Abbandonare il rancore in favore del perdono

Il rancore è un pessimo compagno di viaggio della nostra vita, è un sentimento che nutre coloro che lo provano di rabbia e sospetti. Affronta questo tema la Prof.ssa Maria Beatrice Toro parlandone ai microfoni della trasmissione Life in onda su Rai Radio1.

La rabbia, il risentimento, le recriminazioni, il rancore, caratterizzano spesso le giornate di numerosi individui che rimuginano sui torti subiti e generano fantasie di vendetta rispetto a colui che ha esercitato il torto. La rabbia è un sentimento, una fonte di energia che può sostenere l’individuo che la prova ma non è di certo un energia pulita anzi, al contrario, lascia grandi segni: senso di colpa, sofferenza, cattura il soggetto in ragionamenti, risentimenti che non lasciano spazio a quell’apertura mentale che consente di vedere anche ciò che di buono c’è nella persona che ha sferrato l’offesa. Il rischio che corre colui che nutre questi sentimenti è di rimanere imprigionato in una ragnatela di ragionamenti, di reazioni a catena e conflitti che, alla fine, diventano insanabili”. – continua la Prof.ssa che propone un alternativa più sana al rancore – “Talvolta è possibile sostituire al rancore un altra forma di energia positiva e più efficace che è il Perdono, una ricostruzione della relazione con la persona che ci ha offeso. Spesso tendiamo a non concedere il perdono poichè temiamo che perdonando possiamo diventare più vulnerabili ma in realtà non è così: il perdono è qualcosa di gratuito che non deve essere associato alla dimenticanza. E’ possibile concedere il perdono, girare pagina, uscire dal rancore, riammettere le persone che ci hanno ferito nel nostro entourage senza permettere loro di mancarci di rispetto”.

Annunci

I meccanismi che portano al perdono

Durante la trasmissione “Siamo noi”, la prof.ssa Toro esplicita i

meccanismi psicologici alla base del perdono.

“La sofferenza che rabbia e risentimento provocano negli individui è uno dei primi elementi da dissipare per giungere a un autentico perdono. Anche cercare di evitare il rigido meccanismo del giudizio è importante per perdonare”. Talvolta, infatti, è facile concedere un perdono condizionato: “Ti perdono a patto che mi porgi le tue scuse…”  Oppure, “Ti perdono se mi prometti di cambiare”, “Ti perdono se mi prometti di non farlo mai più”, ma questa modalità di perdonare, in realtà, non è libera fino in  fondo poiché il perdono, anche dal punto di vista psicologico, è un dono del tutto gratuito, che viene dato e concesso per ristabilire una relazione.

Il perdono, quello vero, è incondizionato, ovvero non chiede nulla, non porta vantaggi visibili, non è soggetto a nessun condizionamento. E’ un atto intimo e libero.

“”Il perdono non è egocentrico!”

Si può perdonare senza dimenticare? “Assolutamente si, il vero perdono racchiude in sè il ricordo del danno subito e consente all’individuo di premunirsi rispetto a danni ulteriori!” Perdonare non significa diventare più vulnerabili, nè autorizzare gli altri a maltrattarci o mancarci di rispetto, perchè è indispensabile difendersi da chi ci ha provocato un danno. In adolescenza, spesso la rabbia che viene da perdoni mai concessi si trasforma in autodistruttività. in questo caso, il primo perdono da concedere è il perdono verso se stessi. 

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: