Maria Beatrice Toro

Psicologa Psicoterapeuta

Archive for the ‘consapevolezza’ Category

Crescere con la Mindfulness

Posted by Maria Beatrice Toro su 27 ottobre 2016

L’aggettivo sostenibile è, oggi, una parola molto in auge che, tra le altre cose, si sposa molto bene con la consapevolezza.

La consapevolezza, infatti, si esprime essendo attenti alla sostenibilità interiore delle esperienze che facciamo: questo è preziosissimo soprattutto quando si parla di bambini, che più di noi hanno difficoltà a elaborare il mare di informazioni in cui sono immersi. Troppe volte essi sono di fronte a esperienze a loro inadatte…non possono elaborare stimoli pensati per persone più grandi, così li incamerano, senza capirli. Lo stesso avviene per gli impegni e per i rapporti: sono troppi e vissuti troppo superficialmente, così alla fine non danno nulla, se non l’angoscia di non riuscire a controllare tutto e tutti.

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Vivere con consapevolezza significa rallentare, prendere contatto con se stessi e i propri limiti,  nel rispetto dei tempi fisici e psicologici che tutti abbiamo.

Auguro ai genitori e agli educatori di sapersi prendere cura dei propri limiti con sollecitudine. Non si riesce a essere veramente presenti se ci si costringe a corvee insostenibili; si vive tutto in modo automatico e ci si lascia sfuggire dei momenti che sono davvero unici. Presto il bambino crescerà; non perdiamo le occasioni che ci dà per stargli accanto e lasciamogli la possibilità di vivere la sua infanzia da bambino e non da piccolo adulto; scegliamo di non forzarlo a vivere la vita che con amore abbiamo progettato per lui, se non dopo aver fatto i conti con la sostenibilità di tale impresa per la sua delicata mente in crescita.

L’articolo completo è disponibile sul sito ANSA – Life style al seguente link https://www.ansa.it/lifestyle/notizie/societa/famiglia/2016/10/25/dalla-lentezza-alla-tutela-dellimmagine-i-5-nuovi-diritti-dei-bambini-di-oggi_6dc0106d-c9a0-4011-9694-fae0956b3e7c.html

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Relazione di coppia:quando nasce veramente l’amore?

Posted by Maria Beatrice Toro su 18 ottobre 2016

L’amore, quello autentico, nasce nella coppia solo quando i partner si mostrano per quello che sono realmente. Durante la fase di innamoramento, infatti, i due fidanzati cercano di mostrare le loro parti migliori, enfatizzando anche i pregi a discapito, ovviamente, dei difetti. Quando, successivamente, questa fase viene superata, i difetti iniziano ad emergere in entrambi…i membri della coppia possono decidere consapevolmente di amare anche i limiti del proprio partner e di iniziare a mostrarsi all’altro in modo autentico… è solo allora che nasce il vero amore!

L’amore – sostiene la Prof.ssa – non nasce rapidamente, è il compito di una vita, si scopre giorno dopo giorno, va coltivato, alimentato, ascoltato e praticato costanza e didezione cercando equilibri sempre nuovi e adattivi. Nelle coppie, inoltre, le discussioni, i litigi, sono elemento fondamentale. Proprio perchè la coppia si compone di due persone con temperamenti e caratteristiche personologiche diverse tra loro, è inevitabile che esse si scontrino su determinati aspetti di vita quotidiana. Il litigio è il sintomo di una coppia sana purchè si tratti di una discussione, anche se caratterizzata da toni di voce elevati o accompagnata da stati emotivi spiacevoli, costruttiva il cui scopo sia mettere pace, aiutare a trovare una soluzione, chiarirsi e che non sia una discussione mossa e mantenuta da rancori e recriminazioni.

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Un minuto per te…l’onda della felicità

Posted by Maria Beatrice Toro su 13 giugno 2016

 

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Sulla rivista Starbene un nuovo spunto di riflessione a cura di Rossana Cavaglieri che ha intervistato la Prof.ssa Maria Beatrice Toro.

Iniziamo a respirare l’aria delle vacanze…il mese di giugno è ormai arrivato, il caldo alle porte, le scuole sono concluse, i ritmi incessanti dell’anno iniziano a ridimensionarsi e possiamo concederci di…

pensare ad una spiaggia lontana, ad un piccolo angolo di paradiso tutto per noi!

