Crescere con la Mindfulness

L’aggettivo sostenibile è, oggi, una parola molto in auge che, tra le altre cose, si sposa molto bene con la consapevolezza.

La consapevolezza, infatti, si esprime essendo attenti alla sostenibilità interiore delle esperienze che facciamo: questo è preziosissimo soprattutto quando si parla di bambini, che più di noi hanno difficoltà a elaborare il mare di informazioni in cui sono immersi. Troppe volte essi sono di fronte a esperienze a loro inadatte…non possono elaborare stimoli pensati per persone più grandi, così li incamerano, senza capirli. Lo stesso avviene per gli impegni e per i rapporti: sono troppi e vissuti troppo superficialmente, così alla fine non danno nulla, se non l’angoscia di non riuscire a controllare tutto e tutti.

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Vivere con consapevolezza significa rallentare, prendere contatto con se stessi e i propri limiti,  nel rispetto dei tempi fisici e psicologici che tutti abbiamo.

Auguro ai genitori e agli educatori di sapersi prendere cura dei propri limiti con sollecitudine. Non si riesce a essere veramente presenti se ci si costringe a corvee insostenibili; si vive tutto in modo automatico e ci si lascia sfuggire dei momenti che sono davvero unici. Presto il bambino crescerà; non perdiamo le occasioni che ci dà per stargli accanto e lasciamogli la possibilità di vivere la sua infanzia da bambino e non da piccolo adulto; scegliamo di non forzarlo a vivere la vita che con amore abbiamo progettato per lui, se non dopo aver fatto i conti con la sostenibilità di tale impresa per la sua delicata mente in crescita.

L’articolo completo è disponibile sul sito ANSA – Life style al seguente link https://www.ansa.it/lifestyle/notizie/societa/famiglia/2016/10/25/dalla-lentezza-alla-tutela-dellimmagine-i-5-nuovi-diritti-dei-bambini-di-oggi_6dc0106d-c9a0-4011-9694-fae0956b3e7c.html

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“Essere nel qui e ora”….anche in amore

La mindfulness permette di essere nel qui e ora, senza aspettative, paure o rimpianti. E questo, in amore, si traduce in una maggiore intesa, armonia e reciproca comprensione“.

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Con questa frase la Prof.ssa Maria Beatrice Toro ci introduce il tema della mindfulness per le relazioni di coppia; grazie a questa pratica di meditazione, infatti, è possibile mantenere vivo l’amore e ritrovare la voglia di dedicare al partner premure e attenzioni.

 

Nella pagina di donna moderna in privato la giornalista Silvia Calvi riporta i quattro esercizi suggeriti dalla Prof.ssa che si possono praticare in coppia. Attraverso la pratica di questi esercizi è possibile allenarsi ad essere meno giudicanti e soprattutto a perdere l’abitudine di attribuire un significato a tutto ciò che ci circonda, ad ascoltare attentamente le parole che l’altro pronuncia e, di conseguenza, ad aprirsi all’altrorispondere in modo profondo e dettagliato;  ad essere più sereni e accoglienti con il proprio partner così da ridurre la distanza nella coppia.

 

CONSAPEVOLEZZA CONTRO L’EFFETTO PSICOSI DA ATTENTATO

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E’ uscita ieri sul quotidiano Il Messaggero, ripresa anche dal Mattino, un intervista della Giornalista Maria Lombardi alla Prof.ssa Maria Beatrice Toro, autrice insieme a Stefano Serafinelli del libro “Mindfulness Insieme. Coltivare la consapevolezza con se stessi, in coppia, sul lavoro”. 

La prof.ssa Toro sostiene che in un momento storico come questo che stiamo vivendo, caratterizzato dalla costante paura che rischia di accompagnare ogni respiro, il contatto con se stessi aiuta ad alleggerire gli attimi di tensione, a fare in modo che la paura non diventi uno stress cronico con tutte le conseguenze per il fisico che tale stato comporta.

