Questo atteggiamento, sostiene la prof.ssa, potrebbe celare una insicurezza e porsi come una difesa, non serve erigere muri se veramente “lui” non conta più nulla.

Altre donne comprendono e giustificano la fine della storia attribuendo delle possibili colpe anche a se stesse, riescono a superare il dolore dei primi giorni e iniziano a creare il terreno per continuare a mantenere un amicizia, cercano di riallacciare i rapporti con il vecchio partner per non rinunciare alla confidenza e all’intimità che avevano instaurato anche se sono consapevoli che l’amore è finito e, quando questo si fidanza con un altra persona, sono felici per lui. Sicuramente questo è un approccio positivo  ma non bisogna mai esagerare con un eccessiva presenza nella vita di chi hai amato poichè questa eccessiva vicinanza potrebbe precludere la possibilità di fare nuovi incontri e innamorarsi di nuovo.

Infine ci sono le ex malinconiche, quelle che non riescono a non essere nostalgiche per l’assenza della persona con cui sono state un tempo felici. Forse questa malinconia, spiega la prof.ssa, rivela qualche senso di colpa  verso l’ex ( o gli ex) per non essere stata all’altezza della relazione . Ma proprio l’aver compreso gli errori commessi aiuterà a non ripeterli in futuro per poter finalmente guardare avanti, senza perdersi nel continuo confronto tra le nuove conoscenze ed il vecchio fidanzato.

 

Che single sei?

DM

Ogni donna attraversa nella propria vita fasi più o meno lunghe senza fidanzati e compagni e ciò che fa la differenza è il modo in cui affronta questo periodo. La Prof.ssa  Maria Beatrice Toro ha messo a punto un test pubblicato sulla rivista Donna Moderna che ci permette di illustrare i diversi modi in cui una donna può affrontare questa fase.

Alcune donne tendono a vivere l’affettività con passione e dedizione e non sentono minimamente il peso dei sacrifici fatti in nome della coppia, finendo per anteporre i bisogni del partner ai propri. La vita a due rappresenta per loro la completezza e per questo l’essere single è solo una fase di passaggio. Perchè non  approfittare piuttosto di questa “pausa” per dedicarsi maggiormente a voi stesse e ai vostri desideri?

Altre donne sentono molto la fine di una relazione e la vivono come un dramma…ma solo all’inizio! Ecco che arrivano i cambiamenti ( come nel taglio o nel colore dei capelli) e la voglia di imparare cose nuove. L’importante è non arrestare questo percorso di crescita quando si sarà di nuovo in due, ma piuttosto continuare a coltivare le proprie passioni anche nella coppia.

Infine ci sono le single per cui questa condizione rappresenta un vantaggio che molte altre non riescono a vedere. Queste donne si concentrano molto su se stesse e si concedono avventure, nuove amicizie e corteggiamenti senza impegno. Ma questo non fermarsi mai può essere dispendioso ed il consiglio è quello di concentrare le proprie energie su qualche progetto, poiché avere un obiettivo può regalare maggiore stabilità.

 

 

 

 

 

Il matrimonio tra certezze ed incertezze

 

La prof.ssa Maria Beatrice Toro, ospite della trasmissione “Siamo noi” in onda sul canale di TV2000,  affronta il tema delle relazioni di coppia e del matrimonio, mettendone in luce le bellezze ma anche le difficoltà. Ogni coppia, infatti, va incontro a un suo “ciclo di vita” caratterizzato da momenti positivi e elementi critici.

Tra le sfide da affrontare non ci sono solo litigi e incomprensioni, ma anche il rischio concreto che la dimensione della quotidianità logori il desiderio di stare insieme e riduca la coppia a una coabitazione amichevole ma fredda.

“Essere nel qui e ora”….anche in amore

La mindfulness permette di essere nel qui e ora, senza aspettative, paure o rimpianti. E questo, in amore, si traduce in una maggiore intesa, armonia e reciproca comprensione“.

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Con questa frase la Prof.ssa Maria Beatrice Toro ci introduce il tema della mindfulness per le relazioni di coppia; grazie a questa pratica di meditazione, infatti, è possibile mantenere vivo l’amore e ritrovare la voglia di dedicare al partner premure e attenzioni.

