Trappole tese in rete

Nella società post moderna molti individui conducono una vita che si muove tra due mondi: il reale e il virtuale. Ciò comporta, nella maggior parte dei casi, la presenza di due identità, quella che si manifesta online e quella che si palesa offline, queste due identità non sempre coincidono. L’identità reale si costruisce attraverso il nostro modo di raccontarci, i ruoli che ricopriamo nei vari ambiti della nostra vita, il lavoro e le relazioni face to face che abbiamo. Una parte del nostro sè, però, si è spostata online pertanto, come esistiamo nel mondo reale, esistiamo anche nel mondo virtuale in cui ci esprimiamo, per esempio, attraverso i profili dei vari social. Proprio sui social postiamo informazioni che ci riguardano, condividiamo foto, esprimiamo stati d’animo, emozioni, pensieri, nella convinzione di esprimerci all’interno di un luogo sicuro, protetto, emotivamente caldo, senza renderci conto che si è, in realtà, in un luogo pubblico in cui tutti hanno libero accesso a quello che decidiamo di rendere noto. In questi scenari si stagliano sempre più frequentemente truffe e inganni finalizzati a estorcere denaro oppure, ancor peggio, dati sensibili o foto di minori.

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La violenza del partner: da Tiziana a Ilenia

Su Radio Sonica il direttore Marco Fabriani intervista la prof.ssa Toro sui casi di violenza sulle donne da parte dei loro partner che si sono verificati nell’ultimo periodo.

Questa riflessione origina dai tentativi di Ilenia di messina, la ragazza sfigurata dall’acido che continua a difendere il suo fidanzato, proteggendo probabilmente, in questo modo, anche se stessa dalla possibilità di  dover ammettere di aver sbagliato tutto.

La prof.ssa Toro si concentra anche su un altro fatto di cronaca nera: la storia di Tiziana, la ragazza che si è suicidata dopo la diffusione in rete di alcuni suoi video. La sessualità riguarda la sfera del privato e la pubblicazione di queste immagini è stata un duro colpo per questa ragazza. Ciò che sarebbe necessario fare, in vicende come queste, è creare una rete sociale di sostegno che sia reale e che possa rappresentare un’alternativa alla rete virtuale.

Quando il web è disumano: stuprata in discoteca, le amiche fanno il video

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In un articolo pubblicato ieri dalla giornalista Maria Lombardi sul Messaggero, la prof.ssa Toro parla delle trappole della rete. Storie diverse quella di Tiziana, suicida per la vergogna di quel video hard che in rete ha suscitato insulto e derisioni, e quella della diciassettenne di Rimini violentata in un bagno sotto gli occhi delle amiche. Diverse si ma con un comune denominatore: gli eccessi del web che accoglie, memorizza e non cancella più!
Tra mondo reale e virtuale le distanze sono ridotte al minimo e questo fa perdere ai ragazzi i confini spazio-temporali. Se gli eventi vengono decontestualizzati e si vive solo la realtà virtuale, il rischio è perdere L empatia senza cui non si riesce più a cogliere il senso di quanto accade nella realtà che ci circonda. Complice di questa dissolvenza è il potere disumanizzante dello smartphone: tanto virtuoso quanto atroce, può fungere da ponte o da muro – sostiene la professoressa. Le ragazze di Rimini non sono state in grado di abbattere la barriera creata dallo schermo del loro smartphone e ne sono rimaste intrappolate, sono rimaste anestetizzate da quella tecnologia che non gli ha permesso di vivere la realtà e di gestirla.

Nativi digitali

nativi

Una riflessione sui modi di vivere e fare esperienza dei nati dopo il duemila… Clicca su http://ojs.francoangeli.it/_ojs/index.php/modelli-mente-oa/article/view/3458/86

 

Cosa puoi capire dai suoi tatuaggi?

Articolo pubblicato su Donna Moderna -In privato- a cura di Silvia Calvi con la consulenza della Prof.ssa Toro

Cosa possiamo capire su un ipotetico lui guardando i suoi tatuaggi?