Con questa meditazione mindfulness – suggerisce la prof.ssa Toro – possiamo immergerci sin da ora nell’atmosfera della vacanza. Mentre respiriamo possiamo sentire l’onda delle emozioni che ci suscita questo scenario: la sua forza smuove il fondo del mare e, così come succede alla sabbia, anche le nostre preoccupazioni e i nostri pensieri disturbanti si depositano, diventando come dei piccoli granelli. Ed è alla fine che possiamo sentirci finalmente pervasi dalla felicità.

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CONSAPEVOLEZZA CONTRO L’EFFETTO PSICOSI DA ATTENTATO

Posted by Maria Beatrice Toro su 19 novembre 2015

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E’ uscita ieri sul quotidiano Il Messaggero, ripresa anche dal Mattino, un intervista della Giornalista Maria Lombardi alla Prof.ssa Maria Beatrice Toro, autrice insieme a Stefano Serafinelli del libro “Mindfulness Insieme. Coltivare la consapevolezza con se stessi, in coppia, sul lavoro”. 

La prof.ssa Toro sostiene che in un momento storico come questo che stiamo vivendo, caratterizzato dalla costante paura che rischia di accompagnare ogni respiro, il contatto con se stessi aiuta ad alleggerire gli attimi di tensione, a fare in modo che la paura non diventi uno stress cronico con tutte le conseguenze per il fisico che tale stato comporta.

In questi giorni assistiamo al diffondersi della paura tra gli abitanti delle città, presenziate dalla forze di sicurezza, segno visibile che anche l’Italia è sotto minaccia. Le piazze che oggi sono state definite a rischio dal governo USA erano già meno frequentate nei giorni passati. Siamo in uno strisciante stato di allarme, ma come evitare di scivolare in una psicosi da attentato?

EVITARE DI EVITARE Stare insieme è la prima risorsa che abbiamo per elaborare quello che sta accadendo, evitando che la paura si trasformi in panico. Dobbiamo parlare, esprimere dubbi, domande e angosce, poiché il gruppo, la comunità, la socialità sono un contenitore importante per ritrovare la sicurezza.

STOP ALLA CATASTROFIZZAZIONE E’ molto utile anche riconcettualizzare la presenza della polizia delle forze di sicurezza, da segno di pericolo a risorsa per la comunità. Più siamo spaventati, più pensiamo in modo catastrofico: “Se ci sono i poliziotti, vuol dire che devo avere paura” è un’equazione sbagliata, poiché è normale che la vita collettiva sicura si basi anche sulla presenza di chi lavora per proteggerci.

Come scrive Amadei, “C’è la paura ma non siamo spaventati”; è questo l’obiettivo della pratica mindfulness che ci aiuta a non farci gestire dalle reazioni emotive. Diventiamo capaci di rispondere in maniera consapevole alle situazioni difficili, ricordando a noi stessi che in questo momento siamo presenti e vibriamo di vita; la fragilità del vivere umano è inevitabile, ma è importante essere grati di ciò che siamo e, soprattutto, come sempre, ricordarsi che la soluzione contro la paura è vivere.

 

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Omicidio di Ancona: cosa sta succedendo in famiglia?

Posted by Maria Beatrice Toro su 9 novembre 2015

Parla Roberta Pierini, accusata di concorso nell’omicidio della madre e nel ferimento del padre, ora in coma irreversibile all’ospedale Torrette di Ancona. “Volevamo solo un chiarimento non doveva finire così” (http://www.repubblica.it/cronaca/2015/11/09/news/omicidio_ancona_antonio_tagliata-126946614/).
foto ansa
Foto ANSA

Nelle parole della giovane e del fidanzato, emergono sconforto e choc per il gesto commesso, maturato in uno scenario estremamente conflittuale. I genitori di Antonio Tagliata inorridiscono all’idea che il figlio possa essere descritto come un mostro e accusano la famiglia di lei per il clima irrespirabile che si era creato a causa dell’opposizione al legame tra i ragazzi. “Tenevano segregata in casa la mia fidanzata – spiega Tagliata al pm Andrea Laurino – io ero andato lì solo per parlare” (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/08/omicidio-ancona-fermata-anche-la-figlia-sedicenne-della-donna-uccisa-glaciale-nessun-segno-di-pentimento/2199565/).

