Ora legale: gli effetti sulla mente e sul corpo

Cosa accade a mente corpo quando inizia la “bella stagione”? Per quali motivi sintomi di ansia, instabilità dell’umore, spossatezza, si presentano o si accentuano proprio con l’inizio della primavera?

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Secondo la psicoterapeuta Maria Beatrice Toro “A causa dell’allungamento delle giornate il corpo ha bisogno di tanta energia in più: adrenalina e cortisolo vengono rilasciati in misura maggiore nel circolo sanguigno e, oltre a una certa eccitazione, portano tensione e nervosismo. In questo periodo diventa importante sostenere l’umore e allentare la pressione dell’ansia con semplici comportamenti salutari: una maggiore assunzione di liquidi, più varietà e colori a tavola e indosso, tante passeggiate all’aria aperta, meglio se di primo mattino e con il cellulare spento. Gli effetti benefici ci accompagneranno per tutto il giorno – e concluce – non dimentichiamo, neppure, di prenderci cura della mente: io consiglio la meditazione mindfulness e, in questo periodo, la pratica della meditazione camminata, da fare scalzi, ascoltando tutte le sensazioni che provengono dalle piante dei piedi. Si può fare anche a casa e calma i pensieri negativi”.

Per approfondimenti visita i siti http://www.senzaeta.it/quotidiano-della-salute/primavera-occhio-agli-sbalzi-dumore e pianetasaluteonline.com

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Un minuto per te…segui l’istinto!

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Sulla rivista Starbene un nuovo articolo di Rossana Cavaglieri con un’intervista alla prof.ssa Maria Beatrice Toro.

Ora che la primavera sembra essere alle porte e iniziamo già a bramare l’estate…possiamo orientarci sulla profondità del mare e sui suoi coralli luminescenti, un fenomeno naturale – spiega la prof.ssa Toro- che descrive quello che avviene nella mente dell’uomo dove, sotto strati di abitudini, pensieri e convinzioni, esistono desideri che animano e agiscono nel profondo. I coralli rappresentano delle forme di vita misteriose che si manifestano in tutta la loro bellezza e suggeriscono quanto sia importante ascoltare le voci dell’istinto. Sebbene queste ultime possono farci talvolta sbagliare, rappresentano comunque un’esperienza unica e propria di ogni individuo che nessuno potrà mai insegnare.

E allora prendiamoci un brevissimo lasso di tempo per noi ed osserviamo la foto per 1-3 minuti e poi…seguiamo l’istinto!

“Essere nel qui e ora”….anche in amore

La mindfulness permette di essere nel qui e ora, senza aspettative, paure o rimpianti. E questo, in amore, si traduce in una maggiore intesa, armonia e reciproca comprensione“.

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Con questa frase la Prof.ssa Maria Beatrice Toro ci introduce il tema della mindfulness per le relazioni di coppia; grazie a questa pratica di meditazione, infatti, è possibile mantenere vivo l’amore e ritrovare la voglia di dedicare al partner premure e attenzioni.

 

Nella pagina di donna moderna in privato la giornalista Silvia Calvi riporta i quattro esercizi suggeriti dalla Prof.ssa che si possono praticare in coppia. Attraverso la pratica di questi esercizi è possibile allenarsi ad essere meno giudicanti e soprattutto a perdere l’abitudine di attribuire un significato a tutto ciò che ci circonda, ad ascoltare attentamente le parole che l’altro pronuncia e, di conseguenza, ad aprirsi all’altrorispondere in modo profondo e dettagliato;  ad essere più sereni e accoglienti con il proprio partner così da ridurre la distanza nella coppia.

 

CONSAPEVOLEZZA CONTRO L’EFFETTO PSICOSI DA ATTENTATO

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E’ uscita ieri sul quotidiano Il Messaggero, ripresa anche dal Mattino, un intervista della Giornalista Maria Lombardi alla Prof.ssa Maria Beatrice Toro, autrice insieme a Stefano Serafinelli del libro “Mindfulness Insieme. Coltivare la consapevolezza con se stessi, in coppia, sul lavoro”. 

La prof.ssa Toro sostiene che in un momento storico come questo che stiamo vivendo, caratterizzato dalla costante paura che rischia di accompagnare ogni respiro, il contatto con se stessi aiuta ad alleggerire gli attimi di tensione, a fare in modo che la paura non diventi uno stress cronico con tutte le conseguenze per il fisico che tale stato comporta.

