XVI Simposio Internazionale EWODOR

– Il modello di comunità terapeutica come strumento di empowerment –

Il simposio si terrà a Roma in P.zza delle Vaschette, 101 il 22/23 Settembre 2016 presso la Libera Università Maria Ss. Assunta, Dipartimento di Scienze Umane.

Durante il simposio ci saranno numerosi workshop di illustri relatori che presenteranno studi e ricerche qualitative e quantitative, report aggiornati sulle strategie adottate dai vari Paesi e numerosi contributi inerenti i temi del Simposio.

Il Simposio si rivolge a docenti universitari, ricercatori, dottorandi e professionisti che operano nel campo delle dipendenze.

E’ possibile prendere visione del programma al seguente link http://www.dianova.it/ewodorsymposiumrome/index.php/it/programma

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Cosa ha realmente ucciso Luca Varani?

Il poliabuso di sostanze e alcool altera la mente e aiuta a eliminare ogni freno inibitorio.

Follia a due: ecco cosa c’è dietro a un delitto a sfondo sessuale

«Ci chiediamo quale ruolo abbia giocato l’abuso di sostanze stupefacenti e di alcool, una prassi diffusa –purtroppo- tra non pochi ventenni dall’identità problematica e in fuga dalla realtà» commenta Maria Beatrice Toro, psicologa e psicoterapeuta, docente di psicologia di comunità presso la Libera Università Maria Santissima Assunta.

«Cocaina e superalcolici alterano la mente – ma qui il poliabuso sembra essere stato portato avanti lucidamente, proprio per darsi il coraggio di mettere in atto il sadico omicidio di Luca Varani. Entrati in una realtà parallela, la violenza ne è stata potenziata in modo parossistico. La morte, però, è reale, non si cancella cambiando canale o spegnendo un videogioco». In questa storia raccapricciante, della quale restano da chiarire ancora molti particolari (incluso quello circa il numero, e i nomi,  delle persone effettivamente coinvolte), l’assunzione di droga assume dunque un ruolo centrale. «Mescolata all’alcool, ha fatto crollare ogni freno inibitorio e liberato gli istinti aggressivi più profondi che, forse, i due avrebbero potuto reprimere se fossero stati lucidi» continua l’esperta. Ma non basta. Questa vicenda si inserisce nella lunga e crudele storia delle coppie omicide con movente sadico sessuale. Rosemary e Fred West sono un esempio di  l’antecedente storico.

«La cornice in cui questa vicenda, al di là delle considerazioni sociali ed esistenziali che possono essere fatte, si inserisce nella casistica del  delitto a sfondo sessuale. Dunque, dato il piacere che il criminale ne trae, un reato che è considerato ad alto rischio serialità, come tutti i gesti sadici compiuti dai sex offenders.  Non a caso la criminologia di questa brutta storia ricorda, drammaticamente, il modus operandi del massacro del Circeo: quella notte, come ora,  si è giocato al gioco della morte: in un contesto eterosessuale, nel primo caso, bisessuale e gender fluid nel secondo. È molto importante, allora, non fare degli imputati due star dell’orrore, ma partire da questo delitto per aprire uno spazio di riflessione».

L’intero articolo, pubblicato dalla giornalista Silvia Calvi su donnamoderna.com è dispnibile al seguente link  –  http://m.donnamoderna.com/attualita/luca-varani-omicidio-collatino-roma-droga-alcol-delitto-sfondo-sessuale

