Chirurgia estetica: perfezionismo patologico o difetto reale?

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Due esperti, una psicoterapeuta e un chirurgo, cercano si fornire una spiegazione alla crescente richiesta di operazioni di chirurgia estetica.

La psicoterapeuta, Maria Beatrice Toro, in un articolo pubblicato su “Confidenze”, sostiene che “cambiare la propria immagine non è sufficiente per risolvere i nodi interiori” – e continua sostenendo che – “A tutti piace avere un aspetto gradevole e curato ma occorre distinguere tra chi si rivolge al chirurgo per un inestetismo o un difetto reale, che a ragion del vero, provoca uno stato di disagio, e chi è vittima del proprio perfezionismo. Tutto dipende dal rapporto che si ha con il proprio corpo e con la vita. Una donna ossessionata da quelli che reputa insopportabili difetti (e che, spesso, vede lei sola) non riesce a provare gioia di vivere. E, invece di indagare sulle ragioni della sua insoddisfazione, insiste per cambiare immagine. Ma non c’è soluzione: questa donna sarà destinata a ritrovarsi ancora scontenta, con il rischio di finire nel gorgo degli interventi a ripetizione. A volte dietro l’ossessione per la perfezione fisica c’è anche un senso di vuoto. Si modifica il proprio aspetto per non pensare, per fuggire dai propri nodi interiori. Ma non si può fuggire da se stessi e, finché non si affrontano le
proprie insicurezze, nessun intervento potrà dare la felicità. La vita non è una prestazione, una competizione o una gara di bellezza, ma un’esperienza ricca e complessa, da assaporare fino in fondo ogni giorno».

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