In questi giorni assistiamo al diffondersi della paura tra gli abitanti delle città, presenziate dalla forze di sicurezza, segno visibile che anche l’Italia è sotto minaccia. Le piazze che oggi sono state definite a rischio dal governo USA erano già meno frequentate nei giorni passati. Siamo in uno strisciante stato di allarme, ma come evitare di scivolare in una psicosi da attentato?

EVITARE DI EVITARE Stare insieme è la prima risorsa che abbiamo per elaborare quello che sta accadendo, evitando che la paura si trasformi in panico. Dobbiamo parlare, esprimere dubbi, domande e angosce, poiché il gruppo, la comunità, la socialità sono un contenitore importante per ritrovare la sicurezza.

STOP ALLA CATASTROFIZZAZIONE E’ molto utile anche riconcettualizzare la presenza della polizia delle forze di sicurezza, da segno di pericolo a risorsa per la comunità. Più siamo spaventati, più pensiamo in modo catastrofico: “Se ci sono i poliziotti, vuol dire che devo avere paura” è un’equazione sbagliata, poiché è normale che la vita collettiva sicura si basi anche sulla presenza di chi lavora per proteggerci.

Come scrive Amadei, “C’è la paura ma non siamo spaventati”; è questo l’obiettivo della pratica mindfulness che ci aiuta a non farci gestire dalle reazioni emotive. Diventiamo capaci di rispondere in maniera consapevole alle situazioni difficili, ricordando a noi stessi che in questo momento siamo presenti e vibriamo di vita; la fragilità del vivere umano è inevitabile, ma è importante essere grati di ciò che siamo e, soprattutto, come sempre, ricordarsi che la soluzione contro la paura è vivere.

 

Accettare e realizzare se stessi attraverso la mindfulness

Crescita personale: percorsi di benessere

Foto instagram.com/mindfulness

«Il processo di crescita incomincia all’inizio della vita di ciascuno; non lo abbiamo deciso noi, ma siamo organismi che naturalmente evolvono, fino al momento in cui, magari a seguito di eventi stressanti, insorgono una serie di preoccupazioni e rimuginazioni che possono fermare la realizzazione del nostro potenziale infantile».

La psicologa e psicoterapeuta Maria Beatrice Toro, che insieme a Stefano Serafinelli, è autrice del libro fresco di stampa Mindfulness insieme. Coltivare la consapevolezza con se stessi, in coppia e sul lavoro (edizioni FrancoAngeli, 19 euro), è stata intervistata dalla giornalista Vanessa Perrilli e introduce i lettori di Marieclaire al concetto di crescita personale attraverso la mindfulness, o meditazione di consapevolezza.

“Intraprendere un cammino in direzione della propria crescita significa, per prima cosa, accettare lo stato in cui ci si trova nel momento presente, poiché è solo dall’accettazione che si può fare ripartire un cambiamento. L’accettazione, infatti, apre a una vera conoscenza di sé, in direzione di tutte quelle informazioni che vanno perdute quando rimuoviamo quello che è già presente in noi. Essere consapevoli di ciò che accade nel campo di coscienza è il primo passo per riprendere la padronanza della propria vita e uno stato vigile e consapevole.

Per molti anni in psicologia abbiamo insistito sul potenziamento dell’autostima. Ciò è ancora importante, ma stiamo capendo che la vera autostima si può basare esclusivamente su una sana auto accettazione. Essa, infatti, si riferisce a un’affermazione più globale e completa. Abbracciare, senza giudicare, noi stessi – senza limitarsi agli aspetti positivi – significa avvicinarsi a se stessi incondizionatamente. Ciò non vuol dire diventare superficiali e fare finta di non avere limiti e debolezze, ma questi difetti non diminuiranno più la capacità di accettarci e conoscerci in modo pieno. La consapevolezza porta a esplorare con interesse e curiosità anche le parti di sé che solitamente non ci piacciono. Non appena si interrompa il giudizio severo, siamo meno duri e ci avviciniamo più facilmente alla felicità.

Frequentando un protocollo di mindfulness i risultati sono visibili già dai primi giorni e si stabilizzano entro le otto settimane, tempo di durata del più noto programma MBSR: lo stress si riduce, le somatizzazioni, se presenti, si riducono e il tono dell’umore migliora. Nonostante la meditazione di consapevolezza abbia radici profonde nella tradizione buddista, il suo valore vuole essere universale e fruibile a tutti.