Collatino: un omicidio a sfondo sessuale

Mentre conosciamo di più lo scenario dell’omicidio al Collatino, anche attraverso l’agghiacciante verbale dell’interrogatorio di Marco Prato, uno dei due killer di Luca Varani, ci chiediamo quale ruolo abbia giocato il poliabuso di sostanze e alcool continuativo in cui ragazzi dall’identità problematica si buttano pur di fuggire dalla realtà. E ne creano un’altra, parallela, aizzati dalla violenza che li ha posseduti. La morte, però, è reale, non si cancella cambiando canale, spegnendo un videogioco o abbandonando il party. In questa raccapricciante vicenda, infatti, l’omicidio matura all’interno di un party chimico in cui sesso e droga si mescolano generando un cocktail letale costato la vita a un ventitreenne. Le sostanze stupefacenti assunte dai due, in questo caso, hanno avuto un ruolo cruciale contribuendo a generare una disinibizione sessuale e a scatenare gli istinti aggressivi più profondi. Elementi, questi ultimi, che si sarebbero potuti contenere o reprimere senza il potente effetto del poliabuso di sostanze che ha evidentemente contribuito a rendere i due più audaci e meno sensibili.

La cornice in cui questa vicenda si inserisce – continua la Prof.ssa Toro intervistata ai microfoni di teleradiostereo – al di là delle considerazioni esistenziali, è quella di un delitto a sfondo sessuale. Dunque, visto il piacere che il criminale ne trae e data l’incapacità di provare pietà per la vittima, un reato ad alto rischio di serialità.

Questa storia ricorda – troppo- il modus operandi nel massacro del Circeo.

Fondamentale, allora, non fare degli imputati due star dell’orrore: meglio aprire uno spazio di riflessione.

CONGRESSO: ‘IL COUNSELLING E L’ORIENTAMENTO IN ITALIA E IN EUROPA’

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA, SCUOLA DI PSICOLOGIA, 2-3 OTTOBRE 2015

Counselling e Orientamento sono due tra le frontiere più feconde nelle discipline umanistiche: a Padova si svolgerà un Congresso strutturato sulle tematiche emergenti nell’ambito di tali discipline. Un folto gruppo di esperti di rilievo nazionale e internazionale porterà all’attenzione, in particolare, su quanto e con quali modalità l’orientamento e il counselling possano rivolgersi a persone e contesti per fronteggiare le situazioni di crisi e di transizione.

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La Prof.ssa Maria Beatrice Toro sarà relatrice su tema dell’aiuto alla coppia, luogo sempre più precario di costituzione delle nostre vite affettive… come decostruire e ricostruire la propria centralità di persona declinandola all’interno di una coppia stabile e felice? come restituire alla coppia in crisi il contatto con le risorse latenti che sembrano essere state fagocitate da dinamiche comunicative che impediscono un ascolto autentico e comportamenti mutualmente disfunzionali?

Se la coppia precipita in un circuito di stress e reattività, anche il fatto banale di non ricevere attenzione in una circostanza magari del tutto casuale viene subito letto come una mancanza grave: rimuginiamo sui motivi, pensiamo che il partner ci provochi deliberatamente con il suo silenzio, che non sia interessato a noi, che ci escluda. Ci si sente esclusi da un’atmosfera, un clima, da quello stato dell’essere che possiamo chiamare amore.

Il counselling di coppia consente di guardare a queste ferite, al senso di esclusione, al conflitto e alla crisi stessa non come a un fallimento o a una fine annunciata, ma come a un momento difficile, ma ricco di potenzialità di trasformazione.

Il primo passo è raccogliere l’invito a prenderci cura, in modo salutare, dei nostri bisogni profondi. Non importa quanto sia bello quando qualcuno si prende cura di noi, possiamo essere noi stessi i primi a darci quello che ci occorre, uscendo dall’equivoco che esista qualcuno che sia in dovere di decodificarci e risolvere le cose al nostro posto.

tutte le info sul congresso al sito http://larios.psy.unipd.it/

I profili dello stalker

Si continua a parlare del dilagante fenomeno dello stalking

con la Prof.ssa Maria Beatrice Toro

ospite a Teleradiostereodue del direttore Marco Fabriani.