 

Nella pagina di donna moderna in privato la giornalista Silvia Calvi riporta i quattro esercizi suggeriti dalla Prof.ssa che si possono praticare in coppia. Attraverso la pratica di questi esercizi è possibile allenarsi ad essere meno giudicanti e soprattutto a perdere l’abitudine di attribuire un significato a tutto ciò che ci circonda, ad ascoltare attentamente le parole che l’altro pronuncia e, di conseguenza, ad aprirsi all’altrorispondere in modo profondo e dettagliato;  ad essere più sereni e accoglienti con il proprio partner così da ridurre la distanza nella coppia.

 

Il valore di un abbraccio

Nell’era post moderna risulta sempre più complesso stabilire contatti vis a vis, reali e autentici con persone in carne e ossa. Secondo un recente studio, per assicurare un sano sviluppo degli ormoni del benessere, sarebbe necessario dispensare o ricevere almeno quattro abbracci al giorno per aiutare il sistema immunitario a combattere lo stress e vincere le situazioni di panico.

Durante la trasmissione “Bel tempo si spera” la conduttrice Lucia Scione affronta questo tema con l’aiuto della Prof.ssa Maria Beatrice Toro.

“Il corpo reagisce solitamente in modo positivo al contatto fisico e agli abbracci. Nell’azione di abbracciare sono sempre coinvolte due persone: una lo offre e l’altra lo riceve; quest’ultima deve essere collaborativa e  non limitarsi ad attendere passivamente la ricezione poichè scambiarsi un abbraccio implica una partecipazione affettiva e uno scambio reciproco. Inoltre – continua la prof.ssa – nell’abbracciare una persona un elemento che ricopre un ruolo estremamente importante è il cuore più che il corpo. Non si può ridurre l’abbraccio al mero movimento di due corpi che si avvicinano in quanto questa azione implica un passaggio di emozioni, di cura, di tenerezze. Dobbiamo però tenere in considerazione che non tutti amano il contatto fisico e, spesso, proprio coloro che ne avrebbero più bisogno lo rifuggono, si mostrano schivi, restii a questo tipo di effusioni e dimostrazioni di affetto poichè talune situazioni generano una condizione di imbarazzo o una sensazione di fastidio. Questi ultimi elementi possono sottendere una fragilità dell’individuo e possono essere messi in atto anche come una difesa.

Ma perchè abbiamo bisogno dell’abbraccio?

Maria Beatrice Toro sostiene che si tratta di un qualcosa di ancestrale che riguarda nuclei molto profondi del cervello, l’abbraccio offre una rassicurazione e consente di sentirsi accuditi. Il piccolo umano riceve da questo gesto profondo un riparo e beneficia dell’abbraccio anche la mamma che glielo offre: entrambi producono gli stessi ormoni del benessere quando si stringono in questa azione ma mentre per la mamma si configura come un gesto che veicola un significato d’amore, per l’infante esso implica una protezione e gli consente di esperire la sensazione di sicurezza di cui ha bisogno.

ORRORE A ROMA. DECAPITA LA COMPAGNA, LA POLIZIA LO UCCIDE. AGENTI INTERVENGONO IN UNA VILLA ALL’EUR. VIOLENZA SU DONNE, AGOSTO DI SANGUE

Vero, un agosto tragico e segnato da violenze così efferate che fanno pensare a un collasso della relazionalità umana, con l’incapacità di trattenere i propri impulsi più oscuri. Impulsi aggressivi che fanno parte del DNA umano, ma che la società deve saper temperare attraverso due strumenti complementari: giustizia e educazione alla non-violenza. Ora, spero di non vedere decine di foto orribili e inutili, facciamo che il rispetto per le vittime prevalga.

PARLAMENTONEWS

Scene da horror in una elegante villa dell’Eur, una ‘zona bene’ a Sud di Roma. Un uomo ha ucciso la compagna a colpi di mannaia, decapitandola. La polizia, chiamata dai vicini, è entrata nella casa di via Birmania e ha trovato la donna morta, in una pozza di sangue. Nella casa anche l’assassino che si è scagliato contro i poliziotti con la mannaia insanguinata. Gli agenti hanno sparato per fermarlo, colpendolo al cuore. L’uomo è morto poco dopo il trasporto all’ospedale Sant’Eugenio. Avrebbe 35-40 anni, era vestito da paramilitare. Biondo, occhi chiari, potrebbe essere slavo. Mentre la vittima è una donna di origini sudamericane.IMG_0792.JPG

Un’altra pagina di sangue, oggi a Roma, nella drammatica trama dei femminicidi in Italia. Nelle ultime settimane, cronache alla mano, sono state otto le donne uccise da un loro familiare o dal compagno di una vita. In media, perde la vita una donna ogni tre giorni…

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