Cosa sta succedendo tra genitori e figli adolescenti?

La violenza verso i genitori da parte di figli adolescenti sta raggiungendo una frequenza allarmante.

Questo fenomeno ha tre radici fondamentali:
• gli adolescenti vivono una fase di forte rabbia e polemica verso i genitori perché devono affrontare il compito del distacco: nelle situazioni patologiche la rabbia si trasforma in odio – un sentimento potente e distruttivo che è spalanca le porte alla violenza
i genitori non sono preparati a vivere tutto ciò, perché sono fragili e dipendenti dai loro stessi figli, oppure reagiscono con eccessiva severità
i genitori alternano pericolosamente lassismo e divieti rigidi, che scatenano la rabbia dei figli

Si può parlare di raptus?
Io non credo nel concetto di raptus: la violenza viene sempre pre annunciata da alcune spie: litigi frequenti, muri di silenzio, scatti di ira con insulti e gesti di disprezzo, schiaffi, spintonamenti, lancio di oggetti e autolesionismo.
Si ricorre alla parola raptus per mascherare la nostra mancanza di consapevolezza.

La prima cosa che può fare la differenza è conoscere l’adolescenza, i suoi perché, i suoi modi, per saper distinguere la conflittualità “normale” da quella patologica. In secondo luogo è fondamentale saper dialogare, non sentirsi detronizzati nel momento in cui il figlio non ci considera più come la fonte principale di informazione sulla vita e accettare di porsi come un interlocutore autorevole ma che non pretende di imporre la sua visione. L’ultima raccomandazione è la più importante: “Siate adulti, non comportatevi voi per primi da adolescenti (chattando di continuo, passando ore e ore davanti allo specchio, vestendosi da teen ager), perché perdete credibilità”.

È importante essere genitori consapevoli, ovvero conoscere i figli, le loro dinamiche e le conseguenze emotive che sortiscono su di noi, per evitare di essere irrazionalmente reattivi e diventare intelligentemente responsivi.

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CONGRESSO: ‘IL COUNSELLING E L’ORIENTAMENTO IN ITALIA E IN EUROPA’

Posted by Maria Beatrice Toro su 22 agosto 2015

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA, SCUOLA DI PSICOLOGIA, 2-3 OTTOBRE 2015

Counselling e Orientamento sono due tra le frontiere più feconde nelle discipline umanistiche: a Padova si svolgerà un Congresso strutturato sulle tematiche emergenti nell’ambito di tali discipline. Un folto gruppo di esperti di rilievo nazionale e internazionale porterà all’attenzione, in particolare, su quanto e con quali modalità l’orientamento e il counselling possano rivolgersi a persone e contesti per fronteggiare le situazioni di crisi e di transizione.

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La Prof.ssa Maria Beatrice Toro sarà relatrice su tema dell’aiuto alla coppia, luogo sempre più precario di costituzione delle nostre vite affettive… come decostruire e ricostruire la propria centralità di persona declinandola all’interno di una coppia stabile e felice? come restituire alla coppia in crisi il contatto con le risorse latenti che sembrano essere state fagocitate da dinamiche comunicative che impediscono un ascolto autentico e comportamenti mutualmente disfunzionali?

Se la coppia precipita in un circuito di stress e reattività, anche il fatto banale di non ricevere attenzione in una circostanza magari del tutto casuale viene subito letto come una mancanza grave: rimuginiamo sui motivi, pensiamo che il partner ci provochi deliberatamente con il suo silenzio, che non sia interessato a noi, che ci escluda. Ci si sente esclusi da un’atmosfera, un clima, da quello stato dell’essere che possiamo chiamare amore.

Il counselling di coppia consente di guardare a queste ferite, al senso di esclusione, al conflitto e alla crisi stessa non come a un fallimento o a una fine annunciata, ma come a un momento difficile, ma ricco di potenzialità di trasformazione.

Il primo passo è raccogliere l’invito a prenderci cura, in modo salutare, dei nostri bisogni profondi. Non importa quanto sia bello quando qualcuno si prende cura di noi, possiamo essere noi stessi i primi a darci quello che ci occorre, uscendo dall’equivoco che esista qualcuno che sia in dovere di decodificarci e risolvere le cose al nostro posto.

tutte le info sul congresso al sito http://larios.psy.unipd.it/

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Il festival dei sogni!