Sostanzialmente esistono due macro tipologie di stalker: alcuni sono principalmente animati dalla rabbia, altri invece dal bisogno ossessivo e malato di attenzioni. Quest’ultima categoria difficilmente agisce dei comportamenti così gravi da mettere in pericolo di vita la vittima; sono soggetti che corteggiano senza sosta. Spesso senza rendersene conto prestano un’attenzione esasperata alle vittime che hanno scelto e la traducono in continui e ripetuti sms, pedinamenti, ecc.

Gli stalker animati dalla rabbia invece non vanno mai sottovalutati anche quando, in una fase iniziale, si limitano a minacciare.

Possono diventare seriamente pericolosi; si fissano, infatti, di aver subito un torto e sono guidati da una potente sete di vendetta.

Pensano di essere stati ingiustamente danneggiati e si sentono autorizzati a rivalersi con la violenza.

Il rapporto tra stalker e stalkizzato – continua la Prof.ssa – esula dalla normalità e si connota di aspetti patologici innanzitutto perchè non sono assolutamente contemplati i concetti di limite e di libertà, di autonomia: lo stalker è abituato a dominare il proprio partner, ad ottenere molto e a dare poco pertanto, finchè la coppia è coesa e il tratto narcisista dello stalker è appagato, si mantiene tra i due una sorta di equilibrio ma il rischio di scadere nella violenza è sempre allerta e soprattutto compare per gradi….prima di assistere a un atto di violenza o addirittura a un omicidio lo stalker mette in atto una serie di comportamenti intermedi.

Due sono dunque i principali profili psicologici dello stalker: uno più inadeguato, l’altro più rabbioso e vendicativo.

 

Il coraggio delle donne

L’articolo di Barbara Rachetti e Irene Vella pubblicato su Donna Moderna in privato e realizzato con  l’intervento della Prof.ssa Maria Beatrice Toro, affronta il tema del CORAGGIO delle DONNE che hanno scelto, per amore, di stravolgere la propria vita ma che con lo stesso coraggio, quando tutto è finito, hanno avuto la forza di ricominciare.

Riparti dalle sfide che hai vinto – Punta sull’autonomia – Recupera il tuo passato

donnamod

 

Chi ama non perde mai: ci guadagna sempre, anche quando la storia si sfalda. L’amore, quando è totalizzante, arriva a stravolgere l’esistenza e regala un nuovo sguardo sul mondo e su se stessi, travolge con la sua energia e conduce al cambiamento. Per questo quando l’amore giunge al capolinea, anche se ci si sente annientati dal dolore e spesso si ha difficoltà a gestire e sopportare la sofferenza che ne deriva, rimane comunque la forza per ripartire e ricominciare”.

La prof.ssa aggiunge inoltre:”L’amore è un potente catalizzatore di cambiamenti per questo un amore che finisce non è mai la conclusione di tutto, lascia sempre un filo dentro che aiuta a non smarrirsi. Termina un grande progetto ma ne riparte un altro. Spesso può capitare che la fine di una storia in cui si viene lasciati dal partner può rivelarsi un “regalo” soprattutto nelle storie di dipendenza affettiva per cui si instaura una relazione così stretta fintanto che si arriva a pensare di non poter sopravvivere senza il proprio lui. In questo caso la separazione segna l’inizio di una rinascita poichè per la prima volta si ha modo di sperimentare la temuta solitudine.”

Tablet per i bambini: quali effetti psicologici?

Il tablet per bambini è un dispositivo sempre connesso a internet (o via Adsl, grazie al wi-fi, o attraverso una rete mobile, grazie alla chiavetta o, nelle versioni più evolute, a una scheda interna).


“È chiaro che è sempre meglio privilegiare i sistemi che permettono ai genitori di selezionare in partenza i siti su cui i bambini possono navigare evitando comunque di lasciarli soli nella navigazione”, spiega al Salvagente la professoressa Maria Beatrice Toro, esperta di infanzia e new media e coautrice con il professor Tonino Cantelmi del saggio “Tecnoliquidità”, in uscita a dicembre per le Edizioni San Paolo.

