Maria Beatrice Toro

Psicologa Psicoterapeuta

Archive for the ‘comunicazione non verbale’ Category

COTTON USA fa incontrare moda e psicologia: Maria Beatrice Toro e Antonio Pitagora ci aiutano a risolvere i “dubbi dell’armadio” su Class Tv Moda

Posted by Maria Beatrice Toro su 21 dicembre 2015

Una delle forme più incisive della comunicazione non verbale è la scelta degli abiti.

La moda è un grande motore comunicativo sia sociale che personale” sostiene la Prof.ssa Maria Beatrice Toro che ha condotto per Cotton USA un progetto di ricerca volto ad indagare e individuare le maggiori difficoltà cui si va incontro quando si deve scegliere come vestirsi in situazioni percepite come stressanti. Gli psicologi parlano ormai di “vestemica” per riferirsi proprio a tutta quell’area della comunicazione non verbale che passa attraverso il nostro abbigliamento e che dice qualcosa su chi siamo.

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CONGRESSO: ‘IL COUNSELLING E L’ORIENTAMENTO IN ITALIA E IN EUROPA’

Posted by Maria Beatrice Toro su 22 agosto 2015

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA, SCUOLA DI PSICOLOGIA, 2-3 OTTOBRE 2015

Counselling e Orientamento sono due tra le frontiere più feconde nelle discipline umanistiche: a Padova si svolgerà un Congresso strutturato sulle tematiche emergenti nell’ambito di tali discipline. Un folto gruppo di esperti di rilievo nazionale e internazionale porterà all’attenzione, in particolare, su quanto e con quali modalità l’orientamento e il counselling possano rivolgersi a persone e contesti per fronteggiare le situazioni di crisi e di transizione.

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La Prof.ssa Maria Beatrice Toro sarà relatrice su tema dell’aiuto alla coppia, luogo sempre più precario di costituzione delle nostre vite affettive… come decostruire e ricostruire la propria centralità di persona declinandola all’interno di una coppia stabile e felice? come restituire alla coppia in crisi il contatto con le risorse latenti che sembrano essere state fagocitate da dinamiche comunicative che impediscono un ascolto autentico e comportamenti mutualmente disfunzionali?

Se la coppia precipita in un circuito di stress e reattività, anche il fatto banale di non ricevere attenzione in una circostanza magari del tutto casuale viene subito letto come una mancanza grave: rimuginiamo sui motivi, pensiamo che il partner ci provochi deliberatamente con il suo silenzio, che non sia interessato a noi, che ci escluda. Ci si sente esclusi da un’atmosfera, un clima, da quello stato dell’essere che possiamo chiamare amore.

Il counselling di coppia consente di guardare a queste ferite, al senso di esclusione, al conflitto e alla crisi stessa non come a un fallimento o a una fine annunciata, ma come a un momento difficile, ma ricco di potenzialità di trasformazione.

Il primo passo è raccogliere l’invito a prenderci cura, in modo salutare, dei nostri bisogni profondi. Non importa quanto sia bello quando qualcuno si prende cura di noi, possiamo essere noi stessi i primi a darci quello che ci occorre, uscendo dall’equivoco che esista qualcuno che sia in dovere di decodificarci e risolvere le cose al nostro posto.

tutte le info sul congresso al sito http://larios.psy.unipd.it/

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Comunicazione non verbale: leader o follower?

Posted by Maria Beatrice Toro su 19 agosto 2015

La vestemica è quella branca dello studio della comunicazione non verbale che riguarda i messaggi che inviamo attraverso il modo di vestire.

Chi è fedele anche in ufficio a un look informale, mostra sicurezza, autonomia e ha la tempra del leader. Purchè non esageri, perchè allora significherebbe il contrario: esibizionismo che maschera le insicurezze (da Donna Moderna, articolo di Silvia Calvi). Secondo Beatrice Toro conoscere i principi base della vestemica può essere d’aiuto, anche se, ovviamente, è fondamentale restare fedeli a se stessi. Attenzione anche alla wearable tech , fenomeno in ascesa tra i leader che presto contagerà molti di noi: dal tessuto super tecnologico all’orologio smart su cui visualizzare mail e altro, ci abitueremo a essere connessi a internet anche tramite i vestiti.

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La scelta di stile, ma anche di tessuti, colori e accessori rivela anche se tendiamo a una personalità da leader, follower o se siamo dei “battitori liberi” che scelgono in modo anticonformista. In particolare, gli anticonformisti badano molto alla qualità dei tessuti, prediligendo cotone americano, pura lana, cuoio, piuttosto che indumenti sintetici… In un focus group condotto per il brand Cotton USA, inoltre, è risultata una certa tendenza a valorizzare la sostenibilità che un certo marchio di abbigliamento dimostra, ovvero quanto le colture e gli animali vengano trattati con rispetto.

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Parliamo di… vestemica

Posted by Maria Beatrice Toro su 10 maggio 2015

Scelta outfit<br>

Fonte: Stile, il canale moda scelto da La Stampa

Il modo di vestire rivela molti aspetti della nostra personalità: cerchiamo, dunque, di concentrarci sugli elementi migliori che favoriscano una buona percezione da parte degli altri.

Come? attraverso alcuni principi chiave di vestemica, uno dei 6 sistemi di comunicazione non verbale, che tanto ci influenzano nel relazionarci e nel comunicare chi siamo. Uno studio realizzato presso il Secondo centro di psicologia cognitivo interpersonale di Roma, commissionato da Cotton Usa, il brand che identifica capi di qualità realizzati con cotone americano, ci dice cosa comunichiamo quando scegliamo quali capi da indossare.

Il sistema di comunicazione vestemico, infatti, contribuisce a definire l’immagine di sè  e caratterizzarla in senso sociale, influendo, perfino, sulle reazioni di dominanza e persuasione tra individui. Persone diverse esprimono maggiore o minore sicurezza anche attraverso il modo di vestire e la scelta di oggetti personali che spesso funzionano da status symbol.
Avere consapevolezza dei messaggi non verbali che trapelano dai codici di abbigliamento – di fatto, una maschera sociale – è fondamentale per sapere cosa stiamo comunicando agli altri” dice la Dott.ssa Toro “e al tempo stesso ci fornisce chiavi di lettura essenziali per capire la personalità di chi ci sta di fronte andando oltre le parole e gli atteggiamenti esplicitati”.

Mischiare troppi colori e materiali non consente una decodifica positiva, dando un’impressione di caos. Anche scegliere materiali di scarsa qualità denota un basso livello di consapevolezza e poca attenzione alla sostenibilità, dato, questo, che scoraggia gli altri a interagire con noi. Meglio scegliere un capo – protagonista che sia la “dichiarazione di intenti” della nostra giornata, da abbinare a un altro capo meno vistoso, mantenendo, almeno per un anno solare, un accessorio invariato. Può trattarsi di un braccialettino portafortuna, o di una collana con il proprio nome, o un charm – bracelet fortemente caratterizzante. Servirà a farsi “identificare”, come una firma tutta nostra da mettere in calce a qualunque outfit si scelga.

Per leggere l’intero articolo clicca su: L’outfit giusto? Lo decide la psicologa.

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