Nel campo del lavoro, non a caso, nelle realtà produttive più all’avanguardia, si pensi alla Silicon Valley negli USA, vengono proposti seminari in cui i partecipanti apprendono come le pratiche di meditazione li possano sostenere nel vivere all’interno della propria organizzazione, integrando l’approccio appreso nella vita quotidiana, seguendo abitudini quali, per esempio, “ancorare” la giornata attraverso una pratica formale mattutina. Prima di recarsi sul luogo di lavoro, si viene invitati a ricordarsi dello scopo dell’organizzazione in cui si presta il proprio servizio, o si opera come leader, per impegnarsi in direzione di qualcosa che possa essere avvertito come significativo.

Bellezza e… gentilezza

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La giornalista Martina Manfredi ha pubblicato su Glamour.it un prontuario dell’autrice del libro “Mindfulness insieme”, Maria Beatrice Toro, per esercitare la nobiltà d’animo e sentirsi meglio. Anche davanti allo specchio.

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Mindfulness insieme” (Le Comete FrancoAngeli) Nel libro, la psicologa Maria Beatrice Toro e l’istruttore di protocolli mindfulness Srefano Serafinelli spiegano come usare la mindfulness per sostenere i diversi tipi di relazione. 

 

 

 

 

 

“La bellezza è un valore, soprattutto in un mondo brutto. I bambini confondono il buono e il bello, segno che la bellezza viene da subito percepita come un valore che si deve abbinare con l’interiorità. E per sentirsi più belle, consiglio di cominciare proprio con la gentilezza, verso se stessi e verso gli altri”. Così la psicologa e psicoterapeuta Maria Beatrice Toro racconta uno degli aspetti della “Mindfulness insieme”, su cui ha appena scritto un libro insieme a Stefano Serafinelli (Le Comete FrancoAngeli).

Per una maggiore consapevolezza del sé, la dottoressa Toro vuole porre l’attenzione sul rapporto con gli altri, “perché da come trattiamo l’altro si capisce anche il rapporto che abbiamo con noi stessi e viceversa”.

Con la meditazione della gentilezza basta un piccolo atto di volontà: si comincia con l’augurio di felicità e benessere per sé, poi si rivolge lo stesso augurio agli altri, prima ai propri cari, poi ai conoscenti, infine a tutti. “La bellezza si afferma anche quando si riconosce la bellezza negli altri”, ricorda la psicologa.

Per iniziare a mettere in pratica la teoria, il prontuario della dottoressa prevede 4 semplici azioni:
1. Fare un atto di gentilezza verso se stesse: “prenditi cura del tuo corpo e della pelle, confine tra sè e altro”.
2. Fare un atto di gentilezza verso un’altra persona: “insegna a un’amica una cosa che sai fare”.
3. Pratica la condivisione della responsabilità: “aiuta a mantenere puliti i luoghi pubblici”.
4. Condividi la bellezza: “invece di mettere solamente un like impersonale, oggi fai un commento carino e condividi la bellezza di qualcun altro”.

Ulteriori dettagli dell’articolo sono disponibili su glamour.it

meditare 1-3 minuti con il vento…ti aiuterà a produrre nuove idee…

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“Il vento è il simbolo dell’invisibile che ci circonda. Si muove libero giocando tra l’erba. Scompiglia le chiome dell’albero e i capelli. Il vento è energia di purificazione e, negli antichi miti, portava l’ispirazione” – spiega la Prof.ssa Maria Beatrice Toro nelle pagine della rivista Starbene in cui suggerisce un esercizio di meditazione che vede protagonista proprio il vento – “Siediti su un prato o sulla sabbia e prova a fare questa meditazione: chiudi gli occhi e respira a fondo, lasciando che il vento si mescoli con il tuo respiro. Immagina di farti attraversare dall’aria e che la brezza ti purifichi la mente: ti porterà a nuove idee“.

Per la tradizione rabbinica, nell’uomo esistono due anime, lo spirito del vento e lo spirito dell’aria. Quando una persona sogna, lo spirito del vento viaggia da una parte all’altra dell’universo, e lo spirito dell’aria rimane e si sofferma in profondità, nella stanza delle stanze.

