Maria Beatrice Toro

Psicologa Psicoterapeuta

Archive for the ‘Facebook’ Category

Trappole tese in rete

Posted by Maria Beatrice Toro su 14 febbraio 2017

Nella società post moderna molti individui conducono una vita che si muove tra due mondi: il reale e il virtuale. Ciò comporta, nella maggior parte dei casi, la presenza di due identità, quella che si manifesta online e quella che si palesa offline, queste due identità non sempre coincidono. L’identità reale si costruisce attraverso il nostro modo di raccontarci, i ruoli che ricopriamo nei vari ambiti della nostra vita, il lavoro e le relazioni face to face che abbiamo. Una parte del nostro sè, però, si è spostata online pertanto, come esistiamo nel mondo reale, esistiamo anche nel mondo virtuale in cui ci esprimiamo, per esempio, attraverso i profili dei vari social. Proprio sui social postiamo informazioni che ci riguardano, condividiamo foto, esprimiamo stati d’animo, emozioni, pensieri, nella convinzione di esprimerci all’interno di un luogo sicuro, protetto, emotivamente caldo, senza renderci conto che si è, in realtà, in un luogo pubblico in cui tutti hanno libero accesso a quello che decidiamo di rendere noto. In questi scenari si stagliano sempre più frequentemente truffe e inganni finalizzati a estorcere denaro oppure, ancor peggio, dati sensibili o foto di minori.

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Nativi digitali

Posted by Maria Beatrice Toro su 5 settembre 2016

nativi

Una riflessione sui modi di vivere e fare esperienza dei nati dopo il duemila… Clicca su http://ojs.francoangeli.it/_ojs/index.php/modelli-mente-oa/article/view/3458/86

 

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Digital detox

Posted by Maria Beatrice Toro su 27 giugno 2014

Digital detox

Anche alla vigilia delle vacanze, siamo preda del tecnostress. Si tratta di uno stato di tensione e agitazione che ci prende quando stiamo sempre a monitorare i social media e il telefonino: il suono di una notifica ci infastidisce e non vorremmo andare a guardare, ma non resistiamo… quindi ci sentiamo stressati ma non riusciamo a staccare.

Ne parla Maria Beatrice Toro in un’intervista a piusanipiubelli.it

La mente diventa sovraccarica e incapace di capire davvero la realtà di ciò che accade dentro e fuori di noi. Il sistema nervoso diventa reattivo, ci irritiamo per un nonnulla, andiamo in ansia se non c’è campo… questo alla lunga è logorante e impedisce di cogliere il momento presente: siamo sempre con il cuore altrove.

Quando risulta necessario il digital detox?
Quando sobbalziamo ogni volta che squilla il cellulare, quando abbiamo paura di quello che arriva nella casella della mail, quando stiamo attaccati ossessivamente al pc a fantasticare, in attesa di un messaggio che non arriva, quando usiamo il telefonino come un confine invisibile che ci separa dalle persone che abbiamo accanto. Soprattutto, siamo oltre il limite di guardia quando ci basta il digitale per non sentirci soli.

Questo può diventare una difesa. È fondamentale, allora, fermarsi e togliersi la corazza dell’immagine che abbiamo costruito, avvicinarci alle cose della vita senza maschera e prendere tutto il bene e tutto il male che ne derivano. All’inizio può essere faticoso, ma ne vale la pena.

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Violenza agita sul web e violenza agita realmente, in entrambi i casi le vittime sono due donne

Posted by Maria Beatrice Toro su 20 febbraio 2014

“Fai schifo, falla finita!” E’ questa una delle tante frasi che, riecheggiando nell’orecchio della ragazzina di 14 anni di Cittadella di Padova, l’hanno portata ad un gesto estremo: un salto nel vuoto di 30 metri con cui si è tolta la vita. Un caso di cyberbullismo che ha  impattato sulla sfera emotiva di molti e, soprattutto, dei genitori di figli adolescenti.