Meglio non superare 1 ora al giorno
“L’accesso a internet va limitato e controllato”, dice la psicoterapeuta, “perché un bambino può davvero essere traumatizzato se vede immagini scioccanti di sesso, malattia o violenza”. Ma sull’utilità della tecnologia la Toro non ha dubbi: “La ludicizzazione dell’apprendere è un codice giusto per avvicinarci ai bambini, e i tablet sono un concentrato di apprendimento e gioco. Il figlio impara, acquisisce competenze, migliora scrittura e capacità linguistica e il genitore è contento”.
Se si eccede, però, i rischi ci sono. “Gli effetti negativi sono sulla capacità di concentrazione”, precisa la professoressa, “il tempo giusto da trascorrere su un tablet o su un videogioco, fino a 10 anni, è un’ora al giorno. Non di più. Se lo si lascia giocare senza limiti, il bambino perde la cognizione del tempo, poiché è stato dimostrato che dopo un’ora di questa attività il suo cervello rilascia dopamina, sostanza capace di creare dipendenza”.

Le dipendenze e i disturbi alimentari: due temi interconnessi

All’istituto Beck di Roma sabato 25 e domenica 26 maggio 2013
7° modulo (8 ore) del master sulle dipendenze
Titolo: Dipendenze alimentari. Teoria, assessment, trattamento e prevenzione delle ricadute nelle dipendenze alimentari
Il modulo affronterà i seguenti temi:
  • La dipendenza dal cibo tra normalità e patologia
  • Il comportamento alimentare nell’infanzia e l’emergere del “mangiare emotivo” come forma di dipendenza comportamentale: un esempio clinico
  • L’insorgenza di anoressia, bulimia, binge eating nell’adolescenza: il problema dei modelli sociali del corpo della donna e dell’uomo
  • La personalità vulnerabile al disturbo alimentare – interazioni con altre dipendenze e strategie psicoterapeutiche:un caso clinico
  • I disturbi alimentari nel web, ovvero come “normalizzare” la dipendenza: siti, blog, gruppi pro anoressia, pro bulimia.
Docente: Prof.ssa Maria Beatrice Toro

I GIOVANI E LE NUOVE DIPENDENZE – CONVEGNO

“I giovani e le nuove dipendenze”
dalle 15.00 alle 20.15

viale Trieste 35, Fermo (FM)
Telefono: 0734 228740
Fax: 0734 220532L’Evento affronta un tema di grande attualità e problematicità, con uno sguardo al nostro territorio. E’ aperto a tutti, ma in particolare vuole offrire spunti di riflessione e sollecitare un dibattito tra coloro che operano nei servizi sociali, sanitari, nelle agenzie educative e in campo giuridico.

Esso offre anche l’occasione per conoscere le attività svolte dalla Fondazione e quelle in fase di organizzazione e segna l’inizio di un nuovo ciclo di incontri (convegni, seminari, corsi di formazione) su temi di rilevanza educativa e sociale, rispondendo a quello che è una delle finalità proprie dell’Ente.

Il Convegno è stato accreditato per l’Educazione Continua in Medicina (n. 7 crediti E.C.M. per Psicologi ed Educatori Professionali), nonché dall’Ordine degli Avvocati di Fermo (n. 2 crediti formativi). E’ stato richiesto l’accreditamento dell’Evento all’Ordine degli Assistenti Sociali delle Marche per la Formazione Continua degli AA.SS.

 
Interventi:
“Nuove dipendenze e mondo adolescenziale”, dott.ssa Maria Beatrice Toro
“Nuove dipendenze nel nostro territorio”, dott.ssa Gianna Sacchini
“Nuove dipendenze e interventi socio-educativi in rete”, dott.ssa Daniela Alessandrini
“Nuove dipendenze: quale prevenzione?”, dott.ssa Maria Adelaide Colombo

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