In ebraico spirito viene tradotto con la parola רוח (“ruah“), un nome di genere femminile. Ruah significa anche vento,respiro. “Spirito Santo” è רוח הקודש, ruah haQodesh“, la Potenza divina che può riempire gli uomini, facendone dei profeti.

Per gli ebrei, “quando veniva il Ruah Divino era per portar loro cose buone, oppure castigo e punizione. Ma ebbero modo di vedere che esso non restava al di fuori dell’uomo – come se questi fosse solo una creatura dell’ambiente circostante  – un elemento dell’atmosfera. Esso veniva soffiato dentro di loro, e in un uomo diventava principio di vita2. (John Haughey).

Negli <<Atti degli Apostoli>> si legge che, mentre il giorno della Pentecoste stava per finire, gli Apostoli si trovavano insieme nelle stesso luogo. Ad un tratto sentirono un forte rumore come di <<vento che si abbatte gagliardo>> (At 2,2).

Il vento – nella tradizione cristiana – è il più importante simbolo dello Spirito.

Carpe Diem: imparare a cogliere l’attimo

RILASSATI, LIBERA LA MENTE E OSSERVA QUESTA FOTO SENZA STACCARE LO SGUARDO PER UNO-TRE MINUTI.

NON CONTROLLARE L’OROLOGIO: SE VUOI CONTA 18 RESPIRI, IL TEMPO DI UN MINUTO.
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I giochi sulla neve ti sintonizzano con le tue emozioni:

i pupazzi di neve ti ricordano che non smetti mai di essere bambina.

“Anche solo guardandoli pensi alla poesia che ispira questo gioco” – dice la psicoterapeuta Maria Beatrice Toro – “si fa tutti assieme, adulti e bambini, felici nell’atmosfera magica delle neve. Ognuno porta la su aidea, ed è un’occasione speciale per dare sfogo alla propria creatività.”

le emozioni che provi sono legate al piacere di costruire qualcosa di bello, cogliendo l’essenza di un attimo. 

“Perchè poi la neve si scioglierà e le forme cambieranno. Ma non per questo bisogna essere tristi.”

Le creazioni di neve ti mettono in sintonia con le trasformazioni della vita e della natura.

Lo stesso succede con i castelli di sabbia. E ti lasci andare al flusso delle emozioni come in un esercizio di meditazione.

I consigli dell’esperta per rigenerare la mente, ripartire, e guardare ai consueti impegni con più entusiasmo.

Per staccare la spina dalla routine quotidiana, rigenerarsi e fare il pieno di energia e benessere, secondo l’esperta – la prof.ssa Maria Beatrice Toro intervistata per piùsanipiùbelli.it dalla giornalista Angela Altomare – basta qualche ora.

Ci sentiamo ipersensibili, irritabili e sovraccarichi? In questo periodo capita. Facilmente dimentichiamo le cose e spesso commettiamo errori; mal di testa e mancanza di concentrazione mettono a dura prova le nostre giornate e i nostri impegni.

Basta una breve fuga per ritrovare un po’ di tranquillità.  Le terme, in particolare, aiutano attraverso l’acqua ad allentare la tensione interna.Ciò che viene stimolato dal lasciarsi trasportare dall’acqua calda non è il dinamismo, l’avventura, ma la tranquilla esplorazione di sé stess: un atteggiamento di auto-accudimento, di attenzione e di accettazione. Elementi come l’acqua, il calore, i colori stimolano la sfera sensoriale e ci aiutano a staccarci dal piano del fare ed ad avvicinarci a quello dell’essere.

Ritornare a esser connessi con sé stessi

Viviamo in una società iperconnessa, ma spesso nell’iperconnessione ciò che salta è proprio la connessione con sé.

  • Evitate durante le ore di relax di controllare mail e di scrivere e postare foto sui social network per non trasformare la vacanza rilassante in una vacanza social;
  • Evitate di ossessionarvi per  il vostro aspetto fisico.
  •  Esplorate delle piccole novità. Ad esempio, assaggiate un piatto tipico del luogo. Cercate di stare nel presente e godere di quello che il luogo offre.
  • E infine non utilizzate la vacanza per pensare al passato o progettare il futuro. È un momento in cui si sta in contatto con sé stessi in un tempo che è così com’è.

http://www.piusanipiubelli.it/benessere/relax-trattamenti-benessere/terme-spa-beauty-farm-come-dove-ritrovarsi-pag_2.htm

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