Posted by Maria Beatrice Toro su 29 luglio 2015

Articolo pubblicato su Donna Moderna -In Privato- del 4 agosto 2015

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Da 25 anni il Festival dei Sogni  incanta l’estate di Innsbruck: dal 5 al 31 agosto si celebrano, infatti, sogni e forme artistiche originali e visionarie.

In questo articolo la prof.ssa Maria Beatrice Toro illustra come i sogni siano fondamentali e rappresentino la nostra carta di identità purchè non ci inducano alla chiusura, degenerando in fantasticherie consolatorie. Il sogno è fondamentale e – rinunciandovi – l’individuo tradirebbe se stesso, abbandonando la parte più viva e vitale di sè.

I sogni:

1) Sono il carburante della speranza: avere un sogno significa perseguire un obiettivo e  ricercare un cambiamento- sostiene la prof.ssa Toro- e la trasformazione può crescere dentro ciascuno di noi proprio attraverso i sogni che sono alimentati dalla speranza;

2) Ritornano a farsi sentire dopo i 40 anni: a quest’età riaffiorano i sogni lasciati nel cassetto perchè si era impegnati a realizzarsi nel lavoro e in famiglia. Ora i sogni possono essere investiti di nuova energia. Si tratta di un momento di grande creatività e spesso si origina con fiducia e amore un ritorno ai luoghi dell’infanzia;

3) Servono da stimolo per il presente: coltivare i propri sogni non significa rifiutare il presente o trasformare quest’ultimo in un parametro di giudizio della propria esistenza. La prof.ssa evidenzia come sia necessario invece ripensare al fatto che siamo tutti figli di un sogno, quello dei nostri genitori ed è per questo che la nostra vita è intrisa di obiettivi e desideri;

4) Rappresentano la nostra carta di identità: tradire i nostri sogni – continua la prof.ssa Toro- è più pesante di un fallimento perchè negare le nostre aspirazioni vuol dire rinunciare ad una parte di noi stessi ed indossare una maschera, soccombendo a continui compromessi.

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Rilassati, osserva la foto senza staccare lo sguardo per 1-3 minuti

Posted by Maria Beatrice Toro su 22 luglio 2015

 

Fatti condurre dalla tua farfalla!

In edicola sulla rivista Starbene di questa settimana l’articolo della Prof.ssa Maria Beatrice Toro – a cura della giornalista Rossana Cavaglieri.

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“Nel gesto dell’accoppiamento, le farfalle, dimostrano di essere in sintonia con la forza della vita, che va avanti nonostante tutto” afferma Maria Beatrice Toro psicoterapeuta a Roma. “Anche dentro ognuno di noi esistono farfalle, gli aspetti più nascosti e delicati del nostro mondo interiore. Sono esseri effimeri ma, a volte, è proprio da questi che giunge l’ispirazione giusta che permette di risolvere un problema”. Le farfalle immortalate nell’immagine appartengono alla specie greta oto e vivono nella foresta Amazzonica e – conclude la Professoressa –  ci ricordano che la bellezza e l’armonia fanno parte del DNA della vita, un dono estremamente prezioso e, per questo, da proteggere”.

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…procrastinare al domani…

Posted by Maria Beatrice Toro su 18 luglio 2015

La non accettazione di noi stessi può condurci a procrastinare continuamente al domani, gettandoci in una spirale di attesa nella speranza che il dolore svanisca e ci permetta di vivere nuovamente.

Questo stato di non-vita in cui finiamo rimandando continuamente quel  momento ci lascia fermi, bloccati, senza  scopi. Ma dobbiamo  accettare che l’esistenza  porta con sè  inevitabilmente una certa quantità di dolore,  perchè nella nostra vita  potremmo sperimentare delusioni, crisi, insuccessi personali o  relazionali. Non  comprendere questa realtà può portarci ad incolpare noi stessi di  questi eventi e farci  sentire non degni di amore da parte degli altri.

L’errore fa parte della nostra vita.

Se senti la sofferenza in te ricordati che non sei solo poichè altri provano quello che  senti tu. Può essere utile ripetersi delle frasi in questi momenti:

“Che io possa essere felice”

“Che io possa perdonare me stesso”

“Che io possa accettarmi così come sono”

“Che io possa imparare ad accettarmi così come sono”.

Ciò può lenire la sofferenza e permetterci di ricominciare a vivere.

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