Maria Beatrice Toro

Psicologa Psicoterapeuta

Archive for the ‘autostima’ Category

Ironia:un’arma a doppio taglio?

Posted by Maria Beatrice Toro su 3 febbraio 2017

 

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Sulla rivista Confidenze Silvia Calvi ci parla di ironia, con la consulenza della prof.ssa Maria Beatrice Toro.

L’ironia è segno di intelligenza ed arguzia e può aiutare ad uscire da situazioni, per così dire, scomode. Ma è anche una difesa psicologica – come ci spiega la prof.ssa Toro-  e può mascherare insicurezza o  mancanza di assertività.  L’ironia non sempre fa bene:  può ferire la persona a cui è rivolta o può nascondere altro come sentimenti di invidia o gelosia, trasformandosi così in un atto aggressivo.

Quando l’ironia è rivolta verso di sé è indice di intelligenza e aiuta la persona a non drammatizzare errori o limiti personali. Ma quando l’autoironia diventa eccessiva può mascherare  sfiducia e frustrazione e diventare un vero e proprio atto di accusa verso di sé.

Quindi é meglio prendere coscienza delle proprie frustrazioni ed affrontarle, magari con l’aiuto di un professionista: è questo l’atteggiamento giusto per promuovere la crescita personale!

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Nativi digitali

Posted by Maria Beatrice Toro su 5 settembre 2016

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Una riflessione sui modi di vivere e fare esperienza dei nati dopo il duemila… Clicca su http://ojs.francoangeli.it/_ojs/index.php/modelli-mente-oa/article/view/3458/86

 

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I molti modi di essere “ex”…

Posted by Maria Beatrice Toro su 30 marzo 2016

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Per scoprire il sapore del sentimento che ti lega alle tue vecchie storie la Prof.ssa Toro ha messo a punto un breve test, pubblicato sulla rivista Donna Moderna.

Quando un amore finisce e si chiude una storia sono diversi i comportamenti che le donne possono mettere in atto. Ci sono donne che quando chiudono una relazione lo fanno con decisione e determinatezza, tagliano tutti i ponti di possibile collegamento con l’ex partner poichè temono di farsi del male inutilmente procastinando il dolore per la rottura. Questo atteggiamento, sostiene la prof.ssa, potrebbe celare una insicurezza e porsi come una difesa, non serve erigere muri se veramente “lui” non conta più nulla.

Altre donne comprendono e giustificano la fine della storia attribuendo delle possibili colpe anche a se stesse, riescono a superare il dolore dei primi giorni e iniziano a creare il terreno per continuare a mantenere un amicizia, cercano di riallacciare i rapporti con il vecchio partner per non rinunciare alla confidenza e all’intimità che avevano instaurato anche se sono consapevoli che l’amore è finito e, quando questo si fidanza con un altra persona, sono felici per lui. Sicuramente questo è un approccio positivo  ma non bisogna mai esagerare con un eccessiva presenza nella vita di chi hai amato poichè questa eccessiva vicinanza potrebbe precludere la possibilità di fare nuovi incontri e innamorarsi di nuovo.

Infine ci sono le ex malinconiche, quelle che non riescono a non essere nostalgiche per l’assenza della persona con cui sono state un tempo felici. Forse questa malinconia, spiega la prof.ssa, rivela qualche senso di colpa  verso l’ex ( o gli ex) per non essere stata all’altezza della relazione . Ma proprio l’aver compreso gli errori commessi aiuterà a non ripeterli in futuro per poter finalmente guardare avanti, senza perdersi nel continuo confronto tra le nuove conoscenze ed il vecchio fidanzato.

 

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Il festival dei sogni!

Posted by Maria Beatrice Toro su 29 luglio 2015

Articolo pubblicato su Donna Moderna -In Privato- del 4 agosto 2015

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Da 25 anni il Festival dei Sogni  incanta l’estate di Innsbruck: dal 5 al 31 agosto si celebrano, infatti, sogni e forme artistiche originali e visionarie.

In questo articolo la prof.ssa Maria Beatrice Toro illustra come i sogni siano fondamentali e rappresentino la nostra carta di identità purchè non ci inducano alla chiusura, degenerando in fantasticherie consolatorie. Il sogno è fondamentale e – rinunciandovi – l’individuo tradirebbe se stesso, abbandonando la parte più viva e vitale di sè.

I sogni:

1) Sono il carburante della speranza: avere un sogno significa perseguire un obiettivo e  ricercare un cambiamento- sostiene la prof.ssa Toro- e la trasformazione può crescere dentro ciascuno di noi proprio attraverso i sogni che sono alimentati dalla speranza;

2) Ritornano a farsi sentire dopo i 40 anni: a quest’età riaffiorano i sogni lasciati nel cassetto perchè si era impegnati a realizzarsi nel lavoro e in famiglia. Ora i sogni possono essere investiti di nuova energia. Si tratta di un momento di grande creatività e spesso si origina con fiducia e amore un ritorno ai luoghi dell’infanzia;

3) Servono da stimolo per il presente: coltivare i propri sogni non significa rifiutare il presente o trasformare quest’ultimo in un parametro di giudizio della propria esistenza. La prof.ssa evidenzia come sia necessario invece ripensare al fatto che siamo tutti figli di un sogno, quello dei nostri genitori ed è per questo che la nostra vita è intrisa di obiettivi e desideri;

4) Rappresentano la nostra carta di identità: tradire i nostri sogni – continua la prof.ssa Toro- è più pesante di un fallimento perchè negare le nostre aspirazioni vuol dire rinunciare ad una parte di noi stessi ed indossare una maschera, soccombendo a continui compromessi.

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La vita è un’esperienza, non una prestazione!

Posted by Maria Beatrice Toro su 7 maggio 2015

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Maria Beatrice è tra gli esperti scelti da Starbene per l’area della psicologia. Se vuoi un consulto gratuito puoi chiamare domani la redazione milanese 02 70300159

Sulla rivista di questa settimana segnaliamo un box che tratta della capacità di radicarsi nel presente come antidoto al pessimismo e alla preoccupazione.

Accanirsi sul passato non aiuta a vedere le alternative possibili e porta le persone a flagellarsi per le proprie inadeguatezze o per le occasioni perdute….questo atteggiamento finisce solo per abbattere la nostra autostima – sostiene la Prof.ssa Toro intervistata per la rivista Starbene – Al tempo stesso, però, proiettarci troppo nel futuro, anticipando i possibili problemi, toglie energia e non consente di raggiungere l’obiettivo prefissato.

Ciò che bisogna fare, dunque, è concentrarsi sul presente – magari con l’aiuto della mindfulness –e focalizzarsi sul viaggio piuttosto che sulla meta da raggiungere; nella vita è normale porsi degli obiettivi, ma non devono diventare una spada di Damocle che pende sulla testa. quindi non facciamoci travolgere dall’ansia da prestazione.

LA VITA E’ UN’ESPERIENZA; NON UNA PRESTAZIONE!

Ricordiamoci, allora di agire sempre nel pieno rispetto di sè, dei propri bisogni e dei propri ideali; essere in pace con ciò che si fa è la base della serenità e delle relazioni positive con gli altri.

#mindfulnessinterpersonale 

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