In questi giorni assistiamo al diffondersi della paura tra gli abitanti delle città, presenziate dalla forze di sicurezza, segno visibile che anche l’Italia è sotto minaccia. Le piazze che oggi sono state definite a rischio dal governo USA erano già meno frequentate nei giorni passati. Siamo in uno strisciante stato di allarme, ma come evitare di scivolare in una psicosi da attentato?

EVITARE DI EVITARE Stare insieme è la prima risorsa che abbiamo per elaborare quello che sta accadendo, evitando che la paura si trasformi in panico. Dobbiamo parlare, esprimere dubbi, domande e angosce, poiché il gruppo, la comunità, la socialità sono un contenitore importante per ritrovare la sicurezza.

STOP ALLA CATASTROFIZZAZIONE E’ molto utile anche riconcettualizzare la presenza della polizia delle forze di sicurezza, da segno di pericolo a risorsa per la comunità. Più siamo spaventati, più pensiamo in modo catastrofico: “Se ci sono i poliziotti, vuol dire che devo avere paura” è un’equazione sbagliata, poiché è normale che la vita collettiva sicura si basi anche sulla presenza di chi lavora per proteggerci.

Come scrive Amadei, “C’è la paura ma non siamo spaventati”; è questo l’obiettivo della pratica mindfulness che ci aiuta a non farci gestire dalle reazioni emotive. Diventiamo capaci di rispondere in maniera consapevole alle situazioni difficili, ricordando a noi stessi che in questo momento siamo presenti e vibriamo di vita; la fragilità del vivere umano è inevitabile, ma è importante essere grati di ciò che siamo e, soprattutto, come sempre, ricordarsi che la soluzione contro la paura è vivere.

 

Accettare e realizzare se stessi attraverso la mindfulness

Crescita personale: percorsi di benessere

Foto instagram.com/mindfulness

«Il processo di crescita incomincia all’inizio della vita di ciascuno; non lo abbiamo deciso noi, ma siamo organismi che naturalmente evolvono, fino al momento in cui, magari a seguito di eventi stressanti, insorgono una serie di preoccupazioni e rimuginazioni che possono fermare la realizzazione del nostro potenziale infantile».

La psicologa e psicoterapeuta Maria Beatrice Toro, che insieme a Stefano Serafinelli, è autrice del libro fresco di stampa Mindfulness insieme. Coltivare la consapevolezza con se stessi, in coppia e sul lavoro (edizioni FrancoAngeli, 19 euro), è stata intervistata dalla giornalista Vanessa Perrilli e introduce i lettori di Marieclaire al concetto di crescita personale attraverso la mindfulness, o meditazione di consapevolezza.

“Intraprendere un cammino in direzione della propria crescita significa, per prima cosa, accettare lo stato in cui ci si trova nel momento presente, poiché è solo dall’accettazione che si può fare ripartire un cambiamento. L’accettazione, infatti, apre a una vera conoscenza di sé, in direzione di tutte quelle informazioni che vanno perdute quando rimuoviamo quello che è già presente in noi. Essere consapevoli di ciò che accade nel campo di coscienza è il primo passo per riprendere la padronanza della propria vita e uno stato vigile e consapevole.

Per molti anni in psicologia abbiamo insistito sul potenziamento dell’autostima. Ciò è ancora importante, ma stiamo capendo che la vera autostima si può basare esclusivamente su una sana auto accettazione. Essa, infatti, si riferisce a un’affermazione più globale e completa. Abbracciare, senza giudicare, noi stessi – senza limitarsi agli aspetti positivi – significa avvicinarsi a se stessi incondizionatamente. Ciò non vuol dire diventare superficiali e fare finta di non avere limiti e debolezze, ma questi difetti non diminuiranno più la capacità di accettarci e conoscerci in modo pieno. La consapevolezza porta a esplorare con interesse e curiosità anche le parti di sé che solitamente non ci piacciono. Non appena si interrompa il giudizio severo, siamo meno duri e ci avviciniamo più facilmente alla felicità.