La prof.ssa Toro ci aiuta a scoprire alcune peculiarità degli uomini tatuati descrivendone tre differenti tipologie sia nella personalità, che nella coppia e nella vita sessuale:

1. L’uomo completamente tatuato: è istrionico ed esibizionista e da molto peso all’opinione e al giudizio degli altri. Per questo richiede molte attenzioni nel rapporto di coppia e anche il sesso può assumere  il valore di un’esibizione;

2. L’uomo con pochi tatuaggi ma importanti: è irrequieto e curioso così come i suoi tatuaggiche sono ben nascosti e difficili da comprendere perchè legati a momenti fondamentali del suo percorso di vita. Ha bisogno di equilibrio ed è possessivo ma anche molto  protettivo con la sua donna. Questo aspetto si evidenzia anche nella sfera sessuale dove è attento e passionale con la propria partner.

3.L’uomo con un vecchio tatuaggio: quel segno rappresenta un “peccato di gioventù” ormai sbiadito e privo di significato. E’ un uomo indipendente, che non fa programmi e vive alla giornata; da buon spirito libero tende a non legarsi ma quando lo fa è poco attento ai bisogni della sua donna. Anche nel sesso non ama le regole e può essere focoso o distratto a seconda dell’umore del giorno.

Tecnoliquidità 2015. Dal robot umano al cane robot: generazione Y.

Una bella recensione sulla Tecnoliquidità, che evidenzia il transito umano verso la mixed reality, una modalità esperienziale “aumentata” dalle tecnologie.

Attraverso innesti tecnologici e interazioni cibernetiche verrà modificato il DNA della nostra identità e relazionalità?

Per l’articolo completo clicca sul link Tecnoliquidità 2015. Dal robot umano al cane robot: generazione Y..

The innovation of loneliness

Questo video di Shimi Cohen ha ricevuto 3 milioni di visualizzazioni in poche settimane ed è stato giustamente premiato come opera più creativa al Forster film festival del 2013.

L’introduzione ci illustra come la nostra tendenza moderna a sentirci facilmente soli si correli con l’incredibile enfasi posta sull’individualismo nella post modernità. 

Poi, il video prosegue con una domanda: i social media attenuano o esasperano la solitudine?

L’idea è che i social media – blog, facebook, twitter instagram, myspace – possano peggiorare le cose perchè ci abituano a sottoporre le nostre parole e, in ultima analisi, noi stessi, a un attento editing, disabituandoci alla dimensione, umana, del limite e dell’errore.

I social, infatti, inducono a pensare che possiamo sempre portare attenzione solo laddove desideriamo. Mostrare solo ciò che desideriamo mostrare, incontrare chi vogliamo incontrare.

In secondo luogo, ci danno la certezza di poter essere sempre “sentiti” . In terzo luogo, ci dicono che possiamo non essere mai soli. Eppure la capacità di stare soli è il segno della qualità della relazione che abbiamo con noi stessi. E se non sappiamo stare da soli, saremo prima o poi condannati a sentirci soli.

Dieta digitale: un giorno di detox!

Fonte: Più sani più belli

La dieta digitale consente, attraverso un giorno di salutare digiuno, di riprendere possesso di parti di sè assopite e di risvegliarci alla presenza di tutto ciò che la tecnologia sbiadisce: rapporto con il corpo, con l’ambiente naturale, con l’altro. 

http://www.piusanipiubelli.it/benessere/relax-trattamenti-benessere/come-staccare-spina-con-digital-detox.htm

digital-detox

Per disintossicarsi è utile fare per primi il primo passo, ovvero NON PRETENDERE CHE GLI ALTRI SIANO SEMPRE REPERIBILI. Se non ci rispondono a un messaggio, aspettare che ci contattino loro: è la salutare regola della reciprocità.

Organizziamo un raduno in campagna o una pizza in un posto dove il cellulare non prende e apriamo il cuore a tutto ciò che arriva dall’esterno e dagli altri.

NO ALL’ANSIA: se qualcuno ci cerca veramente, riproverà a chiamarci… inauguriamo una “happy hour” quotidiana durante la quale il telefono resta silenzioso.

…conto alla rovescia per il #decluttering

Noi umani abbiamo la forte tendenza a trovare ordine dove c’è il disordine, anche a costo di inventarcelo…

E’ un istinto di base, una poetica voglia di indovinare le regole nascoste nel mondo.

Nella nostra vita, tuttavia, le regole le mettiamo noi. Ma non può esistere ordine senza caos, caos senza ordine, razionalità senza divergenza, divergenza senza razionalità; e il modo in cui facciamo ordine dice molto di noi… tutti siamo capaci a sistemare una borsa o un armadio, ma ci vuole un’anima grande per dominare il caos. Order Or Chaos Directions On A Signpost

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