Il valore di un abbraccio

Nell’era post moderna risulta sempre più complesso stabilire contatti vis a vis, reali e autentici con persone in carne e ossa. Secondo un recente studio, per assicurare un sano sviluppo degli ormoni del benessere, sarebbe necessario dispensare o ricevere almeno quattro abbracci al giorno per aiutare il sistema immunitario a combattere lo stress e vincere le situazioni di panico.

Durante la trasmissione “Bel tempo si spera” la conduttrice Lucia Scione affronta questo tema con l’aiuto della Prof.ssa Maria Beatrice Toro.

“Il corpo reagisce solitamente in modo positivo al contatto fisico e agli abbracci. Nell’azione di abbracciare sono sempre coinvolte due persone: una lo offre e l’altra lo riceve; quest’ultima deve essere collaborativa e  non limitarsi ad attendere passivamente la ricezione poichè scambiarsi un abbraccio implica una partecipazione affettiva e uno scambio reciproco. Inoltre – continua la prof.ssa – nell’abbracciare una persona un elemento che ricopre un ruolo estremamente importante è il cuore più che il corpo. Non si può ridurre l’abbraccio al mero movimento di due corpi che si avvicinano in quanto questa azione implica un passaggio di emozioni, di cura, di tenerezze. Dobbiamo però tenere in considerazione che non tutti amano il contatto fisico e, spesso, proprio coloro che ne avrebbero più bisogno lo rifuggono, si mostrano schivi, restii a questo tipo di effusioni e dimostrazioni di affetto poichè talune situazioni generano una condizione di imbarazzo o una sensazione di fastidio. Questi ultimi elementi possono sottendere una fragilità dell’individuo e possono essere messi in atto anche come una difesa.

Ma perchè abbiamo bisogno dell’abbraccio?

Maria Beatrice Toro sostiene che si tratta di un qualcosa di ancestrale che riguarda nuclei molto profondi del cervello, l’abbraccio offre una rassicurazione e consente di sentirsi accuditi. Il piccolo umano riceve da questo gesto profondo un riparo e beneficia dell’abbraccio anche la mamma che glielo offre: entrambi producono gli stessi ormoni del benessere quando si stringono in questa azione ma mentre per la mamma si configura come un gesto che veicola un significato d’amore, per l’infante esso implica una protezione e gli consente di esperire la sensazione di sicurezza di cui ha bisogno.

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