Frequentando un protocollo di mindfulness i risultati sono visibili già dai primi giorni e si stabilizzano entro le otto settimane, tempo di durata del più noto programma MBSR: lo stress si riduce, le somatizzazioni, se presenti, si riducono e il tono dell’umore migliora. Nonostante la meditazione di consapevolezza abbia radici profonde nella tradizione buddista, il suo valore vuole essere universale e fruibile a tutti.

Nel campo del lavoro, non a caso, nelle realtà produttive più all’avanguardia, si pensi alla Silicon Valley negli USA, vengono proposti seminari in cui i partecipanti apprendono come le pratiche di meditazione li possano sostenere nel vivere all’interno della propria organizzazione, integrando l’approccio appreso nella vita quotidiana, seguendo abitudini quali, per esempio, “ancorare” la giornata attraverso una pratica formale mattutina. Prima di recarsi sul luogo di lavoro, si viene invitati a ricordarsi dello scopo dell’organizzazione in cui si presta il proprio servizio, o si opera come leader, per impegnarsi in direzione di qualcosa che possa essere avvertito come significativo.

Bellezza e… gentilezza

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La giornalista Martina Manfredi ha pubblicato su Glamour.it un prontuario dell’autrice del libro “Mindfulness insieme”, Maria Beatrice Toro, per esercitare la nobiltà d’animo e sentirsi meglio. Anche davanti allo specchio.

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Mindfulness insieme” (Le Comete FrancoAngeli) Nel libro, la psicologa Maria Beatrice Toro e l’istruttore di protocolli mindfulness Srefano Serafinelli spiegano come usare la mindfulness per sostenere i diversi tipi di relazione. 

 

 

 

 

 

“La bellezza è un valore, soprattutto in un mondo brutto. I bambini confondono il buono e il bello, segno che la bellezza viene da subito percepita come un valore che si deve abbinare con l’interiorità. E per sentirsi più belle, consiglio di cominciare proprio con la gentilezza, verso se stessi e verso gli altri”. Così la psicologa e psicoterapeuta Maria Beatrice Toro racconta uno degli aspetti della “Mindfulness insieme”, su cui ha appena scritto un libro insieme a Stefano Serafinelli (Le Comete FrancoAngeli).

Per una maggiore consapevolezza del sé, la dottoressa Toro vuole porre l’attenzione sul rapporto con gli altri, “perché da come trattiamo l’altro si capisce anche il rapporto che abbiamo con noi stessi e viceversa”.

Con la meditazione della gentilezza basta un piccolo atto di volontà: si comincia con l’augurio di felicità e benessere per sé, poi si rivolge lo stesso augurio agli altri, prima ai propri cari, poi ai conoscenti, infine a tutti. “La bellezza si afferma anche quando si riconosce la bellezza negli altri”, ricorda la psicologa.

Per iniziare a mettere in pratica la teoria, il prontuario della dottoressa prevede 4 semplici azioni:
1. Fare un atto di gentilezza verso se stesse: “prenditi cura del tuo corpo e della pelle, confine tra sè e altro”.
2. Fare un atto di gentilezza verso un’altra persona: “insegna a un’amica una cosa che sai fare”.
3. Pratica la condivisione della responsabilità: “aiuta a mantenere puliti i luoghi pubblici”.
4. Condividi la bellezza: “invece di mettere solamente un like impersonale, oggi fai un commento carino e condividi la bellezza di qualcun altro”.

Ulteriori dettagli dell’articolo sono disponibili su glamour.it

Mindfulness in coppia

Il counselling per la coppia orientato alla mindfulness

Maria Beatrice Toro interviene al Convegno Nazionale – Il Counselling e l’Orientamento in Europa e in Italia, tenuto presso l’Università di Padova, con una relazione sull’accoglienza della coppia secondo il metodo della mindfulness.

Accogliere una coppia in un contesto di aiuto significa riuscire a restituire loro la vita che realmente vivono. Talvolta accade alle coppie di negare la propria quotidianità relazionale poichè non è la quotidianità che vorrebbero… Il tipo di vita sognato, quello ideale, progettato, spesso assorbe prepotentemente tutta l’energia mentale della coppia, impedendo di essere presenti alla vita che scorre nel momento presente che è l’unica vita che abbiamo e che veramente può essere vissuta.”