La prof.ssa Maria Beatrice Toro, ospite del giornalista Donatello Vaccarelli, spiega che:” Internet e i vari Social Network in cui navigano i ragazzi creano un effetto disinibitorio fortissimo per cui si creano insulti, discussioni, frasi terrificanti che di persona non diresti mai o avresti difficoltà a dire poichè empatizzi con l’altro e ciò ti porta a non farcela ad offendere e insultare: invece dietro lo schermo si scatena una violenza istintiva, priva di ogni riflessione o preoccupazione rispetto alle conseguenze delle nostre frasi perciò si strutturano due ruoli. Il primo è quello dell’aggressore, che ha la mano facile, e l’altro è quello dell’aggredito, che è la vittima investita totalmente.

Come possono le famiglie tutelare i propri figli?Talvolta appaiono inermi e spaesati,  I GENITORI NON è CHE NON PROVVEDONO, ma appartengono di fatto a una generazione differente, cresciuta con logiche e linguaggi diversi, distanti…quanti conoscono ASK, il social dove gli insulti sono stati lanciati?

E poi, per quanto riguarda la violenza agita dagli uomini sulle donne, la televisione insiste a raccontare lo strazio dei corpi massacrati, ma del massacro dell’anima chi parla?

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TgTg telegiornali a confronto: lo scandalo del Datagate

Posted by Maria Beatrice Toro su 26 giugno 2013

La Prof.ssa Maria Beatrice Toro, ospite di Donatello Vaccarelli nella trasmissione “TgTg Telgiornali a confronto”, analizza lo scandalo USA del Datagate.

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Progetto DAPHNE III – safe social media

Posted by Maria Beatrice Toro su 28 ottobre 2012

Safe social media è un progetto finanziato dall’Unione Europea, nell’ambito di Daphne III, programma inteso a prevenire e combattere la violenza contro i bambini, i giovani e le donne e a proteggere le vittime e i gruppi a rischio.

Come navigare sicuri e districarsi nel mondo della società liquida? Parte del materiale prodotto nel progetto DaphneIII- safe social media costituisce una guida a Internet ed è indirizzata agli studenti di scuola primaria e secondaria inferiore per aiutarli nella scoperta del mondo digitale e di Internet nella sicurezza. Il materiale digitale è stato prodotto nell’ambito del progetto di Ricerca e Sviluppo tra Stati membri, dal titolo “Prevenire e Combattere la Violenza nei Nuovi Media”, finanziato dalla Commissione Europea nel Programma: Daphne III  (Ref.Contract: JUST/2010/DAP3/AG/1350).

Il convegno di Rimini rappresenta un’occasione imperdibile per genitori ed educatori per parlare di come proteggersi dalle insidie della “tecnoliquidità”, sovrapposizione di tecnologia e liquidità delle relazioni. Con il professor Tonino Cantelmi , la Prof.ssa Michela Pensavalli e la Prof.ssa Maria Beatrice Toro. I massimi esperti del settore presentano le loro ricerche e il progetto Daphne realizzato in collaborazione con la Fondazione Enaip Zavatta di Rimini.

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Il difficile mestiere dell’umanità tecno liquida

Posted by Maria Beatrice Toro su 16 giugno 2011

In un bell’articolo Piera Lombardi riprende i diversi temi toccati nel convegno “la psicologia e le sfide della modernità”.  http://www.atlantidezine.it/il-difficile-mestiere-dell’umanita-tecno-liquida.html. Di seguito un estratto.

La società tecno-liquida, nata dal connubio tra la tecnologia e il divenire convulso, peculiare della post-modernità che fa terra bruciata di tutto (liquidità teorizzata dal sociologo Zygmunt Bauman), ha i suoi imperativi. Li ha esposti lo psichiatra Tonino Cantelmi nel corso del convegno ‘La psicologia e le sfide della modernità’ che si è  svolto all’Ateneo pontificio Regina Apostolorum di Roma dove il medico ha la cattedra di Psicopatologia. “Il narcisismo del terzo millennio- ha spiegato Cantelmi – si declina in un modo un po’ diverso da quello descritto dai libri.

Facebook è la tua vetrina, hai la tua ‘fotina’, il tuo cartellone, lontano da ciò che sei tu. Rappresenta noi stessi in modo diverso da ciò che siamo”. Non è un caso che gli psichiatri americani in fase di elaborazione del DSM 5, (il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, la ‘Bibbia’ della salute mentale), stiano pensando di derubricare il narcisismo: “non è forse la migliore forma di adattamento alla società tecno liquida?”, ha commentato ironicamente Cantelmi.