Attingere ad una diversa modalità di relazione ha bisogno oltre che di tempo e pazienza anche di molta compassione per noi stessi e per gli altri.

L’aspetto non giudicante, insito nella definizione stessa di mindfulness è una protezione, anche per la coppia. Ma da cosa? Dalla distruttività di rivendicazioni e recriminazioni con cui ognuno di noi può “contagiare” il partner. Ci sono frasi e comportamenti che creano reattività, stress e rancore in una escalation senza fine, cui porre riparo mettendo tra parentesi, nelle sessioni di mindfulness e fuori, la voce giudicante che spesso ci sussurra “Hai ragione tu, fatti valere!”.

Mindfulness insieme – Edizioni Franco Angeli

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La mindfulness è un metodo per la conoscenza di sè, un percorso di evoluzione personale, un orizzonte esperienziale di cui sembriamo avere ogni giorno più bisogno, data la complessità, la tortuosità e l’incertezza che caratterizzano lo stile di vita accelerato del nostro tempo. Attraverso la coltivazione della consapevolezza si apprendono strumenti per crescere come persone, per curare sofferenze e disagi, ma anche per migliorare il benessere in famiglia, sul lavoro, nelle relazioni d’amicizia, d’amore. Attraverso la pratica di mindfulness si innescano processi in cui l’individuo conosce se stesso attraverso la visione dei meccanismi della propria mente.

Il mondo della psicologia ha recentemente assunto alcuni elementi di mindfulness, spostando il baricentro dell’intervento psicoterapeutico dalla discussione sui contenuti mentali individuali al terreno dei meccanismi mentali universali; l’obiettivo è quello di cambiare la relazione che l’individuo ha con essi.
Ma cosa succede quando quel “se stesso” viene in contatto con un altro “se stesso”? La possibilità di lavorare sulle relazioni interpersonali, attraverso la mindfulness, può costituire il completamento del percorso personale.

L’opera approfondisce un argomento ancora poco sviluppato nel contesto italiano: l’uso della mindfulness per sostenere le relazioni. Attraverso la presentazione del panorama dei metodi ad oggi presenti sull’argomento, il libro illustra protocolli, percorsi e proposte per l’intervento individuale, di coppia, di gruppo.
Fornisce schede e strumenti utili alla pratica, in modo da offrire non soltanto un compendio teorico, ma anche una guida pratica per il self-help.

La vita è un’esperienza, non una prestazione!

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Maria Beatrice è tra gli esperti scelti da Starbene per l’area della psicologia. Se vuoi un consulto gratuito puoi chiamare domani la redazione milanese 02 70300159

Sulla rivista di questa settimana segnaliamo un box che tratta della capacità di radicarsi nel presente come antidoto al pessimismo e alla preoccupazione.

Accanirsi sul passato non aiuta a vedere le alternative possibili e porta le persone a flagellarsi per le proprie inadeguatezze o per le occasioni perdute….questo atteggiamento finisce solo per abbattere la nostra autostima – sostiene la Prof.ssa Toro intervistata per la rivista Starbene – Al tempo stesso, però, proiettarci troppo nel futuro, anticipando i possibili problemi, toglie energia e non consente di raggiungere l’obiettivo prefissato.

Ciò che bisogna fare, dunque, è concentrarsi sul presente – magari con l’aiuto della mindfulness –e focalizzarsi sul viaggio piuttosto che sulla meta da raggiungere; nella vita è normale porsi degli obiettivi, ma non devono diventare una spada di Damocle che pende sulla testa. quindi non facciamoci travolgere dall’ansia da prestazione.

LA VITA E’ UN’ESPERIENZA; NON UNA PRESTAZIONE!

Ricordiamoci, allora di agire sempre nel pieno rispetto di sè, dei propri bisogni e dei propri ideali; essere in pace con ciò che si fa è la base della serenità e delle relazioni positive con gli altri.

#mindfulnessinterpersonale 

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