I mezzi di comunicazione e tecnologici condizionano pesantemente la vita affettiva di ciascuno, ma più vulnerabili di tutti sono bambini e adolescenti. La psicologa e psicoterapeuta Maria Beatrice Toro, ha posto l’attenzione su ‘l’insostenibile peso del corpo: l’anoressia al tempo di Internet”. Un’altra delle nefaste equazioni della tecno liquidità, infatti, è che magrezza equivalga a potere, successo. Magari anche l’anoressia a breve sarà depennata dalle patologie visto e considerato che sempre più ragazze la promuovono come stile di vita; e quale migliore vetrina per farlo se non Internet? Il fenomeno, avverte la psicoterapeuta, è ‘vecchio’, conosciuto da almeno di 15 anni, da noi un po’ meno: proliferano siti e blog dove “si sponsorizza l’anoressia come uno stile di vita o come una religione con una sua divinità e un suo credo”. La divinità è la dea Ana che richiede una serie di rituali in nome di rivelazioni che fa alle adepte, nonché comandamenti da seguire: essere magri è più importante che essere sani, se non sei magra non sei attraente, se mangi ti devi punire, non mangiare è simbolo di autocontrollo. “Fino ad arrivare a dove? Quando ti puoi fermare? Alla morte. Il nichilismo è un’altra caratteristica della tecno liquidità”. Al momento tramite polizia postale in Italia si possono chiudere i siti pedopornografici (la pedofilia è un reato), ma non quelli inneggianti all’anoressia (è una malattia, non un reato).  La buona notizia è però che fioriscono altrettanti siti  pro vita o pro recovery: luoghi virtuali in cui le ragazze che si stanno curando dall’anoressia invitano le altre a farlo.

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PSICHE’ PAIDEIA – 3° SEMINARIO DI PSICOLOGIA, PSICOANALISI ED EDUCAZIONE

Posted by Maria Beatrice Toro su 2 dicembre 2010

La definizione   nativi digitali si riferisce alla generazione nata tra il 1990 e il 2000.   In Italia, dati DOXA presentati IL 18-19 novembre all’Università di Milano   “Bicocca” dicono che il 18% dei bambini tra 9 e 13 annipossiede un telefonino;  il 54% utilizza un PC per andare su Facebook. E’ stato calcolato che in 5 anni un idealtipo di questa generazione impegna:  10.000   ore di videogiochi;  200.000 e mail;  10.000 ore al cellulare;  20.000 ore alla tv. I processi mentali dei nativi digitali sono fortemente condizionati da: multitasking; ipertestualità; interattività; precocità della nascita sociale (con chat, blog e social network).

I genitori sono in grado di entrare   in relazione con i figli per guidare e orientare i loro accessi alla rete?  I sistemi scolastici hanno registrato questi cambiamenti e si sono attrezzati per adeguare le metodologie dell’insegnamento ai nuovi processi mentali dei nativi digitali? La natura virtuale dei contatti e delle relazioni tra individui collegati in rete può determinare aspetti patologici, soprattutto negli utilizzatori adolescenti, che si guardano e sanno di essere guardati in uno specchio collettivo, sul quale tendono a mostrarsi in modi idealizzati e narcisisticamente gratificanti?

SE NE PARLA A FABRIANO, NEL TEATRO COMUNALE, IL 3 DICEMBRE. La dott.ssa Toro interviene sulle patologie legate a internet. INFO SUL SITO http://www.liceostelluti.it

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AVATAR

Posted by Maria Beatrice Toro su 21 giugno 2010

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Avatar

Posted by Maria Beatrice Toro su 21 gennaio 2010

AVATAR, ovvero la vita digitale nel terzo millennio. Il libro esplora la svolta antropologica in corso, determinata dall’impatto della tecnologia digitale sulla mente umana e sulla relazione interpersonale.
Relazioni tecnomediate, dislocazioni mentali, digitali nativi, dimensioni virtuali e realtà: questi i temi toccati dal team degli autori Tonino Cantelmi, Maria Beatrice Toro e Massimo Talli.
Edizioni Magi, Aprile 2010.

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